Probabilmente la Coca Cola è una delle poche certezze che abbiamo nella vita.

Oltre ad essere la seconda parola più diffusa sulla Terra dopo “ok”, è la bevanda più venduta sul pianeta.

Il suo sembra essere ormai un impero indistruttibile, che conferma il suo successo generazioni dopo generazioni.

L’ultima novità in casa Coca Cola risale a pochi giorni fa, quando è stata presentata in Italia la nuova Coca Cola Energy, che, allo slogan “Libera l’energia positiva che è in te”, ha fatto ballare l’intera città di Milano attraverso uno spettacolo musicale di grande impatto, all’interno di piazza Tre Torri, nel cuore del quartiere City Life.

Gli ingredienti

Una bevanda che, come suggerisce il nome stesso, appartiene alla categoria degli energy drink, quelle bevande, cioè, che contengono sostanze stimolanti con l’intento di fornire energia al consumatore.

Ma cos’è che la contraddistingue dalle altre bevande di questo genere, prima fra tutte quella “che ti mette le ali”?

Coca Cola Energy non contiene la taurina, un aminoacido che ha il compito di sintetizzare gli acidi biliari prodotti nel fegato e contenuti dalla bile, essenziale per la digestione dei grassi e per l’assorbimento delle vitamine A, D, E, K.

In più, è possibile scegliere tra due versioni, con e senza zucchero, proprio come la sorella maggiore Coca Cola.

Solo il tempo – e le indagini di mercato – ci diranno se la nuova proposta avrà successo e in che misura; nel frattempo possiamo di certo constatare che il ciclone Coca Cola non ha ancora esaurito la sua potenza, mediatica e non.

Coca Cola Energy senza zucchero. Ph. Francesca Ferrara

Coca Cola Energy Experience

Il lancio del nuovo prodotto è avvenuto, com’è facile intuire, in grande stile, all’interno di uno dei quartieri più avveniristici di Milano, attraverso uno spettacolo che si è avvalso di alcuni dei cantanti più in voga del momento e di effetti speciali da rimanere a bocca aperta.

Presentata da Victoria Cabello, la serata è stata animata dalla musica di Mahmood e Fabri Fibra, per poi concludersi con il dj set di Dj Shablo, riscaldando la fredda serata milanese.

Ad aprire la Coca Cola Energy Experience, che si è svolta contemporaneamente anche a Londra, immagini, testi ed effetti speciali proiettati sulla facciata, alta ben 29 metri, della Torre Isozaki.

Lo spettacolo organizzato per il lancio della nuova bevanda. Ph: Francesca Ferrara

La storia della Coca Cola

Eppure l’invenzione della bevanda analcolica più amata da adulti e bambini risale a più di cento anni fa, esattamente al 1886, ad opera del farmacista statunitense John Stith Pemberton, le cui intenzioni erano quelle di ideare un metodo contro il mal di testa e la stanchezza.

Pemberton creò la fortunata miscela mescolando diversi ingredienti, tra cui le noci di cola, una pianta tropicale non reputata dannosa per la salute umana, e la coca, dalla cui pianta negli anni a venire sarebbe stata estratta la cocaina.

Fu proprio dalla combinazione dei due principali componenti, la cola e la coca, che nacque il nome della bevanda che, di lì a qualche anno, avrebbe creato conquistato le papille gustative di migliaia di persone.

Sembra, tuttavia, che inizialmente la bibita fosse liscia, priva della nota frizzante che la caratterizza tuttora e che fu aggiunta per caso, quando un uomo, che l’aveva ordinata per curare il suo forte mal di testa, la mescolò a dell’acqua gassata.

Sulle origini della Coca Cola non si sa molto altro, se non che per la sua realizzazione il farmacista si ispirò al “Vin Mariani”, inventato dal chimico còrso Angelo Mariani utilizzando due ingredienti: dell’ottimo vino Bordaeux e delle foglie di coca lasciate a macerare per diverse ore al suo interno.

Tuttavia, nonostante la sua scoperta, Pemberton si indebitò e fu costretto a vendere formula e diritti della Coca Cola ad Asa Candler, uomo d’affari che ne determinò la diffusione mondiale e un successo inarrestabile.

 

Le origini italiane della Coca Cola

Inoltre – e qui i più patriottici gioiranno – una delle storie riguardanti la nascita della Coca Cola fa affondare le sue radici nel Bel Paese, precisamente nella città lombarda di Monza.

Fu qui, infatti, che nel 1831 nacque lo scienziato Paolo Mantegazza, che pochi anni prima dell’invenzione della Coca Cola aveva scritto il saggio “Sulle virtù igieniche e medicinali della coca e sugli alimenti nervosi in generale”.

Qual è il legame tra questo scritto e la scoperta americana?

Quattro anni dopo la sua pubblicazione avvenuta nel 1859, il chimico Mariani, colpito dalle proprietà prodigiose delle foglie di della coca, brevettò il suo vino per la cura della nevrastenia, delle anemie e dell’impotenza e, sette anni dopo, Pemberton inventò la ricetta della famosa bevanda ispirandosi agli studi di Mantegazza e Mariani.

Pare dunque che, seppur non direttamente, sia stato un nostro connazionale ad ispirare l’invenzione che avrebbe cambiato il mondo delle bevande analcoliche.

Dalla Brianza agli Stati Uniti la bevanda più famosa al mondo ha conquistato le papille gustative di ognuno di noi e forse ora, date le sue probabili origini italiane, la ameremo ancora di più.

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