Gaia Girace ha solo 16 anni, ma ha le idee chiarissime. Protagonista insieme a Margherita Mazzucco de L’amica geniale, trasposizione televisiva degli omonimi libri di Elena Ferrante, nella serie interpreta Raffaella “Lila” Cerullo. La complessa, ambigua, forte, determinata Lila. Il suo è il personaggio più controverso, più difficile da rendere sullo schermo. Lila è il rione stesso, ne conosce le regole e ha un modo tutto suo di sovvertirle. In questa seconda stagione, basata su Storia del nuovo cognome, diventa “la signora Carracci”, un ruolo che le sta stretto e in cui non si riconosce. Subisce dal marito violenze continue, ma non abbassa la testa. Mai.

Abbiamo raggiunto al telefono Gaia Girace che si è aperta raccontandoci come ha vissuto questa esperienza e qual è il suo pensiero sulla violenza sulle donne. Una ragazza forte e determinata come la sua Lila, alla quale si sente legatissima, ma anche sognatrice e con la voglia di fare nuove esperienze.

L'amica geniale, Gaia Girace © Eduardo Castaldo

Oggi si conclude la seconda stagione de L’amica geniale. Com’è stato per te interpretare il personaggio di Lila e cos’hai provato nel rivederti sullo schermo?

È un po’ strano, imbarazzante vedermi in tv. Però mi piace tanto. È strano perché sono stati 8 mesi durissimi in cui abbiamo lavorato tantissimo e vedere soltanto 8 episodi, 4 appuntamenti in tv è un po’ triste. Pensa che sul set facciamo una scena al giorno, la facciamo e la rifacciamo, quindi tantissime inquadrature. Però è stato molto bello rispetto all’anno scorso. Prima di tutto perché avendo già la base della prima stagione, avendo più consapevolezza, conoscendo meglio il mio personaggio, conoscendo le persone, gli oggetti, i luoghi ho avuto possibilità di muovermi e sperimentare di più. Di stare più tranquilla e di divertirmi, di osare col mio personaggio. Quindi ho passato dei bei mesi. Certo, con alti e bassi perché le difficoltà ci sono sempre, però sono stati davvero belli. E ora che mi vedo in tv stranamente, rispetto alla prima stagione o alle prime puntate, mi sto anche piacendo e sono contenta. Sono anche un po’ soddisfatta [ride, ndr]. Eh, sono sempre troppo autocritica!

Il tuo è sicuramente il personaggio più difficile da comprendere, amato e odiato allo stesso tempo. In questo periodo in cui l’attenzione alla violenza sulle donne è alle stelle, come pensi che venga percepito dalle ragazze come te che guardano la serie?

Io spero che Lila sia di grande morale. L’amica geniale dà tanti insegnamenti e spero che le persone sappiano coglierli. La mia speranza è che le ragazze vittime di violenza, ma anche tutte le donne, possano prendere spunto da Lila, prendere esempio dal coraggio che ha avuto nell’affrontare la vita dopo la violenza che ha ricevuto. Il riscatto, la forza di andare avanti e non abbattersi mai. Ma questo non riguarda solo le ragazze! Anzi, riguarda per primi gli uomini, perché noi non dobbiamo educare le ragazze a difendersi dalla violenza, ma gli uomini a non produrla. E quindi io spero che se ne rendano conto anche loro. Anche perché c’è una cosa che mi ha fatto rimanere con l’amaro in bocca: dopo la prima puntata è come se tutti si fossero dimenticati di quella violenza che Stefano ha fatto a Lila. Molto spesso Lila viene criticata, “povero Stefano, tutto quello che le fa passare Lila”… Ma ci ricordiamo di ciò che ha fatto lui a Lila? Io credo che la violenza sia ingiustificabile in tutte le sue forme. Ed è questo forse il problema della società, ecco perché succedono tutte queste cose, i femminicidi, gli stupri… Perché dopo due giorni non se ne parla più. Alla gente non importa.

L'amica geniale, Gaia Girace © Eduardo Castaldo

C’è qualcosa che ti accomuna a Lila e qualcosa, invece, in cui non ti riconosci per niente del suo personaggio?

Eh di cose che mi accomunano ce ne sono, devo dire. C’è la forza, la determinazione, il coraggio, l’impulsività…sono molto impulsiva! Sono indisponente, creativa. Io sono una che sogna tanto come Lila. Rimango sì con i piedi per terra, però a differenza sua io mi permetto il lusso di immaginare un po’ di più, di essere più astratta in certi momenti.

L’amicizia tra Lila ed Elena è molto particolare. Un legame forte che attraversa dei periodi di stacco anche abbastanza importanti, senza perdersi mai. Credi che nella realtà possa esistere un’amicizia così?

