Raccontare la discriminazione e l’emarginazione sociale attraverso il linguaggio coinvolgente e persuasivo del cinema: è questo l’obiettivo che si pongono Giacomo Gabrielli e Vincent Frattini, rispettivamente regista e attore, entrambi co-produttori di A journey e B309, due film in cui l’occhio della cinepresa prende di mira i margini della società.

Il regista e produttore Giacomo Gabrielli.

Residenti in Inghilterra, i due si sono conosciuti quasi per caso proprio durante la lavorazione di uno dei lungometraggi e, da allora, hanno stretto un sodalizio artistico e umano che promette davvero bene. Il loro debutto oltre Manica è atteso per venerdì 22 novembre dalle 14 alle 18 presso il The Castle Cinema di Londra, in occasione della double featuring screening delle ultime produzioni Filmart Pictures ad opera dei due cineasti italiani.

L’attore, co-produttore e assistente alla regia Vincent Frattini.

A Journey e B309 puntano il dito sulla totale mancanza di rispetto per il diverso in un mondo che preferisce appiattirsi anziché arricchirsi; affrontano il tema della disumanizzazione dell’altro in due contesti lontani nel tempo e nello spazio ma ugualmente significativi dal punto di vista storico e sociale. I contenuti dei film sono decisamente distinti, infatti,  ma entrambi hanno in comune l’urgenza di raccontare il punto di vista dei reietti, degli emarginati, degli esclusi.

La serata sarà aperta da A journey, già proiettato in prima assoluta ad ottobre in Val di Fassa, la terra d’origine del regista Gabrielli. Il film narra due storie parallele, due viaggi: quello dei ragazzi trentini e ladini che con il Treno della Memoria viaggiano verso Auschwitz, scoprendo ferite e contraddizioni di diversi luoghi d’Europa, e quello accaduto più di 70 anni or sono ad Arek Hersh, uno degli ultimi testimoni viventi degli orrori del Nazismo, deportato a soli 14 anni e sopravvissuto alla Shoah, intervistato da Gabrielli proprio grazie ai contatti presi da Frattini una volta coinvolto nel progetto, dopo il trasferimento del regista dal Trentino a Londra. Viaggi del passato e del presente che si intersecano in una straordinaria combinazione di emozioni e di apparenti coincidenze.

È stato proprio Schindler’s List di Steven Spielberg il film decisivo che ha determinato nel giovane Gabrielli la scelta di dedicarsi professionalmente alla settima arte: un capolavoro assoluto che costituisce, senza dubbio, il ritratto cinematografico perfetto e insuperato dell’Olocausto. A partire da questa prima, indelebile opera, si è dipanato il progetto di A journey, impreziosito dalla testimonianza diretta di Arek Hersh la cui presenza è confermata anche alla première londinese: dopo la proiezione, è prevista, inoltre, una sessione di domande e risposte a cui seguirà un dibattito volto proprio ad approfondire la terrificante esperienza dei campi di morte e soprattutto evidenziarne le affinità con altre forme di persecuzione etnica e religiosa e di violenza sociale, tuttora in atto.

Una sorta di preludio di ciò che verrà posto al centro dell’attenzione con il secondo film, B309, presentato invece in prima assoluta. In questo caso, infatti, si affronterà un’altra forma di esclusione e ghettizzazione sociale: Vincent Frattini, diretto da Gabrielli, è il protagonista di questo lungometraggio duro e crudo, tratto da eventi realmente accaduti, che affronta due grandi tabù del nostro tempo, ovvero la condizione di vita dei senzatetto e la violenza sessuale maschile.

In attesa che i due film vengano distribuiti e proiettati anche in Italia, Artwave seguirà in esclusiva la première a Londra.

Immagine di copertina e a corredo dell’articolo: courtesy of Ufficio Stampa-Filmart Pictures.
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