Debutterà in Italia il prossimo 3 novembre la nuova serie targata Netflix tratta dal romanzo di Margaret Atwood del 1996, Alias Grace, edito in Italia da Ponte alle Grazie che si appresta a pubblicarne una nuova edizione tradotta da Margherita Giacobino.

Sarah Gadon in Alias Grace.
Credits: Netflix.com

La miniserie è diretta da Mary Harron ed è composta da ben sei episodi. La storia, basata su fatti realmente accaduti e documentati, narra le vicende di Grace (Sarah Gadon), una ragazza irlandese di 16 anni emigrata in Canada nel 1846, la quale presta i suoi servizi in casa di un ricco natabile (Paul Gross) dell’epoca. La storia si complica quando la protagonista viene incriminata per l’omicidio del suo padrone e della sua governante (Anne Paquin) e viene rinchiusa in carcere per ben 15 anni. La Atwood, maestra del romanzo moderno, narra la vicenda attraverso gli occhi del medico (Edward Holcroft) che fa visita alla ragazza ogni giorno tentando di ricostruire i passaggi più significativi dell’accaduto e per poterla scagionare. Però Grace, per un’amnesia, non riesce a ricordare con chiarezza gli avvenimenti del giorno dell’omicidio. Così la giovane ripercorre, attraverso la psicoanalisi, gli anni della sua vita, dell’infanzia difficile, del padre alcolizzato e della conseguente decisione di andare via dal suo paese natio per approdare in Canada.

Anne Paquin in Alias Grace.
Credits: Netflix.com

Margaret Atwood, vincitrice del Premio Chandler 2017 (chermesse che premia i romanzi noir più meritevoli) ci trasporta un’altra volta in un mondo dove le donne sono messe al bando. Un’altra “distopia” che si fa carico di temi forti e attuali. A differenza de Il racconto dell’ancella, però, non ci troviamo in un futuro possibile bensì nel passato che riesce ad essere crudele, misogino e violento in egual misura. Viene proposto un crudo ritratto dell’epoca vittoriana, dove il rapporto tra medico e paziente traccia delle linee nette e indelebili di violenza non lasciando spazio ai sentimentalismi e alle emozioni positive.

L’autrice Margaret Atwood in una scena della serie.
Credits: Entertainment Weekly

Sulla scia di The Handmaid’s Tale, Alias Grace si preannuncia un altro grande successo dell’autrice canadese, la quale senza peli sulla lingua ci narra la condizione della donna di ieri, oggi e, chissà, anche di domani. Che non sia un altro tentativo del “nuovo” attivismo femminile di far riflettere le nuove generazioni contro presidenti del calibro di Trump? Ai posteri l’ardua sentenza.

“If there has been a crime, people want a guilty person. Rightly or wrongly it doesn’t matter”.

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