“Basta un po’ di zucchero e la pillola va giù”, lo diceva anche Mary Poppins. Il boccone amaro si sopporta meglio se si accompagna con un tocco dolce. Quante volte per convincere i bambini a prendere una medicina promettiamo una caramella come premio? Il tocco zuccherino rincuora sempre, ma vari studi e associazioni sanitarie hanno messo in evidenza gli effetti, anche negativi, che lo zucchero può causare nell’organismo.

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Il saccarosio – chiamato comunemente zucchero – viene utilizzato comunemente in ambito culinario-alimentare come dolcificante. Formato da due molecole, una di glucosio e una di fruttosio, estraibile dalla barbabietola da zucchero o dalla canna da zucchero, lo zucchero per come lo conosciamo – bianco e granuloso – è il risultato di un processo di depurazione, concentrazione, raffinazione e cristallizzazione, per poi essere pronto per addolcire le nostre tavole.

Se quindi è un elemento di origine naturale, dobbiamo capire perché viene quotidianamente demonizzato come nemico primo della forma fisica e della salute. Oltre ai processi di lavorazione che vengono svolti sulla sostanza prelevata in natura e che finiscono inevitabilmente per deteriorarne lo stato fisico originario, dobbiamo tenere di conto che, al momento dell’assunzione dello zucchero, il corpo lo scompone in singole unità, dunque in fruttosio e glucosio. È il secondo in particolare su cui dobbiamo focalizzare l’attenzione. Grazie all’ormone dell’insulina la concentrazione del glucosio finita nel sangue (chiamata glicemia) viene utilizzata per tutti i processi energetici e vitali delle cellule. Quando vengono ingeriti troppi zuccheri, spesso pancreas (e l’insulina) non riescono ad abbassare la quantità di zucchero nel sangue, quindi l’organismo incorre in una condizione di iperglicemia, che può causare la comparsa del diabete di tipo 2. Oltre a questo, un consumo eccessivo di zucchero può portare a carie dentali, problemi cardiovascolari, o a malattie come l’obesità.

Per questo il vero motivo di preoccupazione intorno allo zucchero espresso da medici, nutrizionisti e dietologi sta nelle quantità che ne vengono assunte. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un consumo inferiore al 10% delle calorie totali giornaliere assunte, percentuale da ridurre in casi particolari o con i bambini. Un grammo di zucchero apporta circa 4kcal. In una dieta da 2000 kcal al giorno quindi non si dovrebbero superare i 50 grammi di zuccheri semplici al giorno.

Quello che spesso però sfugge è che, oltre allo zucchero che mettiamo nel caffè o quello che vediamo scritto nella lista degli ingredienti di una tavoletta di cioccolato, ci sono anche altre tipologie di zuccheri, naturali ma “nascosti”. Esempi sono quello contenuto nel latte o nella frutta, rispettivamente lattosio e fruttosio.

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Negli ultimi tempi, seguendo un po’ il trend dell’healthy e del mondo fitness in generale, sono stati riscoperti zuccheri naturali, ritenuti valide soluzioni alternative al più dannoso zucchero bianco da cucina: tra questi il miele, lo sciroppo d’acero o d’agave, la stevia, lo zucchero di cocco o di canna integrale. Quest’ultimo differisce dallo zucchero di canna normale perché è meno lavorato e risulta meno dolce. Lo zucchero di canna tradizionale invece viene spesso erroneamente considerato più salutare, ma la sola differenza rispetto a quello bianco è la presenza della melassa, che gli dà quel caratteristico color marroncino. Anzi, molti suggeriscono di fare attenzione alle etichette nutrizionali dello zucchero di canna grezzo, per evitare di comprare tipi che contengono anche l’E150c, un colorante caramello che può essere utilizzato nella sua lavorazione.

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Per aggirare l’uso di zucchero e il suo elevato apporto calorico, un’opzione scelta da molti sono gli edulcoranti artificiali o naturali, inclusi nella categoria degli additivi alimentari, alcuni dei quali possono avere un effetto dolcificante anche superiore al saccarosio. Esempi sono l’acesulfame K, l’aspartame, lo xilitolo, il ciclamato e la saccarina. Sono state espresse diverse opinioni a riguardo: chi li apprezza perché alcuni sono privi di calorie, e chi invece mette in allerta sul loro consumo in quanto porterebbero effetti nocivi nell’organismo o addirittura aprire la strada al cancro. Certo è che, se sono valide alternative allo zucchero per chi è in sovrappeso o soffre di diabete, ne va fatto sempre un uso moderato, per evitare effetti lassativi o semplicemente non far abituare le papille gustative a sapori molto più dolci grazie alla loro presenza , rendendole così insensibili ai gusti dolce naturale di altri cibi.

Per capire se e quanto zucchero assumere o se prediligere prodotti “sugar free”, va comunque analizzata la propria condizione fisica e il proprio stato di salute, analisi che va fatta da uno specialista. Dobbiamo sempre avere accortezza degli alimenti spesso presentati come privi di zuccheri ma contenenti in realtà altre sostanze dolcificanti. Ma se limitare il consumo dello zucchero bianco raffinato è sempre una buona scelta, questo non significa che eliminarlo del tutto sia un obbligo.

 

 

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