di Daria Falconi

Vi siete mai chiesti, da genitori, parenti o amici, come parlare ai bambini della morte?
Non è semplice, ed esistono svariati modi per approcciare il discorso. Ma se tu fossi il presentatore di un programma per bambini e indossassi sempre un indelebile sorriso smagliante, come faresti?  

Da quella Hollywood che ci ha regalato emozioni, risate e spunti di riflessione, torna finalmente sullo schermo un Jim Carrey un po’ invecchiato ma sempre in forma con Kidding – Il fantastico mondo di Mister Pickles. Serie ispirata al presentatore americano Fred Rogers che a fine anni ‘60 creò e presentò il programma educativo per bambini Mister Rogers’ Neighborhood (Il quartiere del Signor Rogers).

Non si vedeva davvero “bene” da qualche anno fin quando non è uscito per Netflix, Jim & Andy: The Great Beyond – Featuring a Very Special, Contractually Obligated Mention of Tony Clifton che ha immediatamente riscosso successo. Nel docu-film del 2017 infatti, Carrey ha raccontato tutto il percorso folle che ha fatto nel 1999 per riuscire a calarsi al meglio nei panni del comico controverso Andy Kaufman per il film Man on the moon diretto da Miloš Forman. Tutto incredibilmente videoregistrato e commentato da lui in persona.

Questa volta però torna in tv dopo ventiquattro anni da In living colours ed è il protagonista della nuova serie Showtime diretta da Dave Holstein, Jason Kent Bateman e Michel Gondry (tra gli altri), che diresse Carrey in Se mi lasci ti cancello nel 2004 (premio Oscar per la sceneggiatura nel 2005).
Allora forse possiamo sperare ancora che le serie conservino un intento comunicativo di spessore.

La storia è semplice. Jeff Piccirillo, un uomo di mezza età, affronta la drammatica scomparsa del figlio Phil. La moglie Jill (Judy Greer) e il secondo figlio Will (gemello di Phil entrambi interpretati da Cole Allen), sopravvissuti all’incidente in auto, stanno elaborando il lutto come lui ma l’armonia familiare è ormai compromessa.
Jeff ad ogni modo non intende allontanarsi da loro e cerca di far sì che la famiglia resti unita nonostante il nuovo amante della moglie e l’autonomia reclamata dal piccolo Will.
Tutto questo sembra piuttosto normale se non per l’esistenza di una piccola ma ingombrante realtà alternativa. Jeff infatti per lavoro interpreta Mr. Pickles, personaggio immaginario di un programma per bambini che, immerso in un mondo favolistico artificiale, accompagna i più piccoli nella crescita.
Puntate a tema, canzoni della buonanotte o su come superare una giornata difficile, il tutto con l’aiuto di comparse in costume (tra cui Catherine Keener nel ruolo della sorella Deirdre).
Lui per il mondo non è il Signor Piccirillo che vive il dolore, ma il simbolo di speranza e gioia di vivere che tutti (nessuno escluso) idolatrano. Tranne forse la sua famiglia.
I problemi arrivano quando Jeff deve tornare a lavoro e, sebbene lui sia davvero come il personaggio che interpreta, ora si sente di dover cambiare direzione. Vuole infatti inserire nello show degli spaccati di crisi reali come l’elaborazione di una perdita o, ancora, come superare la tristezza o la depressione. Tutta la troupe e suo padre compreso, direttore dello Show (Frank Langella), cercano di dissuaderlo perché, nonostante l’idea sia interessante, potrebbe compromettere l’efficacia del format. Così Mr. Pickles cerca con tutto sé stesso di far valere la sua idea per sensibilizzare anche i suoi spettatori al dolore, preparandoli al momento in cui accadrà anche a loro.

La serie è suddivisa in dieci puntate in onda dal 7 dicembre su Sky Atlantic, per percorrere insieme un sentiero tortuoso. In una epoca di finzione delle emozioni e di spettacolarizzazione del dolore, arriva una serie disturbante e originale.

Jim Carrey, si sa, non ha mai scelto a caso i suoi ruoli. Anzi, spesso ha fatto discutere per quella sua strana esuberanza che lo ha inchiodato come “semplice comico”, ma da cui si è facilmente e immediatamente liberato negli anni.
Un personaggio sempre interessante, di un talento incredibile che e per primo si è ribellato alle strategie della superficialità che regolano il mondo del cinema, facendo di questa serie il mezzo per raccontarlo. Lui che, tra l’altro, il lutto l’ha vissuto in prima persona, quando la sua compagna Cathriona White è stata trovata morta a Los Angeles nel 2015. Morte per la quale è stato chiamato in appello nell’aprile del 2018 per “induzione al suicidio” ma da cui poi è stato scagionato.

A noi non resta che unirci alle tantissime e meritate critiche positive ricevute dalla serie e attendere con ansia la seconda stagione.