Assistiamo sempre di più, in questi giorni, all’acuirsi di un clima xenofobo e razzista che rischia di seppellire i valori dell’accoglienza e dell’integrazione, sostituendo a quelli paure e diffidenze il cui unico risultato è favorire una chiusura dei confini nazionali, nonché un conservatorismo culturale di stampo nazionalista e oscurantista.

Slogan politici come “Aiutiamoli a casa loro”, o ancora peggio “Chiudiamo i porti”, lungi dal riuscire a stimolare una riflessione profonda sulle condizioni sociali, economiche e politiche che riguardano il tema dell’immigrazione, avvicinano l’elettorato a quella superficialità istituzionale e politica che, anziché puntare sul ragionamento e il discorso, preferisce risolvere i problemi agendo sulla sofferenza del popolo italiano, stimolando sentimenti di rivalsa quali l’odio e la violenza.

Alle vuote formule da social network dei politicanti di oggi, bisogna combattere con stimoli e dibattiti che alla falsa retorica, al cieco individualismo delle prese di posizione e dei giudizi, oppongano progetti di condivisione, approfondimento, valorizzazione e cultura.

Ed è proprio la cultura che, da “insieme complesso che include le conoscenze, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società” (Edward Burnett Tylor), riesce a connettere il singolo cittadino alla comunità, ricordandogli le molteplici voci, le diverse credenze, i variegati stili di vita che contraddistinguono l’odierna società civile globalizzata.

Obiettivo di Karawan – La festa del Cinema Itinerante è proprio quello di far dialogare il territorio con la sua cittadinanza, proponendo tematiche quali l’identità, la convivenza e lo scontro tra culture attraverso lo sguardo dell’arte cinematografica.

Il festival, giunto alla sua VII edizione, si terrà tra il 20 e il 24 giugno a Tor Pignattara e al Pigneto, quartieri romani famosi per la loro comunità multietnica e multiculturale.

La prima giornata si svolgerà a Casa Scalabrini 634 – la quale dal 2015 ospita una trentina di rifugiati che vivono in semi-autonomia con un percorso di accompagnamento al lavoro -, dove, successivamente ad una mostra fotografica e ad un reading di poesie verrà proiettato il film L’altro volto della speranza (2017) di Aki Kaurismäki, vincitore dell’Orso d’Argento al Festival di Berlino per la migliore regia. Il regista, nel suo ultimo lavoro, continua a parlare di immigrazione e confronto tra diverse culture attraverso uno stile comico e surreale, concentrandosi sul rapporto tra un commerciante di Helsinki e un richiedente asilo siriano.

Un fotogramma da “L’altro volto della speranza”. Fonte: mymovies.it

Nelle giornate successive verranno presentati due film in anteprima, uno a Roma e uno in Italia: Newton (2017) di Amit V. Masurkar, candidato come miglior film straniero agli ultimi Oscar, che narra di un impiegato in corsa per la campagna elettorale che, a dispetto della dilagante situazione di corruzione che lo circonda, cerca di rispettare le regole, e The Village of No Return, firmato da Chen Yu-hsun, una commedia imperniata sull’importanza della memoria e la tragicità della dimenticanza.

In collaborazione con gli istituti Goethe Institut Rom e Rendezvous – Festival del Cinema Francese, verranno proposti due film che pongono al centro delle proprie riflessioni l’integrazione nei due rispettivi paesi europei: Hans in salsa piccante (Einmal Hans mit scharfer Soße) della regista Buket Alakuş, che racconta con tono comico dei matrimoni misti nella società tedesca di oggi, e Good Luck Algeria di Farid Bentoumi, commedia ispirata da Noureddine Maurice Bentoumi (fratello del regista) che partecipò alle Olimpiadi invernali di Torino nel 2006 sotto la bandiera algerina per salvare la sua piccola impresa di sci.

Locandina di “Good Luck Algeria”. Fonte: institutfrancais.it

Come affermano i direttori artistici Carla Ottoni, Claudio Gnessi, Alessandro Zoppo e Gaia Parrini, il festival si propone di offrire “nuove visioni della civitas come habitat aperto e inclusivo, che fa esplodere i margini e in cui nessuno è ospite, ma tutti sono membri di una nuova, plurale, comunità. Il filo rosso che unisce le storie proposte è proprio il nuovo senso di communitas che si (ri)crea partendo dall’ascolto dell’altro, che diventa globale senza perdere i legami con il territorio di riferimento”.

Ogni sera dalle 20.00 vi sarà il Karawan Bistrot, dove si potrà gustare un aperitivo con sottofondo musicale. I film inizieranno alle 21.00. Per tutte le informazioni sul programma dell’evento si rimanda al sito ufficiale.

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