Ai SAG Awards, tenuti il 19 gennaio scorso, Joaquin Phoenix, durante il suo discorso di ringraziamento per il premio Miglior Attore, ha elogiato così il collega Christian Bale, anche lui tra i candidati:

“Christian, ti dedichi ai tuoi ruoli in un modo che posso solo sognare. Non hai mai fatto una brutta performance.”

Esistono parole più appropriate per descriverlo? L’impegno e la passione dell’attore britannico in più di 30 anni di onorata carriera sono impareggiabili.

Christian Bale, che compie 46 anni oggi, è uno degli attori più versatili del cinema mondiale. La sua filmografia conta quasi 50 pellicole mentre le sue trasformazioni per immedesimarsi completamente nei personaggi sono vere e proprie metamorfosi.

Che il talento sia ereditario – cresce in una famiglia di attori, la mamma è un’artista circense – Bale lo mette in mostra fin dall’infanzia. A 8 anni fa il suo debutto in uno spot pubblicitario e a 10, già recita al fianco di Rowan Atkinson in un teatro londinese.

Christian Bale - © Youtube

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Certo, non è da tutti essere portati per la prima volta sul grande schermo da Steven Spielberg, come è accaduto al Bale 13enne ne L’impero del sole. Questa interpretazione gli valse il premio Young Artist Awards ed un premio speciale creato proprio per lui dal National Board.

Abituato sin da piccolissimo a continui trasferimenti, dopo il divorzio dei genitori, si sposta ad Hollywood per inseguire il suo sogno. In quel periodo si susseguono i primi ruoli in varie produzioni. L’isola del tesoro  con Christopher Lee, Gli strilloni della Disney e di nuovo con Kenneth Branagh in Swing Kids – Giovani Ribelli, dopo che lui lo convinse a partecipare al suo film Enrico V nel 1989.

La notorietà arriva grazie alla collega Winona Ryder che lo vuole fortemente al suo fianco in Piccole Donne e noi non possiamo che ringraziarla. La sua interpretazione di Laurie è tuttora considerata tra le migliori del personaggio.

Il successo è tale che gli fa guadagnare una parte in Ritratto di signora accanto a Nicole Kidman, Velvet Goldmine con una difficile scena d’amore con Ewan McGregor e Sogno di una notte di mezza estate con Michelle Pfeiffer e Rupert Everett.

È proprio in quell’anno che Christian Bale si appresta ad affrontare il primo ruolo davvero impegnativo nella sua carriera. È infatti il killer psicopatico Patrick Bateman in American Psycho, tratto dal controverso romanzo omonimo di Bret Easton Ellis. La dedizione e lo studio che mise nella parte gli valsero il plauso della critica, consacrandolo come un attore talentuoso e innalzandolo a star mondiale.

Il 2000 è anno di svolta anche dal lato sentimentale. Convola a nozze con Sandra Blazic (con cui quest’anno festeggia 20 anni di matrimonio), che si dice, gli sia stata presentata da Winona Ryder (sembra che l’attrice gli abbia proprio svoltato la vita!). E sempre lo stesso anno, la celebre attivista femminista Gloria Steinem sposa suo padre, anche lui attivista impegnato per i diritti degli animali.

Dopo ruoli poco fortunati, nel 2004 viene ingaggiato ne L’uomo senza sonno diretto da Brad Anderson. Qui l’attore dà prova della totale abnegazione a favore dei personaggi che impersona. Perde infatti quasi 30 kg per vestire i panni di Trevor Reznik, mettendo a rischio la propria salute fisica e mentale arrivando a pesare 55 kg. Neanche a dirlo, colpiti e affondati critica e spettatori, ammaliati dalla sua performance.

Questo modus operandi si sarebbe ripetuto diverse volte nei suoi film successivi. Tanto per cominciare quando ha vestito i panni di Bruce Wayne/Batman in Batman Begins, il primo della fortunatissima trilogia (cui seguirono Il cavaliere oscuro, 2008 e Il cavaliere oscuro – Il ritorno del 2012) di Christopher Nolan.

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Il poster de “Il cavaliere oscuro”, © IMDb

Per impersonare il cavaliere oscuro, l’attore naturalizzato statunitense ha preso più di 40 kg seguendo una dieta ricca di carboidrati e allenandosi per aumentare la massa muscolare. Tutto ciò a pochi mesi dall’estremo dimagrimento per L’uomo senza sonno.

Nolan lo rivuole con sé anche in The Prestige, meraviglioso film sulla rivalità tra due maghi. Inoltre si sottopone di nuovo a dieta ferrea per interpretare l’aviatore Dieter Dengler reduce dalla guerra del Vietnam ne L’alba della verità. Il 2007 è l’anno di Quel treno per Yuma al fianco di Russell Crowe, remake del film western del ’57, e di Io non sono qui, film biografico su Bob Dylan.

Lunga, lunghissima la lista dei film interpretati da Christian Bale, vissuti, acclamati, apprezzati. Impossibile da racchiudere in poche righe.

Per The Fighter, per il ruolo del pugile Dicky Eklund, riceve il meritato premio Oscar come Miglior Attore non protagonista. Dopo l’ennesima drastica trasformazione fisica, l’attore aveva dichiarato che probabilmente quella sarebbe stata l’ultima volta che avrebbe messo il suo fisico sotto pressione.

Eppure, dopo una “pausa” con I fiori della guerra, di Zhāng Yìmóu, nel 2013 con American Hustle – L’apparenza inganna di David O. Russell prende di nuovo 20 kg e un’altra candidatura all’Oscar.

Christian Bale - © Youtube

Il cast di “American Hustle – L’apparenza inganna”, © Youtube

La terza la riceve nel 2015 per La grande scommessa dove recita con Brad Pitt e Ryan Gosling. Il film racconta la crisi finanziaria del 2007-2008 ed è un adattamento del saggio scritto da Michael Lewis.

L’abilità di parlare vari dialetti della lingua inglese e americana lo ha sicuramente aiutato per interpretare Dick Cheney, vicepresidente degli Stati Uniti d’America durante l’amministrazione Bush in Vice – L’uomo nell’ombra. Qui l’attore ha dato nuovamente prova del suo talento da trasformista. Nel 2019 è stato, invece, il pilota Ken Miles, protagonista di Le Mans ’66 – La grande sfida (incentrata sulla rivalità tra Ford e Ferrari), diretto da James Mangold insieme a Matt Damon.

Stimato e amato da colleghi, esperti del settore, critica e pubblico, Bale ha più volte rivelato che non ama rilasciare interviste – e in effetti di lui non si legge mai nulla sulle riviste di gossip – e che vuole proteggere la sua vita privata, dedicandosi esclusivamente a esprimere sé stesso solo attraverso l’arte.

Non possiamo che augurarci che la sua disciplina e il suo talento ci regalino altrettanti capolavori di quelli che ci ha dato finora.

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