Sì. È molto difficile, è una cosa più unica che rara perché la gente oggi ha paura delle proprie emozioni. Ha paura di mettersi in gioco e di provare sentimenti. Però io credo che la mente umana possa immaginare fin dove finisce la realtà. Mi spiego. Se qualcuno, se la Ferrante è stata capace di immaginare l’amicizia tra Lila e Elena, quel loro legame così magico, forte e duraturo, deve per forza esistere. È difficile e se hai vicino una persona così sei veramente fortunato. Però niente è impossibile, quindi bisogna aspettare.

Rispetto all’epoca in cui è ambientata L’amica geniale, la società e la cultura oggi sono cambiate moltissimo. Ci sono dei valori che vorresti non si fossero persi?

Si, ci sono molte cose. Io credo che abbiamo fatto tanti progressi, ma su molte cose stiamo anche molto indietro. Negli anni ’50/’60 c’era un’educazione, una civiltà, un rispetto per l’altra persona che oggi probabilmente non c’è più. È molto difficile, è brutto che non ci sia. Io credo che bisognerebbe ripristinare quella parte lì. Credo anche che in quell’epoca si sognasse di più. Forse perché non avendo possibilità di realizzare qualsiasi cosa, le persone si basavano sulla loro immaginazione, speravano potesse diventare realtà. Invece oggi non è così e questo riguarda i giovani come gli adulti. Peccato perché è una cosa bellissima: il sogno è alla base di tutto, se non si sogna dove si arriva?

In questa seconda stagione de L’amica geniale, per due soli episodi (il quarto e il quinto) il regista Saverio Costanzo è stato sostituito da Alice Rohrwacher. Com’è stato per te lavorare con lei?

Inizialmente è stato un po’ difficile. Ho affrontato un brutto periodo in cui mi sono ammalata di tonsillite, febbre, otite, congiuntivite… Ho preso di tutto! Perché quando sto male psicologicamente tutto si scatena sul fisico. Saverio [Costanzo, ndr] è stato il mio punto di riferimento, lo conosco da 3 anni e sono legatissima a lui non solo dal punto di vista lavorativo, ma proprio come persona. Per me è importante che ci sia sul set. Il cambio di regia era giusto per la storia, per la serie. Era necessario anche cambiare aria, perché 8 mesi sono tanti ed è giusto ogni tanto cambiare luoghi in cui si gira, le persone intorno, altrimenti diventi pazzo. Però è stato difficile per me. Credo che le uniche due persone, alcune delle poche dai [ride, ndr], davvero importanti siamo io e Saverio. Poi Lila è complessissima, è facilmente fraintendibile e solo chi la vive, chi la sente, chi la riconosce può capirla. E io su questo mi ci trovo con Saverio, abbiamo la stessa percezione. Per questo non è stato facile allontanarmi dalla figura paterna di Saverio. Tante persone non conoscono Lila, tante ne ho conosciute che non la comprendono. Il primo periodo con Alice è stato il più difficile perché comunque non conosceva l’analisi del personaggio che avevo fatto io e poi la storia si rivoluzionava un po’ in quel periodo. Però dopo è andato tutto bene, lei è una grande artista, ha dato una visione giusta alla storia. I 2 episodi che ha fatto lei sono stati molto belli a mio parere, e sono stata felice di aver lavorato con lei e con la sua squadra. È stata una bella esperienza da fare.

Tu sarai presente solamente in 3 episodi della terza stagione, dopodiché abbandonerai il personaggio di Lila. Ti mancherà?

Si, assolutamente. Purtroppo i personaggi crescono, quindi è necessario. Io sono tre anni che ci lavoro e quindi è parte di me, le voglio bene. Infinitamente. Le ho dato tutto ciò che le potevo dare, le ho dato tutta me stessa e mi ci sono dedicata completamente. Lasciarla un po’ mi rattrista. Ho paura che chi verrà dopo non la capirà, non le darà lo stesso amore che le ho dato io. E sono sicura che sceglieranno attrici bravissime, però…

Però tu avrai comunque dei progetti futuri…

Sì, appena mi libero dall’esclusiva dalla terza stagione potrò iniziare a vedere altro. Sono anche contenta, perché voglio sperimentare altre cose, entrare in altri personaggi, altre storie…

 

L’amica geniale 2 è andata in onda su Rai 1 dal 10 febbraio al 2 marzo 2020. Trasposizione del secondo libro della tetralogia di Elena Ferrante, è creata da Saverio Costanzo. Prodotta da Wildside, Fandango e The Apartment con Umedia e Mowe per Rai Fiction, HBO e Tim Vision. La serie è italo-statunitense ed è distribuita all’estero da Fremantle con il titolo My Brilliant Friend.

Immagini: © Eduardo Castaldo
© riproduzione riservata