Da solo una settimana in onda sul canale Sky Atlantic, Britannia è una serie ideata e prodotta in collaborazione con Amazon Prime Video. Il regista Jez Butterworth ha pensato bene di confezionare una serie dai sapori storici e calarla in un contesto che finora non era stato esplorato da altri prima di lui; le guerre tra romani e celti nel 45 a.C.

La trama ripercorre le battaglie realmente accadute tra le legioni dell’impero romano capitanate dal senatore Aulio Plauzio e le tribù autoctone dell’isola britannica, i celti. Dopo le disfatte e gli insuccessi avvenuti sotto la guida di Giulio Cesare che non riuscì a conquistare il territorio oltremanica, l’imperatore Claudio mandò ventimila soldati alla conquista di quei territori inesplorati dell’odierna Inghilterra. La retroguardia delle tribù germaniche fu notevole tanto che spinse l’impero a costruire il famoso Vallo di Adriano che divise i popoli tra civilizzati sotto l’impero romano e non. Mentre l’esercito romano è presentato come razionale e crudele, la popolazione celtica è presentata come misterica, saggia e densa di segreti occulti (rappresentati dagli intermediari con gli dei, i druidi). Questi sacerdoti, presentati per la prima volta nel De Bello Gallico di Cesare, non sono personaggi pacifici in contatto con la natura, bensì entità sovrannaturali e sinistre a metà tra il mondo dei vivi e dei morti.

I due universi, quello “civilizzato” e quello primordiale sono rappresentate dalle figure primarie dei condottieri, da una parte Aulio Plauzio (David Morrisey) e dall’altra la regina Kerra (Kelly Reilly). Il cast è formato da volti noti del panorama internazionale, spiccano fra tutti anche Zoe Wanamaker (già vista in Harry Potter nei panni di Madame Boumb) e l’italiano Fortunato Cerlino, attore in Gomorra.

La serie è girata tra i boschi della Repubblica Ceca, tra questi incantevoli scenari si svolgono gli scontri sanguigni tra fazioni che riprendono e riadattono il fil rouge che in questi ultimi anni ripercorre le nostre serie tv odierne. La docufiction Britannia prende le redini, quest’anno, dopo la fine della penultima stagione di Game of Thrones che riapparirà sullo schermo con il gran finale solo nel 2019. Si tratta di una mossa piuttosto interessante: riuscirà questa nuova serie a reggere e a sostenere il confronto col colosso di Martin? Britannia è un prodotto genuino e pop che strizza l’occhio alle maggiori serie tv di stampo storico come Game of Thrones e Vikings, anche se l’aderenza storica e il coinvolgimento non sono dei migliori, basti pensare che la lingua franca invece di essere un inglese ricercato e arcaico è lo slang con un evidente accento americano. Dobbiamo sperare che nei prossimi episodi o nelle prossime stagioni acquisti quel vigore e quell’originalità propria di serie di questo genere.