Quanti studenti, alle armi con libri interi da studiare, o quanti dipendenti d’ufficio, pieni di impegni e appuntamenti da fissare e ricordare, hanno desiderato poter accrescere velocemente la propria capacità di memorizzare per non commettere errori e portare presto i risultati a casa? Sicuramente molti. Scontato dirlo però, i miracoli non esistono. E per arrivare ai traguardi servono dedizione, impegno e attenzione.

Ma se da una parte ci si può rimboccare le maniche e dedicare al miglioramento del proprio aspetto fisico e alla salute del nostro corpo, dall’altra la stessa cura si può nutrire verso la nostra mente. Perché sì, il corpo è una macchina che ha bisogno di essere guidata. E il motore principale, il cervello, ha bisogno costantemente di essere nutrito, magari con accortezze e scelte alimentari che possono fare da stimolo alle sue attività.

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Il cervello ha bisogno di zuccheri: il glucosio è la risorsa numero uno per tutte le attività cognitive. Un suo squilibrio infatti, sia in senso di scarsità che di sovrabbondanza, può causare un rallentamento e un deficit nel funzionamento cerebrale. I neuroni presenti nel nostro cervello, in quanto cellule nervose, necessitano di sostanze nutritive per poter lavorare in modo corretto per tutto l’organismo, esattamente come i neurotrasmettitori, sostanze chimiche che permettono ai neuroni di lavorare e comunicare tra loro e con il resto del corpo. È grazie a un corretto sostentamento nutritivo che essi possono ben ingranare e far continuare tutte le attività del cervello.

Proprio per questo sentiamo spesso parlare di nootropi (chiamati anche smart drugs), particolari sostanze che alimentano i neurotrasmettitori, la cui presenza permette processi quali memoria, concentrazione, apprendimento, stabilità dell’umore e assenza di depressione. Spesso però, parlando di nootropi, ci riferiamo principalmente a farmaci presenti in commercio utilizzati spesso per combattere gli effetti di patologie come l’Alzheimer, tra essi ci sono sostanze presenti in piante o alimenti che possiamo facilmente integrare nella nostra alimentazione quotidiana. Un certo tipo di neurotrasmettitore può quindi essere stimolato nella sua produzione attraverso l’assunzione di specifiche sostanze nootrope.

Per fare qualche esempio, il neurotrasmettitore serotonina regola gli stati relativi all’umore, al senso di sazietà, all’aggressività e al ciclo sonno-veglia. La serotonina viene sintetizzata a partire dall’amminoacido triptofano, che si trova in cibi come latticini, uova, legumi e pesce. Quest’ultimo in modo particolare è però molto apprezzato anche perché ricco di acidi grassi omega 3, elementi fondamentali per la struttura esterna delle cellule cerebrali, per la fluidità della circolazione sanguigna e perché una loro alta concentrazione contrasta la comparsa di depressione o aggressività. Quindi via a merluzzo, salmone, tonno, sgombro e trota.

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Per quanto riguarda invece le facoltà della memoria e della concentrazione abbiamo il neurotrasmettitore acelticolina, che deve essere sempre supportato dalla colina (o vitamina J), sostanza presente nel tuorlo dell’uovo, nei semi di soia, nei legumi e nei cereali, soprattutto integrali, che apportano vitamina B1, vitamina E e vitamina B12, importanti per contrastare i radicali liberi e l’eventuale comparsa di ritardi cognitivi o patologie cerebrali come l’Alzheimer. Nemici assoluti dei radicali liberi sono anche i mirtilli, ricchi di antiossidanti che favoriscono lo sviluppo della memoria a breve termine.

Molto utile è anche lo zucchero sotto forma di glucosio presente nei cereali integrali, che, grazie al suo lento rilascio, riesce a fornire un costante apporto di energia e a mantenere attiva la mente. Per questo anche fare una bella colazione ricca di carboidrati, soprattutto per chi deve affrontare una lunga giornata di studio o di lavoro è un ottimo consiglio da seguire.

Anche verdure come spinaci, cavolo e broccoli danno un forte apporto di vitamine utili al cervello, come la vitamina K, la vitamina B9 e la vitamina C, indispensabili per sostenere l’attività di concentrazione e di memoria, ostacolando l’insorgere di ritardi mentali. Esattamente per lo stesso motivo nella propria dieta non dovrebbe mancare la frutta secca: mandorle, noci e arachidi portano molta vitamina B – che stimolerebbe la produzione cellulare – e vitamina E, utile contro il declino cognitivo.

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Anche per gli amanti del caffè o del tè ci sono ottime notizie: nel primo la caffeina incrementa la concentrazione, mentre la teina presente nel tè verde contiene, alcuni tipi di polifenoli, potenti antiossidanti utili per combattere l’invecchiamento cellulare e con funzione neuroprotettiva. Se poi vogliamo accompagnare il caffè con un pezzetto di cioccolato ancora meglio. I flavonoidi e i minerali in esso presenti non solo faciliterebbero la formazione dei vasi sanguigni e la protezione delle cellule, ma andrebbero anche a favore della memoria e dell’apprendimento. Per non parlare poi del senso di benessere e di buonumore che il cioccolato dà grazie soprattutto alla caffeina.

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Allora esistono cibi che possono realmente aumentare la nostra intelligenza? La risposta è che non esistono alimenti in grado di fare magie e far accrescere da un giorno all’altro le nostre capacità cognitive. Ma una cosa è certa: esistono scelte alimentari che possono essere d’aiuto al nostro cervello. Tra queste, assicurargli un apporto regolare di glucosio, prediligere grassi buoni, fare piccole ma giuste scelte nel quotidiano e svolgere anche della buona attività fisica sono i giusti ingredienti di uno stile di vita sano, e non meno importante, di una mente in salute.

 

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