La nuova serie televisiva Glow è online su Netflix a partire dal 23 giugno. Gli episodi sono in tutto dieci con una durata di mezz’ora circa ciascuno, difatti la si potrebbe finire in un solo pomeriggio tanta è la scorrevolezza della trama. Le ideatrici della serie sono Liz Flahive e Carly Mensch, le quali dopo aver guardato il documentario sul wrestling femminile GLOW: The Story of The Gorgeous Ladies of Wrestling, hanno deciso di ingaggiare la talentuosa Jenji Kohan, già madre della serie di successo Orange is the New Black (anche questa di casa Netflix).

Le ragazze di Glow, Credits: Entertainment Weekly.com

La trama della serie ricorda vagamente quella delle Gorgeous Ladies of Wrestling: un gruppo di avvenenti atlete che inventarono il wrestling per le donne, smontando lo stereotipo dello sport tutto al maschile, introducendo anche una sorta di sceneggiatura all’interno degli scontri. Le tredici protagoniste della serie vivono nella Los Angeles del 1985, un tempo di allegria, di lustrini e paillettes dove la spensieratezza regnava sovrana. Le ragazze provengono dalle realtà più disparate, c’è chi non sa nulla di wrestling, chi cerca del denaro per pagare il proprio affitto o addirittura chi, pur di sfuggire all’ambiente domestico, si rifugia in questa produzione low cost. Ognuna di loro, inoltre, è chiamata a vestire i panni di un alter-ego e a fingere di darsele di santa ragione davanti alla telecamera e all’occhio dell’attento regista cocainomane di film di serie B. Insomma un gruppo di sprovvedute, delle vere e proprie outsiders, che non hanno la benché minima idea di quello che di lì a poco succederà sul ring; quello che si porta in scena è una sorta di inno alla diversità che mette in luce le minoranze sia etniche che sessuali senza risultare troppo pesante e pretenzioso.

Il regista Sam e le ragazze sul ring, Credits: Netflix.com

La serie ha ritrovato il consenso unanime del pubblico anche grazie al cast, difatti, Ruth è Alison Brie, che è stata Trudy Campbell di Mad Men; Debbie è Betty Gilpin (già incontrata in American Gods); il regista Sam è Marc Maron, attore, musicista e conduttore di un apprezzato podcast. Ecco, la serie parte dai presupposti dell’originale GLOW per riscrivere una storia dalle caratteristiche complesse ma narrate in modo leggero, come è proprio delle serie più apprezzate del canale Netflix che viaggiano sul confine tra la comedy e il drama e che si rendono fruibili alla stragrande maggioranza del pubblico senza risultare prodotti per soli intenditori. Un programma che provoca nostalgia negli adulti e un’accesa curiosità nei confronti di un mondo ormai passato nelle generazioni più giovani.

Ruth interpretata da Alison Brie, Credits: EnterteinmentWeekly.com

 

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