Trasformista ed eclettica, bellissima e dallo sguardo intrigante. Parliamo di Margot Robbie, una perla rara nell’industria dello spettacolo. Nonostante sia famosa per aver interpretato personaggi di una certa sensualità, la vera Robbie non ha mai abbandonato la sua essenza “acqua e sapone”. Sicuramente, parte del merito sta nelle sue origini. 

Partiamo allora dalle radici: Margot nasce e cresce in Australia, paese spesso definito, a metà tra la poesia e l’ironia, “come l’America… ma diverso”. Il suo mondo di appartenenza è del tutto ordinario, lontano dai riflettori e dal frastuono delle grandi città. Il cinema non ne fa parte, eppure Margot nutre forte interesse per i monologhi e gli spettacoli che recita a memoria – a volte a casa, con nonni e parenti a farle da pubblico, altre al liceo, dove frequenta un corso di teatro.

Margot Robbie

Margot Robbie sul red carpet del Festival di Cannes, 2019

A portarla avanti, in tutti gli anni a venire, la sua enorme determinazione. Che la porta prima a Melbourne, tra una piccola parte e l’altra in televisione, poi negli States. Lì la sua carriera decolla davvero – ma la Robbie resta coi piedi per terra, pur in tutta la sua esplosività. Durante un’intervista con lo scrittore Rich Cohen, descrive in modo esemplare il suo rapporto con il “Nuovo Mondo”:

“Then I moved to America and met so many people just like the people in the movies, and I realized: Oh, so this is just real life in America.”

Oggi Margot Robbie compie 30 anni e di strada ne ha fatta eccome. A confermarlo, 2 nomination agli Oscar (per i film I, Tonya, nel 2018 e Bombshell, quest’anno) e 4 ai BAFTA Awards. C’è di più: Forbes la cita tra le attrici meglio pagate del 2019, al fianco di Scarlett Johansson ed Elisabeth Moss.

Margot Robbie

Margot Robbie in “Once Upon a Time in Hollywood”
Fonte: ANDREW COOPER – © Sony Pictures Entertainment

Definirla poliedrica quasi non è abbastanza: la Robbie è passata negli ultimi anni dal fascino dannato di Harley Quinn (personaggio del quale lei stessa ha decretato il successo presso il grande pubblico, con Suicide Squad) alla classe vittoriana di Jane Clayton in The Legend of Tarzan – ultima rivisitazione del grande classico. Per arrivare all’eleganza senza tempo di Sharon Tate in Once Upon a Time… in Hollywood e all’ultima e più “giovane” Kayla Pospisil, giornalista di Fox News in Bombshell

Sempre credibile, fedele alle sue origini e con l’abilità di passare agevolmente da box office hits a titoli più ricercati. In questa ricorrenza speciale, non potevamo che rendere omaggio alla sua carriera con una top 3 dei ruoli che hanno fatto di Margot Robbie un cult del grande schermo.

Margot Robbie

Margot Robbie in “The Wolf of Wall Street”
Fonte: Mary Cybulski – © 2013 Paramount Pictures. All Rights Reserved

3) Naomi Lapaglia in The Wolf of Wall Street

Decisamente un esordio col botto – fosse solo per la presenza di Scorsese alla regia e di DiCaprio come protagonista maschile. Non dev’essere una passeggiata, infatti, recitare accanto a nomi di questa portata riuscendo a non passare in sordina. L’abilità della Robbie qui – e in aggiunta alle doti recitative in senso stretto – è stata proprio questa: tenere testa alle sue controparti. Una lezione di vita oltre che di cinema, per una giovane donna agli inizi del suo percorso (e a soli 23 anni!). Il risultato? L’associazione della Robbie al personaggio di Naomi Lapaglia è diventata così immediata che qualche anno dopo, in The Big Short, Margot Robbie ha interpretato proprio quella “versione” di se stessa.

Margot Robbie

Margot Robbie in “Mary Queen of Scots”
Fonte: Universal Pictures

2) Regina Elisabetta I in Mary Queen of Scots

Parrucca riccia rossa, pelle bianca come il gesso e ricoperta da cicatrici, pomposi abiti di corte: Margot Robbie è praticamente irriconoscibile. A tradirla è il suo talento, qui reso evidente anche dal nuovo modo di pronunciare le battute. L’accento è uno dei punti chiave della narrazione del film, ad accentuare la rivalità tra le protagoniste Elisabetta I e Maria (interpretata da Saoirse Ronan). Per la Robbie, la prova più dura è stata proprio mantenere quell’accento inglese – mettendo da parte la sua simpatica parlata aussie per un po’ – nelle scene più ricche di pathos. Difficile, sì, ma superata con successo.

Margot Robbie Tonya

Margot Robbie in “Tonya”
Fonte: Lucky Red

1) Tonya Harding in I, Tonya

Con 1 premio Oscar (ad Allison Janney, miglior attrice non protagonista) e 2  nomination (miglior film e miglior attrice protagonista), I, Tonya è un gran successo di critica. Racconta la vera storia della famigerata competizione tra le pattinatrici Tonya Harding e Nancy Kerrigan – prima delle Olimpiadi Invernali del 1994. Anche stavolta, la Robbie indossa una veste completamente nuova – ma forse è quella che la rappresenta di più.

Dinamica, forte e disinibita di fronte alle sfide ma guidata dalle sue emozioni profonde. Il suo personaggio si evolve e cresce in modo straordinario con l’avanzare della storia, davanti ai nostri occhi. Come se stessimo assistendo ad una performance dal vivo – complice, forse, anche il genere, in stile mockumentary. Margot Robbie è tra i produttori del film e finalmente star assoluta. Al centro della scena… o, per meglio dire, della pista. 

Un’ascesa considerevole in così pochi anni, e il suo avvenire è già ricco di nuove trasformazioni. Proprio in questi giorni, è stato annunciato che la Robbie sarà protagonista del prossimo film della saga di Pirati dei Caraibi – al posto dello storico Johnny Depp, in una storia al femminile. Siamo certi che, anche in questo caso, la sua carica riuscirà a trasformare una possibile sfida in una grande opportunità. 

Non possiamo fare altro che augurarle un buon compleanno e un futuro sempre più in alto!

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