Lo sappiamo, il sabato sera è spesso un giorno di arrivo in cui tirare un sospiro di sollievo, pronti a godersi un momento in buona compagnia davanti a una cena gustosa, e perché no, diversa dal solito. Ed ecco allora che stomaco e gola cominciano a sognare un bel piatto di Hosomaki, oppure un bel burrito fumante, o ancora una profumata porzione di pollo tandoori. Piatti provenienti da posti diversi, che narrano di tradizioni e culture distanti ed eterogenee, le quali prendono vita grazie a pietanze colorate dagli odori forti e dai sapori inconfondibili. Ma può capitare di alzarsi la mattina dopo e di domandarsi: “ma quello che ho mangiato è davvero salutare?”. Quei rotolini fatti di riso, alga e pesce, quelle tortillas arrotolate ripiene di carne con fagioli rossi, o quelle cosce di pollo con yogurt, lime, zenzero, aglio, chili, sono tanto amati quanto spesso non realmente conosciuti nei loro ingredienti e valori nutrizionali.

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Ma andiamo “cucina per cucina”. Sicuramente una forte attrazione, soprattutto per i giovani negli ultimi anni, è la cucina giapponese, che vede l’incontro tra riso, pesce (crudo e non), alghe varie, avocado e verdure. Apparentemente quindi piatti e prelibatezze leggere, ma soprattutto sane. Andando ad indagare meglio gli ingredienti usati da questa cucina orientale, escono fuori accortezze da considerare. In primis, quei fantastici bocconcini di riso sono amalgamati grazie all’aceto di riso, di per sé contenente zucchero, unito ad altro zucchero e ad una non bassa quantità di sale. A questo si aggiungono le classiche tempure, di verdura o di pesce (gamberi ad esempio), che attirano molto, ma che fanno pur sempre parte, anche se visibilmente meno pesanti, della categoria del cibo fritto. Un altro grande protagonista della cucina giapponese è l’immancabile salsa di soia, perfetta per dare quel tocco in più al palato, ma che viene ottenuta oltre che dalla soia, dal frumento, dall’acqua, ma anche dal sale e spesso dallo zucchero.

Non è quindi difficile raggiungere un elevato apporto calorico o dare involontariamente una spinta alla tanto odiata ritenzione idrica, ma il segreto sta nel non esagerare: prediligere in caso piatti come l’alga wakame o gli edamame (fagioli di soia) ricchi di sali minerali e vitamine, oppure più porzioni di sashimi, pesce crudo che mantiene tutte le proprietà benefiche che si vanno a perdere con la cottura.

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Attraversando la Cina, si aprono le porte della cucina indiana, inconfondibilmente ricca di odori speziati, tra cui l’usatissimo curry, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, usato per preparare il pollo, magari da accompagnare con la tradizionale focaccia indiana Naan (realizzabile in diverse tipologie, dal formaggio, al burro o con frutta secca) oppure con un semplice riso pilaf o basmati. La cucina indiana presenta ingredienti basilari ed è spesso ben vista da chi sa di non poter “sgarrare” perché a dieta, in quanto la presenza delle molte spezie – oltre al già citato curry abbiamo il cumino, il coriandolo, la cannella, lo zafferano e via dicendo che si distinguono per benefici sulla digestione, sulla protezione dello stomaco e sul processo di depurazione dell’organismo – favorirebbe l’aumento della temperatura corporea e quindi faciliterebbe la perdita di peso. Ma bisogna comunque stare attenti a ciò che si sceglie: nel menù ci sono anche le Pakora, pastelle fritte fatte con farina di ceci, oppure i Malai Kofta, polpette realizzate con patate immerse nella panna o nello yogurt.

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Una delle cucine più in voga del momento è  sicuramente quella messicana. Elementi chiave di questa tradizione sono i peperoncini (come i famosi jalapeños), con cui vengono realizzate numerose salse di accompagnamento, tra cui l’adobo o la più conosciuta salsa chili. La scelta anche qui è varia, ma per chi non vuole esagerare occorre conoscere bene i piatti: le enchiladas (piadine di farina di mais ripiene o di carne o di verdure), insieme ai tacos (tortillas anch’esse di mais ripiene solitamente di carne) e ai già citati burritos, sono il massimo emblema della cucina messicana, ma non rappresentano una grave minaccia per chi è a dieta se mangiati nella giusta quantità. Se l’abbondanza di tortille, fagioli (rossi e neri) riso, non è un problema, l’attenzione deve ricadere invece sui cosiddetti “stuzzichini”, come i jalapeños fritti, o i nachos, famosi triangolini di mais fritti da mangiare con salse come il guacamole, che, anche se realizzato con avocado, ricco di grassi insaturi “buoni”, è pur sempre molto calorico.

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Tre cucine diverse ma ugualmente deliziose, da provare e gustare. La risposta quindi è che non esistono cibi salutari o meno salutari, ma esistono le porzioni moderate. Quindi nessun timore: alzate il telefono e prenotate per un sabato sera in compagnia di buoni amici e di buon cibo, sempre con un occhio di riguardo al senso della misura.