In questi giorni non si parla d’altro se non del Covid19  che ha letteralmente infestato il nostro paese e il mondo intero. Ma non è l’unico problema che dobbiamo affrontare. Qui vi parlavamo di come è importante non ignorare i segnali che ci arrivano dal nostro pianeta. Per questo abbiamo deciso di affrontare il tema importante dell’ecosostenibilità.

Tra le tante crisi globali che il nostro pianeta sta attraversando, tra cui le guerre continue tra popoli “lontani” e i gridi di ingiustizia che affondano nel mare, quella del surriscaldamento globale è all’ordine del giorno. E così in tantissimi, comprese persone dello spettacolo e personaggi politici, hanno cominciato a mobilitarsi per il pianeta.

ecosostenibilità

Ma tra chi cerca di salvare la terra comprando meno bottiglie di plastica e chi ricerca uno stile di vita a impatto zero, quello che può fare la differenza è una cosa sola: l’informazione.
Sebbene tra servizi al TG, notizie flash e foto agghiaccianti che invadono le dashboard dei social network, una presunta verità sembra essere sempre a portata di mano, la nostra ricerca spasmodica del “di più” non si ferma mai.

Ed è lì, in quel vuoto che crea l’informazione di massa pilotata, che il cinema va a prendere posto. Perché è proprio nella potenza della forma del documentario, che risiede una forza di divulgazione della verità che ora grida l’urgente chiamata alla consapevolezza come hanno sempre fatto le grandi forme d’arte.

Oggi vogliamo quindi consigliarvi una top 3 di quelli che secondo noi sono i migliori documentari sul tema dell’ecosostenibilità.
Perché non esiste mezzo di sopravvivenza più importante e fondamentale nella storia dell’uomo della conoscenza.

The true cost

Per aprire la mente.
Il primo documentario di cui vogliamo parlarvi è The true cost, uscito nel 2015 e andato a consolidarsi come uno dei primi del genere sull’ecosostenibilità.
Lanciato da Netflix, finanziato da Kickstarter e diretto da Andrew Morgan, si concentra sulla cosiddetta Fast Fashion industry e quello che fu il tragico crollo dell’edificio Rana Plaza (Bangladesh) nel 2013, una fabbrica dell’abbigliamento dove hanno perso la vita 1300 persone tra donne, uomini e bambini a causa delle precarie condizioni dello stabile.

Tra interviste, report e notiziari, questo viaggio in giro per 13 paesi del mondo racconta l’inquietante meccanismo che muove l’industria della moda low cost. I grandi marchi quali Zara, H&M, Pull&Bear vengono denunciati senza pietà rivelando come gli incassi a mille zeri che segnano ogni anno siano guadagnati sulle spalle di lavoratori sfruttati.

Ma quello su cui ci invita a riflette è molto più sottile: quanto siamo consumisti e schiavi della pubblicità? Quante volte ci capita di chiederci “ma ne ho davvero bisogno?” prima di acquistare qualcosa o anche “chissà dove è stata realizzata” o ancora “quanto mi durerà?”.

Ecco alla base del concetto di ecosostenibilità c’è senz’altro il porsi tante domande, quanto più si può. Ma soprattutto considerare sempre qual è l’impatto di ogni nostra singola azione. Perché una camicia da me acquistata a 7,99€ vale il lavoro di una persona dall’altra parte del mondo pagata 1$ l’ora. Ed è mai possibile che anche l’uomo sia arrivato ad avere il suo prezzo?

Sebbene possa sembrare disturbante, il documentario è perfettamente godibile e molto spesso, cambia radicalmente la vita di chi lo guarda. Consigliatissimo.

Minimalism

Perché diventiate liberi.
Il secondo documentario si chiama Minimalism: a documentare about the important things uscito nel 2016 e descrive il passaggio ad uno stile di vita minimalista da parte dei due autori Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus ed anche questo lo trovate su Netflix.
Nascono così un podcast, un libro, un sito web e infine il film.
Nel film sono presenti anche interventi di altri esperti, neuroscienziati, scrittori e buona parte di esperti come Leo Babauta, Joshua Becker e Colin Beavan.

Ecco, questo senz’altro rivoluzionerà il vostro modo di spendere soldi. Quindi oltre a far bene a voi stessi, farà bene anche al vostro portafoglio. Il punto focale su cui pone l’attenzione è l’industria del capitalismo e la nostra sottomissione a esso. Le immagini mostrate potrebbero urtare la sensibilità degli accumulatori seriali ma servono a sensibilizzare circa la facilità dell’acquisto che regna sovrana nella nostra epoca. E come, senza accorgercene, finiamo per venire sommersi da cose di cui fondamentalmente, non abbiamo bisogno.

Questo quindi si pone come emblema del movimento Zero Waste che si basa sulla regola delle 5 “R”: refuse, reduce, reuse, recycle, rot (rifiuta, riduci, riusa, ricicla, composta), fondamento della sostenibilità. Se cercate qualcosa di altamente stimolante e motivante, farà per voi. Di sicuro dopo averlo visto preparerete tanti secchi di differenziata da riciclare!

Before the flood

Perché non esiste un pianeta B.
L’ultimo di cui vogliamo parlarvi è Before the flood – Punto di non ritorno, sempre del 2016, diretto da Fisher Stevens e prodotto da Leonardo DiCaprio, sul cambiamento climatico che fu presentato al Toronto International Film Festival.

National Geographic ha messo a disposizione il documentario a tutti gli utenti, caricandolo integralmente su YouTube in varie lingue.

Ecco questo sì che è davvero molto difficile da vedere. Basti pensare che nel trailer il Presidente Trump si burla del surriscaldamento globale dicendo che abbiamo bisogno di più caldo. Già. Ma serve saper guardare oltre, per andare avanti. L’impatto delle nostre scelte e delle nostre azioni deve subire una drastica presa di coscienza.

Così DiCaprio tramite le interviste alle personalità più influenti del pianeta, scopre tristi verità e realtà di cui è necessario far sapere a tutti quanto prima. Non sarà facile digerirlo, ma credo che se siete arrivati fino a questo punto dell’articolo, questo argomento vi starà a cuore, come è giusto che sia. E non è un caso che proprio alla fine abbiamo lasciato il più complesso dei tre per comprendere che l’avvicinamento ad una vita che impatti il meno possibile sul pianeta e che sia ricca di consapevolezze e conoscenza, non è facile.

Sicuramente iniziare ogni giorno a combattere, è la prima vera azione da compiere prima per noi stessi e poi per tutto il resto del mondo. Perché noi siamo quello che mangiamo, noi siamo quello che respiriamo e noi solo possiamo decidere oggi chi diventare e come influire su questo futuro che ci si prospetta innanzi. Siamo solo noi quelli che possono davvero provare a cambiare il pianeta. E tutti, chiunque di noi può e deve farlo, perché scegliere è quel che ci rende davvero liberi dopotutto. Quindi perché non cominciare subito a partire da questi documentari? Buona visione!

Immagini di copertina: © Before The Flood, © Minimalism
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