Que serà serà

Whatever will be, will be

The future’s not our to see

Que serà serà

Doris Mary Anne Kappelhoff, più comunemente conosciuta come Doris Day, è venuta a mancare ieri all’età di 97 anni, stroncata da una polmonite nella sua casa di Carmel Valley, in California. A divulgare la notizia è stata la sua fondazione, la Doris Day Animal Foundation di Los Angeles.

Nata a Cincinnati nel 1922, l’attrice americana ha spaziato nella sua carriera dalla musica al cinema, passando per la televisione: con più di 30 film realizzati, 29 dischi incisi e un centinaio di canzoni registrate è sempre stata considerata una delle più importanti star d’oltreoceano. Bionda, gentile e con quella bellezza semplice e genuina che le valse l’immagine di “fidanzata” d’America, un’immagine che negli anni Doris Day ha cercato di scrollarsi di dosso perché poco in sintonia con la sua vita privata. Come afferma Variety «I film, principalmente commedie, nei quali recitò furono piuttosto sensuali e audaci e la sua vita personale fu movimentata» con quattro matrimoni falliti, un esaurimento nervoso e una causa milionaria intentata e vinta contro un suo ex-agente ed ex-marito (Marty Melcher).

Dopo un esordio straordinario come cantante di Big Band negli anni ’40, è nel decennio successivo che la carriera della star decolla definitivamente nel cinema come interprete di commedie leggere e brillanti che ricadono sotto il nome di “bedroom farce” – farse da camera da letto – nei quali la sua freschezza e spontaneità riescono a regalare al pubblico un’immagine da ragazza della porta accanto, sempre molto piacevole. Significativi di questo periodo sono alcuni titoli come Amami o lasciami, Non sparare, baciami!, dove Doris Day è una bellissima Calamity Jane, e soprattutto Il letto racconta nel quale recita insieme a Rock Hudson e Cary Grant e che le varrà anche una nomination agli Oscar come attrice non protagonista.

Non solo commedie, però. La Day approda al thriller d’autore con Alfred Hitchcock, stregando il maestro della suspance in persona che la dirige in L’uomo che sapeva troppo del 1957, nel quale si trova al centro di un intrigo internazionale che coinvolge la sua famiglia e esponenti politici londinesi, insieme al sempre bravo James Stewart. Nel film mette il suo essere acqua e sapone al servizio delle tante sfumature dell’inquietudine che permeano la pellicola, regalandoci un’interpretazione a tutto tondo. Indimenticabile, infatti, è la lunga sequenza durante il concerto londinese alla Royal Albert Hall dove offre probabilmente la migliore prova di recitazione della sua carriera: tra dramma e angoscia, lo spettatore è portato a vivere sulla sua pelle il dilemma emotivo che attanaglia la protagonista, indecisa se rivelare l’imminente assassinio mettendo a repentaglio la vita di suo figlio. Altrettanto indimenticabile, del film, è la splendida “Que serà, serà” che diventerà una delle sue hit più famose di sempre e che dà modo di apprezzare le sue meravigliose doti canore.

Dopo un’apprezzata carriera televisiva, con due programmi personali – The Doris Day Show e The Doris Day’s Best Friends –  l’abbandono delle scene a causa di dissesti finanziari e matrimoni burrascosi coincide con il suo attivismo e la nascita della Doris Day Animal Foundation, attraverso la quale si dedicò con impegno e amore alla lotta alla protezione degli animali.