Hanno fatto cantare generazione dopo generazione. Influenzato stili e tendenze, dal ciuffo alla Danny Zuko agli scaldamuscoli multicolor. Dato forma ad opere letterarie e voce ai cambiamenti di intere società. Reso irrequieti i piedi degli spettatori, mossi da una irresistibile voglia di seguire canzoni che hanno fatto la storia del cinema. I grandi musical sono tutto questo.

E grazie al progetto di Sunset Drive-in, negli studi di Cinecittà a Roma, queste storie prendono nuovamente vita. Sono infatti in programmazione tre delle colonne portanti del genere che spopolò nella Hollywood degli anni ’70 e ’80: GreaseFlashdanceLa febbre del sabato sera. Perché quindi non ripercorrere la storia e l’impatto che i film musicali ebbero (a hanno tuttora) nel mondo del cinema?

drive in

John Travolta e Olivia Newton John in “Grease”

Le origini del Musical

La commedia musicale nasce e si sviluppa negli Stati Uniti tra il 1800 e il 1900. Ispirata alle opere teatrali europee, i musical erano la trasposizione più “popolare” delle stesse storie. Le classi più alte della società statunitense erano molto lontane dalle aristocrazie tradizionaliste del vecchio continente, geograficamente e mentalmente. Avevano diversi valori, diverse origini e soprattutto una diversa richiesta di intrattenimento. Così anche i cittadini meno abbienti. Ed è proprio dagli strati più popolari che inizia l’amore per questo genere. La composizione variegata della massa popolare americana, composta da numerosissime etnie, richiedeva un mezzo comune. Un punto d’incontro tra persone provenienti dai luoghi più disparati. Questo è quello che il musical divenne. Non solo un efficace mezzo di intrattenimento, ma anche un “collante” tra individui uniti dalla stessa passione.

Il musical rappresentava il perfetto connubio tra ciò che più meravigliava il pubblico: la musica, con l’ingresso del jazz americano e della musica leggera, seguiva il filo della trama raccontando una storia. La danza come espressione corporea dell’interiorità dei personaggi e il canto per dare voce alla stessa emotività. La preparazione degli interpreti era fondamentale: essi dovevano saper destreggiarsi con pari abilità tra forme espressive diverse. Per questo motivo nacquero le prime scuole che si diffusero a macchia d’olio, a passo con lo spopolare del musical nel continente e, in seguito, nel mondo.

Ballerine della vecchia Broadway Fonte: Pinterest

Dal teatro al cinema

Con la nascita della cinematografia, un nuovo mezzo di divulgazione si offriva ai musical teatrali. Il passaggio dal teatro al grande schermo era solo una questione di tempo. Prende così vita l’età d’oro dei film musicali classici tra gli anni ’30 e ’50. Capolavori del cinema quali Il mago di OzCantando sotto la pioggiaGli uomini preferiscono le bionde e molti altri furono rilasciati nelle sale di tutto il mondo. Le loro canzoni raggiunsero le radio di ogni angolo del globo diventando quelle che ora definiremmo vere e proprie Hit. Attori anche giovanissimi come Judy Garland divennero star internazionali in breve tempo e si consacrarono come pionieri del genere.

Il mago di Oz Fonte: ToDoMovies

Col mutare delle tendenze musicali, anche il musical cambiò i suoi ritmi per incontrare i gusti del pubblico. Gli anni ’60 furono gli anni di Elvis Presley e dei The Beatles, i quali portarono un forte vento di rivoluzione nelle giovani generazioni in tutto il mondo. Ma alcune produzioni di stampo più classico raggiunsero comunque la fama, come West Side Story, Mary Poppins My fair lady.

La grande esplosione commerciale della commedia musicale arrivò nel 1978 con Grease. La pellicola fu un successo al botteghino, ma anche radiofonico. L’atmosfera anni ’50, la brillantina, le canzoni, le gonne voluminose, sono tutti simboli di questa icona del genere. L’interpretazione di John Travolta e Olivia Newton-John li ha consacrati come star immortali simbolo di una delle stagioni più frizzanti del cinema americano. Lo stesso Travolta è il protagonista di una pellicola uscita l’anno precedente, La febbre del sabato sera, immagine dei cambiamenti della società degli anni ’70. Una vera e propria fotografia della sua contemporaneità. Un figlio della working class che sfoga la delusione per una vita qualunque sulle piste da ballo dei locali di Brooklyn, alla ricerca dell’adrenalina e dell’ammirazione dei presenti.

Musical img 3

John Travolta nei panni di Tony Manero in “La febbre del sabato sera” Fonte: ToDoMovies

La rinascita del musical

Negli ultimi 20 anni abbiamo assistito ad una nuova stagione per il genere musicale sul grande schermo. Il successo del 2008 Mamma mia! con le musiche degli Abba ha riportato in auge questa tipologia di film rimasta per anni fuori dalle luci dei riflettori di Hollywood. Ancora più recentemente, pellicole quali The Greatest Showman, A star is Born La La Land hanno riaffermato quella che sembra essere una nuova “età dell’oro” per i moderni musical.

Spesso sottovalutati o considerati superficialmente, i film appartenenti a questo genere sono l’espressione di una particolare e antica domanda di intrattenimento. Il musical può essere considerato l’evoluzione del teatro popolare, che per secoli ha ricoperto uno scopo educativo e ludico. Tutto ciò tramite il linguaggio più diretto: quello del corpo umano in tutte le sue sfaccettature. Un linguaggio universale per unire ogni individuo, una musica che parla con l’anima e una meraviglia calata anche nei momenti più ordinari, resi straordinari.

Musical img 4

Frame tratto dal film “Lalaland” Fonte: ToDoMovies

Foto immagine in evidenza: @ToDoMovies
© riproduzione riservata