L’Italia è universalmente riconosciuta come la culla di un patrimonio artistico e culturale inquantificabile. L’arte in tutte le sue forme fa parte di una sconfinata eredità che, fin dalle origini dell’Impero Romano, e subendo attraverso i secoli le influenze dello Stato Vaticano, giunge fino a noi. Ma l’Italia è anche la terra nella quale affondano le radici della più rinomata cultura gastronomica: non parliamo solo della pasta e della pizza, che tra l’altro è diventata patrimonio dell’umanità nel 2017 (e ve ne abbiamo già parlato qui), ma di tutte quelle caratteristiche intrinseche nella cultura italiana che definiscono il nostro ”mangiar bene”. Il nostro paese è una delle più grandi attrazioni per il turismo mondiale; dati statistici prevedono che il turismo in Italia subirà un incremento del 4,8% fino al 2020. Ma qual è la più grande difficoltà di un turista al ristorante? Anche qui, ancora una volta sono i dati a parlare. Fonti IPSOS confermano che circa il 52% dei turisti riscontrano problemi nella piena comprensione dei menù, cosa che ha notevoli ripercussioni anche sugli introiti di ristoranti e locali.

Credit: Pagina Facebook Dishcovery

Quando il cliente non comprende bene cosa sta ordinando aumenta la sua insicurezza e tende a ordinare in modo poco consapevole e quindi a ridurre le quantità. Anche un menù in inglese può risultare incompleto o poco chiaro. È proprio qui che arriva in soccorso dei ristoratori Dishcovery. Questo innovativo progetto che assume i connotati di una web app è stato avviato a due giovani intraprendenti, Giuliano Vita e Marco Simonini, che dopo una permanenza nell’estremo oriente sono giunti alla conclusione che in Italia ciò che manca è proprio questo: un format che riesca a tradurre e raccontare la cultura gastronomica italiana ai turisti che varcano le soglie dei nostri ristoranti.

Credit: Pagina Facebook Dishcovery

Il servizio offre ai ristoratori menù digitali tradotti in tutte le lingue desiderate, multimediali, che possono essere consultati da qualsiasi smartphone, grazie al pratico codice QR che permetterà di evitare la scocciatura di scaricare una nuova app. Ma il servizio va oltre la classica traduzione del menù: esso viene ”raccontato” piatto per piatto, ingrediente per ingrediente. Un cliente non sa cosa sia il ciauscolo? Non c’è problema, Dishcovery glielo spiega e per di più nella sua lingua! La descrizione, particolarmente accurata, oltre alle tipologie di piatti, include anche gli allergeni. La web app propone un accostamento di vini in base alle portate scelte, e supporta anche l’azione ”aggiungi al carrello” che permette al cliente di ultimare la sua lista e di mostrarla poi al cameriere.

Grazie a questo sistema è indubitabile che la comunicazione all’interno del ristorante, anche con clienti che provengono dall’altra parte del mondo, subisce un ingente miglioramento. Allo stesso modo, non è da sottovalutare l’importanza che un progetto come questo ha nella capacità di divulgazione della cultura culinaria italiana.

In un mondo sempre più digitalizzato, anche uno strumento di vecchia data come il menù deve sapersi evolvere nella sua versione 2.0.

Ristoratori, pronti?

 

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