Con la produzione di Netflix, Joe Bellinger dirige Conversazione con un killer: il caso Bundy per raccontare la vera storia di colui che è stato reputato il più grande pericolo americano negli anni Settanta. La missione riesce a pieno titolo, forse fin troppo bene. La grandezza di Bundy viene descritta nei minimi dettagli grazie anche a interviste a poliziotti, testimoni e altre persone implicate nel caso.

Serial killer che agì tra gli anni Sessanta e Settanta, chiamato il “killer delle studentesse” per i numerosi omicidi di giovani ragazze dal bell’aspetto, Ted Bundy riuscì a creare vero e proprio terrore in numerosi Stati degli USA e a tenere sotto scacco la polizia per lungo tempo, quasi prendendosene gioco. Rimase noto anche il suo modus operandi: dopo aver attratto le giovani donne con l’inganno ne abusava e infine le uccideva, occultando il colpo, mutilandolo e spesso compiendo atti di necrofilia.

Immagini di repertorio degli anni Sessanta iniziano a bombardarci, testimoniando quello spirito di libertà e pace che iniziò a farsi largo in quegli anni. Una voce rompe il silenzio e Ted Bundy inizia a parlare. A questo segue una vera narrazione epica delle sue gesta ormai fin troppo note, che ne esalta le capacità persuasive, la bellezza e l’intelligenza.

Un documentario dallo stile canonico il cui susseguirsi di registrazioni vocali e immagini scandisce il tempo, ma il cui vero fine ha una forte capacità di fraintendimento. Nel suo racconto, Bellinger non fa altro che aumentare la smania di grandezza di un’icona come Ted Bundy, già fin troppo idolatrata. Lascia da parte ogni indagine di stampo psicologico, la cui prospettiva avrebbe reso molto più intrigante la narrazione, per dedicarsi a elogiare l’efferatezza e la crudeltà del male fatto persona. Netflix stesso, dopo essersi reso conto del possibile fraintendimento dello scopo della serie, ha invitato gli spettatori a non emularlo ma a considerarlo per quello che è: un serial killer.

Per ora la memoria dello psicopatico Ted Bundy sembra continuare a descrivere un’icona della storia americana e mai quella di antieroe vero e proprio.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

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