Conosciuto come il social delle immagini per eccellenza, Instagram è sicuramente il regno del cibo, una piattaforma in cui sapori e colori esplodono attraverso le fotografie degli utenti. È qui che l’hashtag #foodporn spopola tra i profili più seguiti dai foodies (o buone forchette): al giorno d’oggi, infatti, sono più di 190 milioni le immagini postate dagli instagrammers sotto questa parola chiave, con una frequenza di circa 5 mila pubblicazioni l’ora (fonte: best-hashtags.com).

Ma cosa si cela esattamente dietro questa etichetta (tag) preceduta dal cancelletto (hash)? Nonostante l’introduzione degli hashtag sia datata 2007, l’espressione foodporn risale al 1984, quando la giornalista inglese Rosalind Coward utilizza questa parola per descrivere i piatti che risultano perfetti all’occhio e al palato nel suo libro “Female Desire”. Nel corso del tempo, però, la definizione di “cibo pornografico” si è estesa a tutti quei cibi capaci di stimolare l’appetito e causare un forte desiderio anche in chi semplicemente ne osserva una foto attraverso lo schermo del proprio smartphone.

L’hashtag #pistacchio su Instagram

Tra gli alimenti di tendenza che cavalcano l’onda del foodporn spicca il pistacchio, il frutto dal colore inconfondibile che su Instagram conta quasi 500 mila post aggregati sotto l’hashtag #pistacchio e più di 1.1 milioni nella sua traduzione inglese #pistachio. Ma ciò che gli utenti possono ammirare nel feed del social network non sono esclusivamente i classici gelati o granite, piuttosto una molteplicità di piatti in cui questo ingrediente presentato in diverse forme regna sovrano: granella abbinata al cioccolato, crema spalmabile all’interno di brioche e cornetti, pesto su pasta e pizza. In qualsiasi sembianza esso venga proposto, l’effetto nell’osservatore è sempre il medesimo: la sensazione di acquolina in bocca si fa sempre più forte allo scorrere delle immagini e la tentazione del peccato di gola avanza tra cannoli, dolci e pasticcini, tutti rigorosamente immersi nel verde.

Protagonista delle più famose pagine dedicate al foodporn, il pistacchio riveste un ruolo importante anche nel settore agricolo e in quello gastronomico del nostro Paese, dove la sua produzione è concentrata nel territorio alle pendici dell’Etna: la pianta del pistacchio verde di Bronte è, infatti, una varietà tipica della regione siciliana che ha trovato le condizioni ottimali per crescere e dare i suoi frutti in un terreno continuamente concimato dalle ceneri del vulcano e la cui origine protetta è garantita dal Consorzio di Tutela del Pistacchio Verde di Bronte DOP.

Originario della Persia e già conosciuto dalle popolazioni assire e babilonesi come alimento dalle proprietà curative, il pistacchio giunge nella penisola italiana nel I secolo d.C. grazie alle vittorie territoriali dei Romani, ma è solo intorno al X secolo, con la conquista della Sicilia da parte degli Arabi, che la coltivazione della pianta si intensifica.

Torta al pistacchio. Fonte: pixaby.com

La funzione di questo frutto nell’alimentazione, inoltre, non è da sottovalutare: fonte di antiossidanti, utili a contrastare l’invecchiamento cellulare, e sali minerali, come calcio, ferro fosforo e potassio, esso è anche un alleato per il benessere della vista e della pelle, oltre che un regolatore del livello di colesterolo nel sangue. Questo alimento ha però un elevato contenuto calorico, pari a circa 560 kcal per 100 grammi, e perciò deve essere assunto in quantità modeste.

Antico come le popolazioni mesopotamiche, contemporaneo come il foodporn sui social network, quindi,  il pistacchio non è semplicemente un frutto ricco di storia capace sedurre il palato, ma anche un prodotto in cui si concentrano numerose proprietà nutritive benefiche per l’organismo.