di Axel Caponio

Ricorre oggi l’anniversario della nascita di Marlon Brando, attore statunitense nato il 3 aprile 1924 ad Omaha e deceduto a Los Angeles nel 2004.

Marlon Brando è considerato una delle maggiori stelle di Hollywood, oltre che uno degli attori più carismatici e di maggior talento della storia del cinema.
Nato nel Nebraska, terzo figlio di un produttore di prodotti chimici con il quale ebbe sempre un rapporto ostile e di una attrice dilettante, vantava nella sua famiglia origini tedesche, olandesi, inglesi, irlandesi e francesi.

Marlon Brando in una delle foto promozionali de “Il Selvaggio”

All’età di 19 anni si trasferì a New York dove raggiunse le due sorelle e frequentò la scuola d’arte drammatica The Dramatic Workshop, fondata da Erwin Piscator. Qui divenne allievo di Stella Adler, anima della scuola, e poté studiare ed apprendere le tecniche del Metodo Stanislavskij. Poté quindi fare un lungo lavoro sulla esplorazione dei propri sentimenti e delle esperienze passate.

Divenne poi allievo dell’Actor’s Studio, lavorando alle nuove tecniche di immedesimazione con il personaggio, un metodo che rivoluzionò completamente la recitazione statunitense, ancorata ad una eccessiva teatralità. Questo approccio psicologico, più adeguato alla drammaturgia nascente, gli permise di dare grande intensità e autenticità ai suoi personaggi. Ricordiamo, tra tutti, Stanley Kowalski nel film Un tram che si chiama desiderio (1951) di Tennessee Williams, con il quale raggiunse una grandissima popolarità.

Marlon Brando è Stanley Kowalski in “Un tram che si chiama desiderio”

Tante furono le interpretazioni che lasciarono il segno consegnando film come Il Selvaggio (’53), Fronte del Porto (‘ 54), e Bulli e Pupe (’55) alla storia della cinematografia. Dopo un lungo periodo di declino, negli anni ’70 tornò ad avere grande successo in film come Il Padrino e Ultimo tango a Parigi entrambi datati 1972. Per non parlare di Apocalypse Now, capolavoro di Francis Ford Coppola nel quale Brando ci regala l’indimenticabile interpretazione del Colonnello Kurtz.

Candidato 8 volte agli Oscar, se lo aggiudicò per due volte con Fronte del Porto e Il Padrino.

Marlon Brando fu una vera e propria icona dei suoi tempi e la sua fama e il suo carisma, da decenni, influenzano le interpretazioni degli attori americani.
Attivista e sostenitore di numerose cause, in particolare dei diritti del movimento afroamericano, Brando, deceduto nel 2004 all’età di 80 anni, è considerato, insieme a Charlie Chaplin e Marilyn Monroe, uno dei cento personaggi più influenti del secolo.

Brando e Maria Schneider in “Ultimo tango a Parigi”

Ribelle per natura, sostenne di essere diventato un attore solo per conquistarsi l’amore della madre, che era stata una buona attrice dilettante nell’Illinois.
L’immagine di Marlon Brando non è sbiadita nel tempo. Resta, anzi, uno degli uomini più amati e osannati, un simbolo di ribellione e vita dissoluta, una immagine sexy che tanti hanno idolatrato e in cui tante generazioni si sono riconosciute.

Marlon Brando ebbe numerose mogli, numerosi figli, numerose relazioni, alcune terminate tragicamente. Non fu un uomo semplice.
Si dice che poco prima di morire abbia detto:

“Ho passato tutta la mia vita a cercare di conoscere me stesso. Ma un uomo è spaventato quando si trova faccia a faccia con se stesso. Io almeno lo sono”

Se per il mito dell’attore Brando parlano le sue interpretazioni, per l’uomo, forse, può bastare questa dichiarazione a renderci tutta la complessità e l’ambiguità della sua personalità.

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