Anno nuovo, momento di previsioni e nuove tendenze.
Se ad iniziare è un nuovo decennio, poi, le ricerche e le predizioni sono ancora più attese e i risultati appaiono come dei veri e propri oracoli.
È quel che accade soprattutto in campo gastronomico, dove prevedere il futuro di quelli che saranno i nostri gusti, le nostre scelte e i nostri acquisti significa tracciare le basi di ciò accadrà nei prossimi dieci anni al supermercato e in cucina.
Noi di Artwave, appassionati come siamo di cibo, non potevamo certo rimanere impassibili davanti alle innumerevoli previsioni che, già negli ultimi giorni del 2019, ci hanno fatto a tratti sorprendere, a tratti rimanere interdetti; vogliamo allora condividere con voi quella che finora sembra essere la previsione più fondata ed illustre, ovvero quella di Whole Foods Market.
Si tratta di una società alimentare americana, appartenente al colosso Amazon, che, oltre a vendere prodotti di origine controllata e naturale, offre un servizio takeaway di pietanze pronte; una realtà che ha dunque facoltà di osservare, analizzare e pertanto facilmente prevedere le abitudini dei consumatori. La sua responsabile dello sviluppo prodotti, Rachel Bukowski, ha messo insieme una squadra di “50 cercatori di novità”, allo scopo di delineare il futuro gastronomico che ci attende.

Siete pronti allora a scoprire cosa mangeremo a partire dal 2020?

1. Prodotti da agricoltura organica e rigenerativa
Parlare di agricoltura rigenerativa significa riferirsi alle coltivazioni e agli allevamenti che hanno l’obiettivo di recuperare terreni degradati e impoveriti da un eccessivo sfruttamento. Sembra dunque che la nostra e le nuove generazioni prediligeranno quei prodotti che contribuiscono positivamente all’ambiente, anche nella scelta di snack e comfort food.
Perché la nostra salute dipende da quella del nostro pianeta.

2. Farine vegetali
Non abbiamo neanche fatto in tempo ad assaporare e ad abituarci alle farina di canapa, di kamut e di farro che già sono considerate “old”.
Sembra, infatti, che questo sarà il decennio di farine vegetali, definite “funky”, non derivanti cioè, da grano e cereali, ma da prodotti ortofrutticoli.
Farina di cavolfiore, di banana e di tigernuts (un tubero dal sapore dolce e dalle innumerevoli proprietà nutrizionali) saranno allora una novità destinata ad affermarsi rapidamente, soprattutto perché molto proteiche e, dunque, più benefiche.
I più scettici sono avvertiti.

Tigernuts. Credits: www.wikipedia.org


3. Africa in tavola

Ormai i cibi etnici, per proprietà, sapori o semplicemente per moda, sono all’ordine del giorno sugli scaffali dei supermercati, al ristorante e anche nelle cucine dei cuochi più provetti.
Non c’è da stupirsi, dunque, se gli alimenti dell’Africa saranno ancora più apprezzati negli anni che verranno.
A peperoncini, arachidi e zenzero si aggiungeranno il tamarindo, un frutto ricco di proprietà ed utilizzato anche come rimedio a molti mali, e la moringa, una pianta già considerata un superfood per le sue caratteristiche antinfiammatorie ed antiossidanti.
Non mancheranno, poi, cereali quali sorgo, fonio, teff e miglio, già diffusi da qualche anno nei supermercati biologici.
Perché la cucina non è razzista, mai.

4. Fresh snacks
Le previsioni dicono che all’ora dello spuntino il frigo sarà il nostro miglior alleato: sembra infatti che nel 2020 andranno di moda barrette alimentari in confezioni monodose e rigorosamente fresche e composte da frutta e verdura. Ma sarà anche la volta di zuppe bevibili in brick, mini salse di ogni tipo e verdure in salamoia.

5. Prodotti vegetali senza soia
È facile intuire come, nel prossimo decennio, le scelte alimentari vegetariane e vegane non smetteranno di aumentare considerevolmente.
Per questo motivo verranno presentate e diffuse nuove proposte vegetali, che faranno a meno, però, della soia, da sempre ingrediente principale nelle diete prive di cibi di origine animale: fagioli verdi, semi di canapa, semi di anguria, alga clorella dorata, solo per citarne alcuni.
Siamo pronti a farci stupire.

6. Burro di arachidi & co
Se il burro di arachidi è un must nell’alimentazione americana, è solo da qualche anno che gli italiani, soprattutto quelli sportivi e votati ad una dieta di tipo proteica, hanno iniziato ad apprezzarlo, a colazione come a merenda.
Ben presto non sarà il solo, però: sembra, infatti, che il 2020 si prospetta come l’anno in cui il burro verrà prodotto da ogni tipo di noce, seme e pianta.
Vedremo allora comparire il burro di semi di anguria, il burro di mandorla, quello di zucca, ceci e noci di Macadamia.
Dopo la rivolta nata contro l’olio di palma, sarà questa la soluzione a tutti i mali di cui viene accusato il burro tradizionale?

7. Vade retro zucchero

Che lo zucchero sia definito come uno dei principali nemici dell’alimentazione sana e della buona salute lo si sa da ormai molti anni; non a caso gli scaffali dei supermercati sono da tempo pieni di miele, stevia e sciroppo d’acero.
Se questo non bastasse, il 2020 sarà l’anno di nuovi ingredienti dolcificanti, primi fra tutti le riduzioni di frutta sotto forma di sciroppo, ottenute da melograno, datteri, cocco e dal più esotico monk fruit, un frutto a zero calorie che sembra dolcifichi venti volte più dello zucchero comune.

Monk fruit. Credits: www.commons.wikimedia.org


8. Più jackfruit per tutti

Se ancora non fosse chiaro, saranno gli alimenti vegetali a farla da padroni nel prossimo decennio, ma sembra che ci sia già anche un re: il jackfruit, conosciuto anche come jako o giaca, che dopo i lontani mercati esotici conquisterà anche quelli europei.
Si tratta del più grande frutto da albero del mondo, potendo raggiungere anche il metro di lunghezza e il mezzo quintale di peso.
Enormi dimensioni ed innumerevoli proprietà, se è vero che esso è alleato della pelle, antiossidante, benefico per il colon ed energizzante.
Siamo certi che anche i più dubbiosi cederanno all’assaggio.

Jackfruit. Credits: www.flickr.com


9. Mix proteici anche in macelleria

Nell’eterna diatriba tra amanti fedeli della carne e sostenitori dell’alimentazione vegetariana e vegana, sembra che avranno la meglio nuovi prodotti composti da un mix di proteine animali e vegetali.
Sarà allora l’anno di burgers che, oltre alla carne, vedranno l’aggiunta di quinoa, legumi e funghi freschi e che verranno venduti anche in macelleria e non solo al supermercato.
Per la serie, tra i due litiganti il terzo gode.

Burger vegetale. Credits: www.foodiesfeed.com

10. Cocktail salutari e sugar free
Anche il drink del venerdì sera sarà investito dalle nuove tendenze green in fatto di scelte alimentari: si prevede, infatti, che verranno preferiti in maniera sempre più diffusa i cocktail a zero contenuto alcolico e senza zucchero.
Per ottenerli, si ricorrerà a metodi di distillazione tipicamente riservati all’alcool per ricreare il gusto dei drink più famosi ma senza gradazione alcolica.
Insomma, sobri ma con gusto.

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