A chi, nei pomeriggi o nelle sere d’estate, non riesce a dormire facilmente o non sa come occupare il proprio tempo consigliamo 5 serie tv da recuperare assolutamente.

5. Russian Doll

Nadia Vulvokov (Natasha Lyonne, Orange is the new black) è una donna sulla trentina, cinica, dedita al fumo, alle droghe e al sesso occasionale che, bloccata in un loop temporale è costretta a morire e a rivivere sempre lo stesso giorno (il suo trentaseiesimo compleanno).
Prodotta da Netflix e composta da soli 8 episodi, Russian Doll è una serie che mira ad una profonda riflessione personale su ciò che credevamo aver lasciato alle spalle e che, invece, ritorna prepotentemente. Cinica, grottesca e, al contempo, profonda, questa serie va recuperata in attesa della seconda stagione, già rinnovata, che con molta probabilità ci catapulterà in un nuovo loop temporale.

Voto: 7/10

4. Mindhunter

Troppo spesso diamo per scontato tutto ciò che sappiamo sul crime. Tutti conosciamo la definizione di serial killer, abituati, come siamo, a figure come quelle proposte da Criminal Minds o Hannibal (serie tv). Tuttavia, alla base di una tale definizione, c’è uno studio assiduo, intenso, una ricerca sul campo, a contatto con chi, di omicidi brutali, se ne intende. Questo è Mindhunter!
Ambientata alla fine degli anni ’70, due agenti dell’FBI, Holden Ford (Jonathan Groff, Glee) e Bill Tench (Holt McCallany, Justice League) studiano una nuova tipologia di omicida (il serial killer, appunto), andando tra i tanti penitenziari d’America, intervistando i più spietati assassini alla ricerca di risposte (e con molte più domande).
Prodotta da Netflix e composta da 10 episodi, rinnovata per una seconda stagione, la serie dovrebbe tornare sulla piattaforma streaming il 16 agosto di quest’anno.

Voto: 7/10

3. Sharp Objects

Camille Preaker (Amy Adams, Animali notturni) è una giornalista di cronaca nera, alcolizzata e con un passato turbolento alle spalle che cerca di nascondere tra le tante bottiglie vuote. L’omicidio di una ragazzina nella sua città natale, in Missouri, e la scomparsa di un’altra, la spinge a tornare, seppur riluttante e sofferente all’idea di affrontare nuovamente la sua famiglia e, soprattutto, l’omofobia, il bigottismo, il razzismo e la misoginia di quel luogo.
Sebbene in Italia sia passata quasi inosservata, Sharp Objects (HBO, Sky Atlantic) è una serie di alto livello, complice anche le interpretazioni eccellenti dei protagonisti. Composta di solo 8 episodi, in questa serie le indagini relative al caso e la vita privata e profondamente sofferta di Camille, procedono di pari passo, svelando quanto la solitudine nel dolore possa essere, alle volte, fatale.

Voto: 7/10

2. Fleabag

Fleabag (un nomignolo in italiano traducibile come “pulciosa” ma che, letteralmente significa anche “squallida”, “sudicia”) è una ragazza senza nome, sulla trentina, che gestisce un bar in un quartiere di Londra, aperto con la sua amica Boo, morta suicida. Alla sua morte, la protagonista dovrà fare i conti con il proprio dolore e, soprattutto, con la consapevolezza di non saper gestire la propria vita, tra amanti pessimi, scarsissima autostima e una famiglia che non ha la benché minima fiducia in lei, ostacolata, inoltre, da una matrigna (il premio Oscar, Olivia Coleman per La Favorita) che ne ha soggiogato il padre.
Nonostante la drammaticità della situazione, la protagonista affronta tutto con la maschera del cinismo, dietro un sorriso e un’ironia che celano il dolore della consapevolezza di star raschiando il fondo.
Composta da 6 episodi, Fleabag è una serie necessaria, un unicum nel suo genere, una sorta di diario privato ma letto in pubblico, senza filtri, dalla protagonista stessa. Ogni volta che guarda in camera, con sguardo di intesa, sappiamo che sta per dire qualcosa, qualcosa che solo noi possiamo sentire, come una confessione sussurrata all’orecchio, mentre l’intera narrazione scorre. Ci si perde qualcosa? Assolutamente nulla! Lei è tutto ciò di cui questa serie ha bisogno.
Phoebe Waller-Bridge, sceneggiatrice della serie e anche attrice protagonista, riesce a portarsi a casa, con questo piccolo capolavoro televisivo, 11 nomination agli Emmy Awards.

Voto: 9/10

1. Killing Eve

Eve Polastri (Sandra Oh, Grey’s Anatomy), membro dell’ente della sicurezza e controspionaggio britannico (meglio conosciuto come MI-5), si mette sulle tracce di un sicario, una sociopatica, Villanelle (Jodie Comer), che agisce in tutta Europa. Tra le due, cacciatrice e preda, si instaurerà un rapporto ossessivo, a tratti, di complicità e affinità.
Disponibile su Tim Vision (due stagioni da 8 episodi), Killing Eve è una serie che non richiede un impegno particolare, né sembra avere una trama particolarmente originale. Di agenti “buoni” ossessionati dalle loro nemesi, ne abbiamo visti tanti nel corso degli anni, eppure, il rapporto che si instaura tra Villanelle ed Eve è così ben costruito da ossessionare anche noi.
Il personaggio di Villanelle, che farebbe rabbrividire, è in realtà caratterizzato così bene (merito di Phoebe Waller-Bridge e dell’interpretazione magistrale delle attrici protagoniste) che risulta persino simpatico e con cui, paradosso dei paradossi, si empatizza.
Killing Eve è, dunque, la serie ideale per impegnare il tempo, sorridendo e ossessionandosi, al contempo, rimanendo comunque più che soddisfatti.

Voto: 8.5/10

 

Immagini di copertina: © Hbo, Netflix
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