di Axel Caponio

È tra le protagoniste di Contagion ed è stata avvistata in questi giorni in un aereo diretto a Parigi con la mascherina sul volto. Ovviamente per proteggersi dai potenziali effetti avversi del Covid-19, conosciuto ormai come Coronavirus, che sta destabilizzando il mondo. Di chi stiamo parlando? Di Gwyneth Paltrow, che con una foto postata su Instagram ha espresso così le sue preoccupazioni per l’epidemia in corso:

“Sono già stata in questo film”

Gwyneth Paltrow © Instagram

Gwyneth Paltrow © Instagram

Contagion, thriller apocalittico acutamente diretto dal regista Steven Soderbergh (Erin Brockovich, Traffic, Panama Papers), sembra essere una premonizione di quanto sta accadendo in queste settimane difficili in Cina, in Italia e in tutto il mondo. Il film vede la partecipazione, oltre alla Paltrow, di un cast stellare: Marion Cotillard, Matt Damon, Jude Law, Kate Winslet, Laurence Fishburne e molti altri.

Il film racconta di una donna d’affari, Beth Emhhoff, che appena tornata da un viaggio ad Hong Kong viene colpita da quella che pare inizialmente una semplice influenza. In realtà morirà subito dopo, vittima di una malattia sconosciuta classificata con la sigla Virus Mev-1.

Il plot del film segue con acutezza, alternata a momenti di fisiologica ovvietà, gli sviluppi che possiamo attenderci dalla storia. Il diffondersi in tutto il globo terrestre del virus che non lascia scampo a chi lo contrae, la corsa contro il tempo della comunità scientifica per trovare il vaccino che può salvare l’umanità. Un’atmosfera da panico su scala mondiale. Sullo sfondo tutti gli effetti devastanti di una pandemia che ci pone davanti ineludibili questioni di ordine morale. Quali? Lo sfruttamento delle risorse naturali del mondo, la sperequazione sociale tra ricchi e poveri e una differenza di accesso alle cure.

Vi ricorda qualcosa?

Contagion © Warner Bros.

Contagion © Warner Bros.

Tensioni, paure, psicosi, recriminazioni sociali, arrivismo e una informazione allarmista completano un quadro che dimostra una volta di più come l’uomo possa essere capace di salvare il mondo o di distruggerlo completamente.

Il finale del film, che ci svela nel dettaglio, per passaggi successivi, la trasmissione iniziale del virus fino al paziente zero Beth Emhhoff, pare un monito agli effetti sconsiderati della globalizzazione. La lente di ingrandimento è posta alternativamente sulla dimensione pubblica e privata della malattia. Ci ricorda che ciò che accade nel mondo ci riguarda da vicino, molto più di quanto immaginiamo.

In questa stretta connessione tra tutti gli esseri viventi c’è la speranza di salvezza o la paura della fine.

 

Immagini di copertina: © Warner Bros.
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