C’è chi  sente la parola tapas ed inizia ad avere gli occhi che brillano. E torto non ha. In Spagna, quelli che in Italia potremmo assimilare a degli antipastini, sono un vero e proprio patrimonio culinario e culturale, mentre nel resto del mondo iniziano a conoscerle ed apprezzarle sempre più (fino a diventare, talvolta, il motivo stesso di un viaggio), di pari passo con i crescenti ritmi del turismo iberico, che hanno permesso alla Spagna di superarci in ogni classifica fino a diventare il paese più visitato al mondo già da un paio di anni.

Storia, tradizioni e diffusione

Viene considerata tapa ogni porzione di cibo che accompagna una bibita (solitamente vino rosso), e il nome si deve al fatto che ai tempi del re Alfonso XIII, durante una gita a Cadice, un cameriere utilizzò una fetta di prosciutto per “tappare” una bottiglia, evitando così che vi entrassero mosche o altri insetti. Il gesto colpì anche altri commensali, e l’usanza da quel momento si diffuse anche in altre regioni della Spagna: ogni volta che gli spagnoli bevono vino, entrano in gioco le tapas. Perfette, quindi, come antipasti o aperitivi, ma anche adatte a riempire una cena intera, se se ne ordinano in quantità. In molti optano per un vero e proprio ir de tapas, o tapear. Ebbene sì, per chi se lo stia chiedendo, c’è proprio un verbo che descrive perfettamente la situazione, rafforzandone l’importanza del rito per gli spagnoli e per chiunque voglia approcciare la loro cucina. Il vantaggio è poter provare tante tapas diverse in poco tempo, spendendo poco e riempiendo lo stomaco a dovere. Il giro prevede ordinare un paio di tapas in ogni bar, per accompagnare un bel bicchiere di vino tinto mentre si chiacchiera. Nonostante siano nate in Andalusia, oggi sono diffuse in tutta la Spagna, ogni regione ha la sua tapa. 

I tapas bar di Siviglia

La Spagna è celebre per la sua movida, i suoi orari comodi e il calore della gente. Tutto questo assume caratteri accentuati nella bellissima città andalusa di Siviglia, tra le mete da visitare nel 2018 secondo Lonley Planet.

Il quartiere di Triana è il più grosso concentrato di tapas bar di tutta la Spagna. Spesso si mangia e beve in piedi al loro ingresso, per pochi fortunati c’è anche qualche tavolo all’interno, tra i colori accesi degli azulejos sulle pareti. In ogni locale ci sarà sempre una tapa più celebre delle altre (che riconoscerete perché è quella che tutti mangiano), ma in generale la varietà è tale da avere l’imbarazzo della scelta ogni volta che si sta per ordinare.

Le migliori tapas e i migliori tapas bar

Fonte: Bar Las Golondrinas Pagina Facebook

Ecco qualche consiglio pratico. Per iniziare potreste optare per olive, mandorle tostate e salate, queso (solitamente formaggio di capra), jamon serrano o chorizo. Tra le varianti con pescado, da provare quella con baccalà e peperoni servita su crostino di pane, o i chipirones (calamari) serviti con una delicata salsa all’olio, aceto e limone, piuttosto che il polpo alla galiziana. Per gli amanti della carne, da provare le albondigas (polpette al sugo), o la carne mechada, da accompagnare con delle patatas bravas, leggermente piccati.

Fonte: Bar Las Golondrinas Pagina Facebook

Gli indirizzi da tenere a mente nel quartiere di Triana sono tanti, ma la redazione di Artwave ne raccomanda almeno tre: Las Golondrinas, Blanca Paloma, Casa Cuesta…per poi concludere da Anselma, dove non si mangia ma si ascolta e balla flamenco.

Que tenga un buen viaje!