Napoletano, classe 1970, Paolo Sorrentino è tra i registi italiani più premiati del nuovo millennio.
Rimasto orfano all’età di diciassette anni, il giovane e malinconico Sorrentino completa i suoi studi classici e, provando a seguire le orme del padre, si iscrive alla facoltà di economia, abbandonata quasi subito per seguire la sua passione per il cinema, seguita dalla musica e dal calcio (che, per sua stessa ammissione, gli ha salvato la vita).

Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino. Photo Credit: wikipedia.org

Dagli Esordi agli Oscar

Ingaggiato come assistente di produzione, Paolo Sorrentino si fa notare subito per il suo essere ritardatario e disordinato. Perde il girato (fortunatamente ritrovato), dimentica gli appuntamenti, spesso quelli con la troupe, costringendo tutti a girare con ore di ritardo.
Tuttavia, il suo talento non passa inosservato.
Dopo svariati cortometraggi, nel 2001 gira il suo primo lungometraggio, L’uomo in più, dando il via al sodalizio (riuscito) con l’attore Tony Servillo con cui girerà all’incirca sei pellicole.

Tra queste, Le conseguenze dell’amore (2004), suo secondo lungometraggio, Il divo (2008), Loro 1 e 2 (2018) e La Grande Bellezza che, nel 2013, si aggiudica l’Oscar come miglior film straniero, riportando, dopo quindici anni, l’Italia tra i Paesi vincitori del più prestigioso riconoscimento cinematografico mondiale. Affiancato da un Golden Globe, un BAFTA, quattro European Film Awards, nove David di Donatello e sei Nastri D’Argento.

Paolo Sorrentino

La grande bellezza. Photo Credit: wikipedia.org

Il primo riconoscimento internazionale arriva, in realtà, qualche anno prima, con Il divo che si aggiudica il Premio della Giuria al Festival di Cannes. Gira poi, nel 2011, il suo primo film in lingua inglese, This must be the place, con Sean Penn, aggiudicandosi ancora un David di Donatello e aprendosi la strada a future collaborazioni internazionali.

Nel 2015, infatti, dopo il successo con La Grande Bellezza, Paolo Sorrentino collabora con Michael Caine, Harvey Keitel, Rachel Weisz, Paul Dano e Jane Fonda per The Youth – La giovinezza. Neanche a dirlo, il film riesce a portarsi a casa 3 Nastri d’Argento.

Youth-La giovinezza. Photo Credit: wikipedia.org

Youth-La giovinezza. Photo Credit: wikipedia.org

I romanzi e le serie tv

Dopo circa dieci anni da L’uomo in più, il regista napoletano riprende il personaggio di Tony, che del film era il protagonista, e pubblica il suo primo romanzo Hanno tutti ragione, terzo classificato al Premio Strega nel 2010, mostrando un grande talento nell’arte del racconto, non solo dietro la macchina da presa.
Il secondo romanzo arriverà nel 2016 con Gli aspetti irrilevanti, secondo grande successo, edito da Mondadori.

Nello stesso anno Sorrentino, in collaborazione con Sky Atlantic e l’HBO, si dedica alla serie tv The Young Pope con Jude Law nelle vesti del giovane Papa Pio XIII, abile manipolatore pronto a sovvertire le intricate fila del potere ecclesiastico. La serie ha un grande successo di pubblico e di critica portando alla realizzazione di una seconda stagione The new Pope (2020), con John Malkovich.

The young Pope. Photo Credit: wikipedia.org

The young Pope. Photo Credit: wikipedia.org

Figura amata o controversa

Figura controversa, Sorrentino è spesso criticato per l’assenza di trama nelle sue pellicole, per scene e scelte discutibili, spesso non facilmente comprensibili o condivise dal pubblico.
Dotato di grande senso dell’ironia, con sé stesso e con gli altri, Sorrentino sembra reagire bene alle critiche, come base dalle quali ripartire.
Alla domanda “Come funziono?”, infatti, risponde

“Con ironia. Quando provai a prendermi molto sul serio, non ne venne fuori niente di buono (…). [Con] calma, riesco a funzionare solo se sono lontane da me cose come l’angoscia e l’ansia. Un’altra cosa che mi fa funzionare è la frustrazione. Riesco a elaborare un futuro film o un futuro racconto solo se, sotto sotto, ho la consapevolezza di non valere nulla. Se mi dicono che non valgo nulla, posso cominciare a dimostrare che sono bravo, allora funziono.”

This must be the place. Photo Credit: wikipedia.org

This must be the place. Photo Credit: wikipedia.org

Grande osservatore, il regista napoletano sembra essere moto attento ai dettagli della quotidianità, e non solo. Per sua stessa ammissione, nelle sue sceneggiature, guarda attentamente ai dialoghi perché “molto spesso i dialoghi nella vita vera sono noiosi e spesso si protraggono per un tempo infinito, che è quello del ‘parlare del più e del meno’. Allora cerco di non scrivere dei dialoghi che parlino del più e del meno”.

Mente brillante, spesso parodiato, Sorrentino si muove sul un filo sottile, sospeso tra chi lo ama e chi lo odia. Indiscutibile, tuttavia, sembra essere il suo talento che lo porta ad essere, all’età di cinquant’anni, tra i registi italiani più premiati. E, ancora, lo porta ad essere un “modo di dire”.

Si può dire che un film è “alla Tarantino”, si può dire che un film è “alla Lynch” o “alla Hitchcock”: ebbene si può dire anche che un film è “alla Sorrentino”.
Un gran bel traguardo per chi, giocando a pallone tra le strade del capoluogo partenopeo, ascoltando infinite storie, è riuscito malinconicamente a farsi strada nel mondo complesso e controverso del cinema.

Il Divo. Photo Credit: wikipedia.org

Il Divo. Photo Credit: wikipedia.org

Con oggi, il giorno del suo cinquantesimo compleanno, si può dire che l’ironico regista napoletano, appassionato di calcio (al punto da ringraziare Maradona nella notte degli Oscar), abbia raggiunto un altro grande traguardo.
Questa storia, forse, un giorno, proverà a raccontarcela per intero.

Auguri Paolo.

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