Regista, produttore cinematografico, attore e compositore. Clint Eastwood, con percorso di attore ampiamente intrecciato con quello di autore, rappresenta senza dubbio «un’istituzione» cinematografica vivente.

Un uomo senza nome, un eroe con pistola e cappello da cowboy nei tre lungometraggi de La Trilogia del dollaro (Per un pugno di dollari; Per qualche dollaro in più; Il buono, il brutto e il cattivo) firmata Sergio Leone, un mentore nel capolavoro Million Dollar Baby (2004), fino al floricoltore fallito in  Il corriere – The Mule (2019).

Clint Eastwood

Clint Eastwood in Per un pugno di dollari (1964) © IMDb

Tra genere, autorialità e classicità, con la sua opera articolata in più di trenta pellicole Eastwood ha contribuito nel dar vita ad un costante ripensamento delle forme classiche, per approdare a modalità di revisione del tutto personali. Risalendo all’origine del modello classico, Eastwood traduce questo spunto in un ripensamento e radicalizzazione delle risorse evidenziando nei suoi lavori un’autentica modernità e contemporaneità.

Più che l’ultimo dei classici, Clint Eastwood è un regista postclassico che ripensa la classicità in chiave moderna. In virtù di questo essere contemporaneo, dal punto di vista cinematografico, mediante la sua idea di cinema, all’interno delle sue strutture “classiche”, ha saputo accogliere temi e questioni della storia e della politica americana.

É il caso dell’eutanasia in Million Dollar Baby (2004), o gli abusi sui minori, da Mystic River (2003) a Changeling (2008).

La ricerca del vero

“Ciò che mi interessa di più di ogni altra cosa nel lavoro e nella vita è la ricerca della verità. Questo percorso mi spinge ancora a dirigere film”

Mystic River (2003) è tra i film maggiori e più interessanti di Eastwood. Una profondità tematica, e un film completamente contemporaneo, Mystic River ha tuttavia segnato una svolta ulteriore nella ricca filmografia del regista, inaugurando una stagione eccezionale dell’opera eastwoodiana, aprendo a una serie di film che, da Million Dollar Baby a Gran Torino, indubbiamente rappresentano gli esiti maturi di un percorso sempre più coerente e consapevole.

Premiato da due Oscar al miglior attore protagonista (Sean Penn, nel ruolo di Jimmy Markus) e non protagonista (Tim Robbins, in quello di Dave Boyle), dal favore della critica e del pubblico gode di una sceneggiatura forte e ben scritta.

Clint Eastwood

Clint Eastwood in Million Dollar Baby (2004) © IMDb

Million Dollar Baby (2004) è un film che conquista quattro premi Oscar (film, regia, protagonista e non protagonista), un consenso unanime da parte della critica e del pubblico. Tratto da una raccolta di racconti di F.X. Toole (alias Jerry Boyle). Narra la vicenda di una ragazza proveniente dalla provincia del Missouri, Margaret Mary Fitzgerald (Hilary Swank), che si accosta al pugilato dopo i trent’anni, con la ferma intenzione di diventare una campionessa. Per questa ragione vuole che ad allenarla sia l’anziano ma espertissimo proprietario di una palestra, Frankie Dunn.

Changeling – Una storia vera, è il film più cupo di Eastwood con una stratosferica Angelina Jolie nel ruolo della madre nubile di Walter, 9 anni. A seguito della scomparsa del figlio, le viene affidato dal Dipartimento della polizia di Los Angeles, un bambino che sostiene di essere suo figlio. Non riconoscendolo, viene accusata di essere una madre snaturata e per questo poi internata illegalmente in un manicomio, dove si pratica elettrochoc e altre atrocità. Una denuncia diventata una delle analisi più crudeli del mondo USA.

La maggior parte degli eroi dei film di Eastwood sono personaggi ai margini, figure destinate a un’esistenza dietro le quinte.  Fantasmi che hanno raggiunto la consapevolezza della sconfitta e hanno deciso di non rassegnarsi. Compiono per questo, una sorta di viaggio che li erge per la prima a protagonisti della propria esistenza.

Clint Eastwood

Clint Eastwood e Bradley Cooper sul set del film American Sniper © 2014 Warner Bros. Entertainment Inc.

Clint Eastwood ha saputo inscenare con grande talento e umanità, storie di grande impatto visivo. Ha regalato al cinema con un tocco del tutto personale e incisivo, una collezione di film imperdibili. Ciò che interessa è senz’altro la fotografia umana che ne deriva: uomini e donne vittime di esistenze drammatiche, schiavi di una politica atroce e subdola che li pone in situazioni tragiche ma li erge al contempo a esseri umani.

Chi lo sa, forse arrivato a 90 anni, si sarà stancato di fare film? La pellicola continuerà ancora a girare? Vedremo…

Per ora gustiamoci la sua ultima opera, il discusso Richard Jewell.

© riproduzione riservata