«Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, quello con la pistola è un uomo morto. Avevi detto così? Vediamo se è vero.»

Alla veneranda età di 89 anni, un uomo normale non avrebbe altri desideri che godersi la pensione. Se poi nella vita sei riuscito ad accumulare un buon gruzzoletto, passare il tempo leggendo il giornale ed ascoltando jazz in veranda , circondato dai nipoti, non deve essere male per nulla. Poi c’è Clint Eastwood.

Clint Eastwood nel suo ultimo film “The mule – il corriere” © Warner Bros

Non avrebbe bisogno di aggiungere nulla alla sua carriera lunga più di mezzo secolo, eppure ogni volta dirige con lo slancio di un ventenne e l’esperienza di un quasi-novantenne. Ed è sempre più incredibile. Ad ogni suo film, critici e fan di tutto il mondo pensano: “questo sarà l’ultimo: chiuderà in bellezza”. Invece c’è sempre il film dopo, che spiazza e commuove più dei precedenti. Solo negli ultimi 10 anni (dai 78 anni in avanti), Clint Eastwood ha girato film che per molti altri rappresenterebbero il momento più alto di tutta la carriera, ma che per lui sono ordinaria amministrazione. Gran Torino, Invictus, American Sniper, Il Corriere, per citarne alcuni.

«Avete mai fatto caso che ogni tanto si incontra qualcuno che non va fatto incazzare? Quello sono io.»

A ciò si aggiunga quello che Clint Eastwood è stato prima, quando era nel pieno delle forze (ammesso che ora non lo sia). La celebrità arriva tardi, in verità, a metà anni 60, grazie al sodalizio con l’immenso Sergio Leone. Nella Trilogia del dollaro si ritaglia l’etichetta di uomo di ghiaccio, laconico e spietato, dalla quale per la verità mai si staccherà completamente. Poi c’è l’ispettore Harry Callaghan, che lo consacra definitivamente. Ma il meglio doveva ancora venire.

«Il mio mulo se l’è presa per quei 4 colpi che gli avete sparato fra le zampe. E ora non sente ragioni»

Clint Eastwood nella “Trilogia del dollaro”

Da regista, infatti, si scopre il vero talento. Una poetica personale ed emozionante, che regalerà al cinema storie drammatiche di riscatto, per rendere il cinema a se stesso. Un racconto di vita, spesso tragico, dove l’essere umano si mette alla prova, riscoprendosi altruista. La visione dell’essere umano è sempre positiva, gentile, desiderosa di rivalsa sulla crudeltà del mondo. E’ tutto ciò che ci sta attorno che ci ostacola e ce lo impedisce, in una titanica e inevitabilmente tragica lotta per la sopravvivenza. Ed ecco i capolavori: Gli spietati, Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino.  

Eastwood sa raccontare storie che colpiscono al cuore per la loro umanità. Se questa è la dote principale che deve avere chi vuole vivere nel mondo del cinema, lui ne è il massimo esponente. Lo scorso anno, con The mule – il corriere, ha colpito ancora una volta nel segno, girando un film incredibile, all’età di 88 anni. Tuttavia, non si può fare a meno di pensare che nemmeno il texano dagli occhi di ghiaccio, nonostante le apparenze, sia eterno. Chiunque ami il cinema non può che sperare che Clint non si fermi mai. E sebbene per molti quello uscito lo scorso anno sarà il suo ultimo film, sappiamo bene che a lui la veranda e il jazz proprio non piacciono. Chissà…

Immagine di copertina: Frame del film Gran Torino © Warner Bros
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