Black Mirror, letteralmente “Specchio Nero”, è una serie televisiva britannica ideata e prodotta da Charlie Brooker, che propone, episodio per episodio, alterazioni ed estremizzazioni di uno degli aspetti più discussi della nostra realtà: l’abuso della tecnologia.

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Difatti, il titolo stesso presenta un indice di carattere, seppur silenzioso, estremamente distopico: Black Mirror è appunto il riflesso allo specchio della società in cui ci troviamo. Un riflesso che non può che essere nero.

La serie, iniziata nel 2011, comprende tre stagioni compiute ed una terza prevista per il 2017. Si tratta, a voler essere precisi, di una miniserie, in quanto il massimo numero degli episodi per stagione è di 6. Ogni episodio, indipendente dagli altri, descrive, appunto, un mondo in cui, in un futuro non troppo lontano, uno degli aspetti della vita di tutti giorni che ognuno di noi affronta quotidianamente viene estremizzato.

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Ma è qui che si cela la genialità della serie: lo spettatore viene catapultato in un mondo che conosce, che vive, al quale è abituato. E viene costretto a riflettere sulle proprie azioni.

Giudicare qualcuno in base alla popolarità, montare la propria vita sul modello-tipo che permetta di ottenere l’approvazione generale dei nostri simili, evadere dal mondo reale – anche solo per qualche ora – e partecipare a quelle che sono vere e proprie manifestazioni di odio o ad accanimenti nei confronti di altre persone: è questa la nostra realtà.

Hashtag su Twitter, frammenti di una vita apparentemente perfetta su Instagram, rifugio e conforto in realtà virtuali: sono tutti problemi che ci appartengono già. Siamo tutti colpevoli, e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Black Mirror è una denuncia che ci costringe a riflettere: i protagonisti di quelle storie potremmo essere benissimo noi, ognuno di noi.

E la cosa terrificante è che l’idea stessa sembra perfettamente plausibile.

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Black Mirror è un esperimento riuscito pienamente nel suo intento: per questo motivo è definibile come uno dei prodotti televisivi migliori dell’ultimo decennio, proprio perchè lo rappresenta, con i suoi dubbi, i suoi problemi, il suo egoismo, i suoi capricci.

Assolutamente da non perdere.

 

…Black days and a dying sun

Dream a dream of god lit air…