Il 2017 è l’anno delle serie a tematica sociale e soprattutto Netflix si impegna a portare avanti dei messaggi importanti. Dopo Tredici e Fino all’osso, approda adesso su tutte le piattaforme audiovisive la serie Atypical, online dalla seconda metà del mese di agosto.

Header ufficiale. Credits: Netflix.com

La serie è composta da otto episodi ciascuno dalla durata di 30 minuti circa e ha come protagonista Sam (Keir Gilchrist) un adolescente affetto da autismo. Ogni puntata è uno spaccato di vita quotidiana dove viene esplorata una diversa sfaccettatura dell’amore e, soprattutto, le diverse reazioni che questo provoca nelle persone. La famiglia di Sam è composta da Elsa, una mamma ancora in cerca della sua identità, il papà Doug che lotta per avere un rapporto con il figlio e la sorella maggiore Casey, il personaggio meglio riuscito. Un’atleta forte, risoluta e a volte vulnerabile la quale viene messa in ombra dalle continue burrasche familiari e cerca il suo modo di emergere.

Le problematiche legate all’autismo sono narrate in maniera molto leggera, Sam è un ragazzino esilarante che straparla e mentre lo fa spazia appesantendo le conversazioni di parallelismi iperbolici e assurdi (il suo topic preferito è l’Antartide). Keir Gilchrist interpreta un giovane affetto da autismo in modo geniale, confezionando un personaggio pieno di profondità arricchita da una sana dosa di ilarità, il quale sente nel profondo del suo cuore di possedere tanto amore e di volerlo condividere con una possibile compagna, l’unico intoppo è non sapere come fare. Per questo motivo intervengono dei personaggi altrettanto importanti, il suo migliore amico e la terapeuta di famiglia, per indirizzare al meglio il ragazzo nel periodo più difficile della vita.

La famiglia al completo. Credits: Netflix.com

L’atipicità di questa serie sta proprio nel fatto di aver messo in scena delle problematiche drammatiche e destabilizzanti e aver addolcito la pillola, sia grazie alla comicità propria del protagonista, sia all’ausilio di una colonna sonora molto soft e rilassante che non carica la visione di aspettative drammatiche. L’obiettivo è quello di mettersi nei panni di chi soffre di questa malattia, ancora oggi sottovalutata, e rimanerne ispirati. Seppur la serie non abbia in serbo dei grandi colpi di scena, si carica di tematiche complicate capaci di affascinare noi spettatori senza, però, evitare di farci riflettere. Le family dramedy non invecchiano mai e questo show veicola messaggi forti dando tanto spazio al sorriso, all’amore, talvolta al dolore e alle vulnerabilità ma soprattutto al perdono.

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