Ella e John sono due ottantenni di Boston che, per sfuggire alla noia della routine di anziani malati, intraprendono un avventuroso viaggio on the road, a bordo del Leisure Seeker, il vecchio camper con cui la coppia andava in vacanza coi figli negli anni Settanta. Destinazione: la casa-museo di Hemingway a Key West, in Florida.

Il film del regista livornese è basato sul romanzo di  Michael Zadoorian In viaggio contromano (2009), edito in Italia da Marcos y Marcos. Virzì ha adattato liberamente il libro assieme ai suoi collaboratori abituali Francesco Piccolo, Francesca Archibugi e Stephen Amidon, già autore del romanzo Il capitale umano, che il regista ha trasposto nell’omonima e fortunata pellicola italiana del 2013.

A distanza di quindici anni dalla prima esperienza, Paolo Virzì torna sull’altra sponda dell’Atlantico per girare Ella&John. Ma questa volta, al contrario di quel che era accaduto per My Name is Tanino (2002), non lo fa con un soggetto originale e una storia, per lo più, “italiana”, ma con un on the road tutto a stelle e strisce.

Ella&John

Helen Mirren e Donald Shuterland con il regista Paolo Virzì durante le riprese del film – Fonte: comingsoon.it

Il viaggio della coppia attempata (di cui riusciamo a cogliere, senza alcun artificio, i segni e le difficoltà della vecchiaia) attraversa i tipici paesaggi americani, dalle riserve naturali ai tradizionali diner del Paese, restando perfino coinvolti in un corteo politico dei sostenitori di Trump, simbolo di un Paese che i due stentano ormai a riconoscere e dal quale vogliono fuggire a tutti i costi.

Perché, in fondo, quella di Ella&John è più una fuga, che un viaggio spensierato. Una fuga dalla triste e noiosa quotidianità, costituita per Ella da pillole e medicinali da ingerire per combattere la terribile malattia del cancro, e da continui vuoti di memoria per John, colpito dalla sindrome di Alzheimer. Una fuga dalla propria condizione di malati terminali, da una famiglia che inizia a considerarli più come un peso che come persone bisognose di cure e di affetto, e, soprattutto, una fuga da se stessi, alla ricerca di quel qualcosa in più, dell’ultima emozione da rubare alla morte, che li aspetta, maligna, dietro l’angolo, di un tramonto spettacolare con cui riempiersi gli occhi e il cuore, prima che si chiudano per sempre.

Una pellicola, quindi, non adatta ai sentimentali e ai deboli di cuore e, ancor meno, a sentimentali-deboli di cuore. Un on the road che regala emozioni forti, scene drammatiche, ma anche gag esilaranti, sulla soglia del tragicomico. Dopo tutto, a chi di noi non scapperebbe una risata nel vedere sul grande schermo i propri nonni lanciati in uno spericolato viaggio per l’epica Route 1 a bordo di un vecchio camper scassato, con tutto quel che ne può conseguire?

Ella&John

Una delle scene più esilaranti del film, nelle sale italiane dal 18 gennaio 2018 – Fonte: comingsoon.it

Al centro della pellicola ci sono sempre loro, i sentimenti, puri, privi di banalità e nient’affatto artificiali, da sempre analizzati e sviscerati minuziosamente da Virzì in tutti i suoi film.

Una storia d’amore semplice e spontanea, come l’affetto che Ella e John provano l’uno per l’altra: un amore fatto di piccoli gesti, del quotidiano “sopportarsi” a vicenda, ma anche di momenti di collera e di sofferenza, che sono la dimostrazione più grande di quel sentimento universale, che ci lega tutti.

Tutto americano – anzi, tutto anglosassone – è il cast di Ella&John: Virzì non si è portato dietro nessun attore italiano, affidando i ruoli dei protagonisti all’inglese Helen Mirren (che si è portata a casa una nomination ai Golden Globes grazie al ruolo di Ella) e al canadese Donald Sutherland (che verrà insignito del premio Oscar alla carriera nel corso della serata di premiazione del 2018), per la seconda volta su un set assieme, a diciassette anni di distanza dal film canadese del 1990, Bethune: Il mitico eroe.

Così come avvenne per My Name is Tanino, anche Ella&John – The Leisure Seeker è valso a Virzì una nuova partecipazione al Festival di Venezia, che non arrivava proprio da allora, dal lontano 2002. Tanino fu presentato fuori concorso, mentre Ella & John ha concorso alla vittoria del Leone d’Oro, proprio come avvenne nel 1997 con Ovosodo, che vinse il Gran Premio della Giuria.

Ella&John

Helen Mirren e Donald Shuterland in una scena del film – Fonte: comingsoon.it

La pellicola, rispetto ai lavori precedenti di Virzì, appare un po’ sbiadita e le punte del suo stile a tratti smussate, come se il regista avesse sentito dentro di sé la paura del confronto con il grande cinema americano e avesse preferito non rischiare, avvicinandosi con cautela, senza strappi, al genere made in USA dei classici viaggi on the road. Restano però le emozioni, pure e autentiche, affidate, non a caso alla Mirren e a Sutherland, due professionisti del mestiere, che sanno quali corde del pubblico toccare per farlo emozionare.

È un film che potremmo definire sincero e, allo stesso tempo, delicato, perché affronta problematiche serie come quelle della vecchiaia e della malattia, con uno stile crudo e diretto, ma spesso corretto da una buona dose di nostalgia e romanticismo, che rende l’atmosfera del film sospesa fra l’incertezza di un futuro ormai troppo corto e la solidità di un passato riempito di ricordi, esperienze e attimi di vita spensierata e felice, passata insieme.

E sempre insieme decidono di andarsene da questa Terra Ella e John. Insieme, come tutta la vita che hanno trascorso, uno vicino all’altro, sostenendosi, amandosi e, come tutte le coppie di questo mondo, litigando e soffrendo. Così, con una razionalità ai limiti della freddezza, Ella decide di mettere fine alla sua esistenza e a quella del consorte, in modo spietato, ma, allo stesso tempo, dolce, amorevole. Se ne vanno via così, lontano da tutto e da tutti, da ospedali-prigioni, pillole, figli iper-apprensivi e ricordi fin troppo ingombranti, all’interno di quel camper che rappresentava per loro il simbolo di una vita intera, vissuta sempre controcorrente, ma in totale libertà, fino alla fine, fino in fondo.

John: “È il Paradiso?
Ella: “Forse!
John: “Credi che si possa avere un hamburger quassù?

Ella&John

Fonte: comingsoon.it

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