Lo chiamavano Jeeg Robot. Tor Bella Monaca, Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) è un ladruncolo di borgata che vive di espedienti. Trattasi di un criminale solitario solito nel trascorrere le sue serate abbuffandosi di porno e budini alla vaniglia. Durante un inseguimento della polizia, finisce nel Tevere.
Lo chiamavano Jeeg Robot

Claudio Santamaria nei panni di Enzo Ceccotti/Jeeg Robot

 

Qui entra in contatto con una sostanza nerognola che gli dona una forza soprannaturale. Perplesso e incredulo, inizialmente utilizza i suoi poteri per raggranellare un po’ di soldi, ma ben presto con un colpo sferrato contro un furgone portavalori incrocia il suo destino con quello di un folle, Fabio Cannizzaro detto “ Lo Zingaro” (Luca Marinelli). Questi è un pesce piccolo della malavita romana, un isterico con l’ossessione per la celebrità incentivata dalla sua fissazione per la musica femminile italiana anni ‘80.
Enzo si trova coinvolto in una guerra senza esclusione di colpi. Incontra Alessia (Ilenia Pastorelli), giovane figlia di un malavitoso e vittima di violenze sessuali innamorata del cartone giapponese “ Jeeg Robot d’Acciaio” tanto da identificarne Enzo con il protagonista. La romanità periferica da qualche tempo costituisce lo scenario prescelto da registi giovani e non della scena cinematografica italiana. Lo chiamavano Jeeg Robot è un lungometraggio del 2015 diretto da Gabriele Mainetti, scritto con Nicola Guaglianone e Menotti.

Ilenia Pastorelli è Alessia in una scena tratta dal film

Lo chiamavano Jeeg Robot, una perla del cinema italiano

Una rarità nel panorama cinematografico italiano che approda finalmente su Netflix. Mainetti – attore, musicista e regista già acclamato autore di corti ispirati al mondo dei fumetti e dei cartoni animati; si vedano Tiger Boy e Basette – rinfresca il concetto di film di genere. La storia di un supereroe nato per caso, con i classici stilemi : dissidio tra potere e responsabilità, presenza del cattivo psicopatico, ragazza al centro della narrazione vanno a fondersi con il realismo della realtà romana di Mafia Capitale e della crisi economica.

Una fotografia cupa esalta uno stile coraggiosissimo e insolito, nel panorama cinematografico italiano. Dialoghi divertenti e intrattenimento mai scontato con note di amarezza e tristezza. Magistrale l’interpretazione di Luca Marinelli nei panni di un Joker atipico.
Lo chiamavano Jeeg Robot

Luca Marinelli nei panni di Fabio Cannizzaro, alias Lo Zingaro

 

Un cattivo che sotto le vesti di giacche di pelle e camice con colletti alti nasconde una fragilità nitida che scava nelle viscere del suo passato. Attore dotato di immenso talento, inscena con il suo humor scenette sanremesi alla Loredana Bertè e Anna Oxa. Film vincitore di importanti premi tra cui David di Donatello per: migliore attore a Claudio Santamaria, migliore attrice protagonista a Ilenia Pastorelli, migliore attore non protagonista a Luca Marinelli e migliore attrice non protagonista ad Antonia Truppo.
Miglior David di Donatello a Gabriele Mainetti per regista esordiente, montatore e produttore. Un film di genere, di personaggi randagi e corrotti dal sistema. Un lungometraggio che innalza la romanità mostrando le anomalie della città eterna con l’occhio clinico di una scrittura e produzione tutta italiana.
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