Dalla notte dei tempi ciò che è comunemente percepito come peccaminoso e oltraggioso per i pudici è motivo di curiosità e attrazione, con un senso di pudore in continuo mutamento. Ancora oggi per la legge e il retaggio culturale di noi italiani, mostrare le parti intime e parlare di argomenti ad essere collegate è spessissimo motivo di imbarazzo.

Perfino la pittura è da secoli motivo di dibattito e discordia in tema di nudità. Il celebre dipinto di “Betsabea al bagno” di Rembrandt, del 17º secolo, non destò lo stesso scandalo suscitato due secoli dopo delle opere di Manet “Colazione sull’erba” e ”Olympia” per il differente messaggio comunicativo: nel primo caso una donna assorta nella sua tristezza, mentre nel secondo dei chiari sguardi maliziosi.

sushi giappone

Da qualche anno il nudo è arrivato in tavola direttamente dal Giappone, con quello che molto spesso viene proposto dai locali di cucina del sol levante come body sushi o nyotaimori: la pratica di servire bocconcini di sushi e sashimi sul ventre e gli arti di una giovane ragazza completamente svestita. Questa consuetudine di usare ciò che si può definire un tavolo umano non è affatto rara nei locali del quartiere Shibuya di Tokyo; uno di quei locali tradizionali per bere in cui i clienti si impegnano in attività intime disinibite tra loro.

Sappiamo davvero perché i giapponesi fanno ciò? È la dimostrazione di una diffusa devianza sessuale? Yasuharu Ishizawa, professore al Gakushuin Women’s College ed editore del libro del 2004 “Nihon Wa Dou Hojirareteiruka” (Come viene visto il Giappone), che include un capitolo sul reportage di nyotaimori su una pagina Web cinese, afferma che i corrispondenti stranieri in cerca di storie sensazionali sono in gran parte responsabili di travisamenti culturali. Ma aggiunge anche che i giapponesi tendono ad essere molto sensibili in questi casi.

Lo chef Akito Nakumura che lavora con utileincasa racconta che: “Sensibilità a parte, dato che la forma femminile nuda in relazione al cibo non è insolita in Giappone – ad esempio, i piatti di plastica modellati a forma di parti della donna – c’è probabilmente una sorta di eredità di portare insieme nudità e sushi. È tutto molto rituale senza lasciare nulla al caso, a partire dall’allenamento delle ragazze a restare immobili per ore, alla depilazione totale per ovvie ragioni igieniche fino alla presentazione degli alimenti tagliati con affilatissimi coltelli di ceramica Deba e Yanagiba, ancora meglio se in ceramica per non alterarne l’odore e sempre seguendo gli antichi dettami che riguardano l’inclinazione del taglio e l’orientamento”.

Le percezioni dei nyotaimori all’estero, tuttavia, sono abbastanza diverse. Le notizie che hanno riguardato le aperture di imprese nyotaimori dalla Florida a Roma negli ultimi dieci anni si riferiscono ad essa come una forma di cultura alimentare giapponese di tutti i giorni, lasciando intendere una certa forma di perversione come se dovesse essere un’attività  clandestina. Un malinteso che ha provocato un sostanziale risentimento.

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