Diciamocelo, ogni tanto la noia arriva. Chiusi in casa, senza amici, amanti, birre e aria fresca. La quarantena sta avendo effetti strani sugli italiani, gente che canta dal balcone, pendolari che sognano il treno verso il lavoro e addirittura c’è chi assicura che ogni tanto manchi anche il traffico di Roma.

Diciamocelo di nuovo, per tutti gli appassionati di cucina, l’unica vera attività divertente di questo periodo è appunto la sperimentazione ai fornelli. Improvvisati home chef su tutta la penisola stanno sfornando giorno dopo giorno ricette e prelibatezze italiche. Ecco perchè abbiamo pensato di proporvi una di quelle prelibatezze che mai possono mancare nel menù di un cuoco di casa, specie se la sua carta d’identità lo colloca tra le sponde del Tevere (che s’è fatto moro dice Carl Brave): i bucatini all’amatriciana.

Perchè proprio i bucatini? Semplice: il bucatino sta all’amatriciana come Albano sta a Romina, liberi di allontanarsi senza separarsi mai. In altre parole potrete scegliere il formato di pasta che preferite, ma alla fine loro torneranno insieme.

Accendete i fornelli, dunque, oggi si cucina romano. 

Gli ingredienti. Credits: Daniele Spurio

Gli Ingredienti

Dosi per 3 persone (anche se noi eravamo in due…):

320g di bucatini

160g di guanciale

100g di pecorino

400g di pelati (1 barattolo)

1/2 bicchierino di Brandy

 

Il procedimento

Per prima cosa tagliate il guanciale a listarelle, rigorosamente da 1cm circa di spessore. Una volta cotte le fettine dovranno risultare della giusta consistenza, per questo è importante essere abbastanza precisi già dal taglio. In una ciotolina versate il barattolo dei pelati e schiacciateli con una forchetta, non servirà essere precisi.

Preparato il vostro guanciale, potete mettere una padella sul fuoco. Accendete a fiamma vivace e non mettete olio. Una volta scaldata bene la padella versate il guanciale, che inizierà fin da subito a sfrigolare in padella. Girate fin da subito con una cucchiarella di legno in modo da non far appiccicare le listarelle alla padella e vedrete che il guanciale da solo tirerà fuori il suo grasso, che sarà il vero segreto della vostra ricetta.

Quando il guanciale si è colorato un po’ sfumare con il mezzo bicchierino di Brandy (qualora non doveste avere il Brandy a casa, andrà bene anche del semplice vino bianco secco). Aspettate che l’alcool sia sfumato e versate i pelati che avevate precedentemente schiacciato con la forchetta.

Tenete il tutto sul fuoco a fiamma bassa per far restringere il sugo dolcemente. Capirete che il sugo è pronto quando vedrete il fondo della padella una volta passato il mestolo di legno. Denso, è la parola che dovrete avere in mente.

Vi sveliamo qui un piccolo segreto: il sugo dell’amatriciana (un po’ come tutti i sughi a base rossa) rientra nella categoria “più buoni il giorno dopo”, quindi più tempo tutti gli ingredienti riposano insieme e più saporita sarà la vostra pasta. Per questo noi vi consigliamo di mettere su l’acqua a bollire solo dopo aver spento la fiamma sotto la padella contenente i pelati e il guanciale.

Mettete su l’acqua, quando bolle, salate e buttate i bucatini. Quando mancano circa 2 minuti alla cottura della pasta riaccendete il fuoco sotto il sugo a fiamma alta e fategli riprendere il bollore. Scolate i bucatini al dente (mi raccomando, altrimenti non andare in giro a dire che ve l’abbiamo insegnata noi) e versate nella padella. Lavorate di polso e amalgamate per bene, il tutto dovrà risultare colorato di rosso, ma non immerso nel rosso. Spadellare, è la parola che dovrete avere in mente.

Passati due minuti, spegnete il fuoco e versate due belle manciate di pecorino e mischiate il tutto. Impiattate e la vostra pasta dovrebbe risultare come quella in foto.

Il piatto prima della pioggia di pecorino. Credits: Daniele Spurio

Sarà questo quindi il momento di cospargere il vostro piatto di pecorino. Ricordate i romani sono persone di cuore e qui il formaggio sulla pasta non si mette con il cucchiaino ma con le mani. Pioggia di pecorino, è questo il termine che dovrete avere in mente.

Buona quarantena a tutti.

© riproduzione riservata