Vincitore come migliore short film al Palm Beach International Mini Movie and Film Festival e come “Best microfilm” e “Best LGBTQ” all’Independent Short Awards di Los Angeles, il cortometraggio Memento Audere Semper di Giulia Lupetti ha riscosso un grande successo.

Dopo una formazione da attrice e modella nel panorama italiano, Giulia Lupetti si è trasferita in California. Non sono mancate partecipazioni a film internazionali, come Zoolander 2. In occasione del suo primo ruolo da regista e interprete in Memento Audere Semper, Artwave ha avuto l’onore di intervistarla.

Cosa volevi comunicare con il tuo cortometraggio Memento Audere Semper?

Mi è sempre piaciuto inventare storie e lo faccio come modo di essere. In Italia non mi sono mai spinta nelle mie creazioni perché non sapevo da dove iniziare. Qui negli USA, lavorando come screen supervisor, sono molto a contatto con registi e sceneggiatori. Più imparavo più volevo raccontare una mia storia. Da sempre mi sarebbe piaciuto creare una narrazione attraverso la danza. Il ballo sarebbe stato l’elemento centrale di una piccola favola del giorno d’oggi. Così ho portato quest’idea nel mio corto.

Ho voluto trasmettere il pensiero che in una storia non deve sempre essere l’uomo l’eroe e la donna colei che deve essere salvata. Non volevo condannare l’uomo, ma dare più valore all’idea della donna e testimoniare come possa sempre più diventare protagonista. Ho anche voluto eliminare l’archetipo secondo cui una donna bella nella cinematografia debba avere necessariamente dei ruoli provocatori e sensuali, ma come semplicemente possa agire e recitare come preferisce.

Memento Audere Semper è un titolo che ho scelto per simbolizzare l’amore e per cogliere l’essenza dell’attimo, la necessità di osare per superare i limiti tra vita e morte attraverso le nostre passioni.

Secondo te il cinema può avere un ruolo attivo nel cambiamento della società?

Assolutamente sì ed è uno dei motivi per cui faccio questo lavoro. Molti film hanno centrato polemiche che, grazie alla loro messa in discussione, sono state poi prese in considerazione con maggiore attenzione.

Per me il cinema non è successo e fama, è un qualcosa che viene solo dopo. Lo si può ottenere, ma il punto di partenza deve essere la voglia e la necessità di rappresentare una manifestazione artistica per smuovere le menti e renderci persone migliori. Il cinema può guarire le anime e non è solo un business. Il nostro fine deve essere creare cambiamenti, la fama è solo accessoria e se si punta solo ad essa si corrompe l’arte nella sua essenza.

Che consigli daresti a una giovane attrice in un mercato cinematografico come quello italiano?

L’Italia funziona in maniere decisamente strane e la si può sempre migliorare. È indubbio che sia difficile lavorare e che abbiamo vissuto sotto sistemi di raccomandazioni e stereotipi. Questo è uno dei motivi principali per cui mi sono trasferita negli USA.  Molte persone pensano che l’America sia un paradiso nel quale si può lavorare senza alcuna fatica, ma non è così. È sempre necessaria una base di partenza.

Io consiglierei di provarci e buttarsi. Ogni piccola cosa è sempre un punto di partenza e un’occasione per migliorarsi. E soprattutto, ciò è più importante, è imparare il rifiuto. Non si può essere perfetti per tutti i ruoli e solo con il tempo arriverà il momento giusto per ciascuno.

Attraverso il #MeToo il cinema è diventato un ambiente sfortunatamente famoso. Come è cambiata per la donna la situazione dopo alcuni anni dall’inizio del movimento?

Ora negli USA nel settore le persone stanno molto attente. Bisogna dire prima di tutto che negli Stati Uniti c’è un’attinenza alla denuncia facile. Oggi i casting vengono fatti via video per evitare malintesi e situazioni spiacevoli. Nel caso di incontro c’è sempre una donna in sala per dare sicurezza. Non si rimane mai da soli, si è sempre protetti per tutelare e tutelarsi.

L’effetto negativo è che oggi si ha fin troppo paura di questa situazione. Molte donne hanno sfruttato il #MeToo a proprio vantaggio e lo so per certo. Da un lato so che bisogna proteggere, dall’altro bisogna prevenire chi sfrutta situazioni dolorose.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ora sto lavorando su un nuovo cortometraggio e sono molto felice. Nel frattempo Memento Audere Semper è ancora nei festival e sto cercando un modo per distribuirlo nelle sale. Come attrice, ho due progetti al momento. Ho recitato in una piccola parte nella serie HBO Insecure e parteciperò a due TV show di cui potrò svelare altri dettagli a breve.

 

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