John “Yoyo” Yossarian è un bombardiere americano, in forza alla base aerea di Pianosa, Sardegna. Ha adempiuto più volte alla quota di missioni richieste per il congedo ma, ogni volta, il numero delle missioni viene puntualmente aumentato. Richiede allora il Catch 22, un comma di un articolo del codice militare che consente il congedo ai soldati giudicati infermi mentalmente. C’è solo un piccolo particolare: chiedere di poter essere congedato, nel mezzo di una guerra, è un atteggiamento razionale e, come tale, prova la perfetta sanità dell’individuo che lo richiede. Si accorgerà così che ad essere folle non è lui, ma tutto ciò che lo circonda.

Cristopher Abbot è Yoyo: scena della serie, Sky original©

Catch 22, infatti, cammina magistralmente sopra un sottile filo, in bilico tra il dramma e l’assurdità. il dramma è quello dei soldati, costretti a subire gli effetti di un conflitto al quale non aderiscono, nato solamente a causa di folli e vanagloriose decisioni di superiori, che non sanno nemmeno cosa significhi rischiare la vita sul campo. Ed ecco che la guerra per loro è sangue, fatica, terra, sudore e budella, ma mai eroismo. Quando muore un commilitone, muore un amico. “Ha dato la vita per la patria come sommo sacrificio” diranno i generali; “è morto per la stupidità di scelte avventate” pensa lo spettatore.

Il nemico è in casa. La mancanza di una firma su un modulo,per un capriccio di un colonnello adirato può costarti la vita. I superiori possono ucciderti o lasciarti vivere, ma non sembrano rendersene conto o, peggio, non se ne curano. Una tirannia inconsapevole, dunque, è il potere che si esercita sui sottoposti, che non sembrano avere alcuna via di scampo rispetto alla pazzia che li circonda. Il sistema è un ingranaggio difettoso e arbitrario, al quale non si può far altro che sottomettersi, sperando di non venire schiacciati.

George Clooney è il tenente Scheisskopf: Sky original©

Il risultato è una sferzante parodia della guerra e dell’eroismo, dove le priorità sono capovolte: ci sono alcuni soldati che uccidono civili e restano impuniti, altri che non hanno mai commesso alcun crimine ma vengono arrestati, alcuni che compiono molte più missioni del dovuto ma non vengono congedati, altri che, senza sparare un colpo, diventano ricchi e stimati. La guerra è il trionfo dell’assurdo, in tutto e per tutto. La burocrazia è kafkiana, incomprensibile in ogni suo aspetto tranne che in uno: non c’è alcuna via d’uscita.

In 6 episodi, così, si alternano risate a interrogativi esistenziali, amore e morte, con una leggerezza che si mischia con la follia e la drammaticità dell’assurdo spettacolo della guerra. Il paradosso ci porta a pensare a ciò che è successo e, in realtà, succede ancora in molte parti del mondo. A ciò si aggiungano le ambientazioni italiche, rigogliose ed asfissianti al tempo stesso, tanto care a Clooney e a noi italiani. Non si può rimanere indifferenti.

 

Voto🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊 /10

Immagine di  copertina: scena della serie, Sky original©
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