Dublino, anni ’80. Tre bambini si avventurano in un bosco, correndo tra gli alberi. Qualcuno sembra ridere guardandoli. Uno di loro, Adam, è troppo lento per stare al passo, perdendo di vista i suoi amici. Passano ore e tutti si mettono alla ricerca dei bambini. Adam, aggrappato ad un albero, è l’unico superstite. I suoi vestiti sono sporchi di fango e sangue ma, degli altri bambini, neppure una traccia. In tanti pretendono delle risposte. Adam, sconvolto, non ricorda nulla. Più ci prova, più sembra dimenticarsene. Il caso rimarrà aperto.

Photo Credit: bbc.co.uk

Dublino, primi anni 2000. Una coppia di detective, Rob Reilly (Killian Scott, Ripper Street), intelligente, piuttosto scorretto e, al contempo, irrequieto, e Cassie Maddox (Sarah Greene, Penny Dreadful), donna astuta, tenace e tormentata, indagano sull’omicidio di una giovane ragazza, trovata nel bosco. La scomparsa dei bambini, avvenuta anni prima, non è stata dimenticata e tutto sembra suggerire che questa nuova vittima sia collegata alla loro scomparsa.
Le indagini porteranno ad una lunghissima lista di sospettati, tutti apparentemente colpevoli, custodi di un segreto irrivelabile.

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Con le sue atmosfere cupe, il clima perennemente inospitale e freddo, che sembra richiamare le vite dei personaggi coinvolti nella storia, l’Irlanda sembra essere il palcoscenico perfetto per una serie di questo tipo.
Ispirata ai libri di Tana French, Dublin Murders si presenta, dunque, un thriller/poliziesco in pieno stile britannico, che non risparmia la giusta dose di religiosità nociva (che in Irlanda sembra non mancare mai) e superstizione, tutta raccolta attorno all’immagine tetra del bosco, con la quale sembra chiudersi questo primo capitolo.

Un soft thriller presentatoci, fino alla fine, da un punto di vista troppo personale e, dunque, alterato nella sua verità, svelandoci i colpevoli che, fin da subito, avevamo sotto il naso, senza accorgercene (o quasi). Il rapporto tra i due detective, entrambi tormentati dal passato che prepotentemente ritorna, tuttavia, sa di già visto e, purtroppo, non svela alcuna novità.

Buone le interpretazioni dei protagonisti che, tuttavia, non sembrano “aprirsi” come ci si aspetterebbe. Buoni anche i ritmi narrativi che fanno di Dublin Murders una serie piacevole da vedere con la giusta dose di tensione che questo genere inevitabilmente porta con sé. Piacevole ma non memorabile.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10

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