La morte di George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso da un poliziotto bianco a Minneapolis (Minnesota, Stati Uniti), ha suscitato una globale indignazione. Tantissime sono le manifestazioni in corso nei giorni scorsi sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, così come le iniziative a sostegno, che esprimono solidarietà e pretendono rispetto.

Anche a Londra – precisamente a Hyde Park -, nella giornata di mercoledì 3 giugno, si è svolta una grande manifestazione pubblica del Black Lives Matter, a cui hanno partecipato migliaia di persone. Tra i manifestanti anche John Boyega, l’attore londinese famoso per aver interpretato Finn in Star Wars – nell’ultima trilogia. Boyega ha tenuto un discorso appassionato e commuovente, rivolto alla folla e a tutte le persone nel mondo, dal quale traspare tutta la rabbia per l’ennesimo omicidio di un afroamericano.

John Boyega alla manifestazione Black Lives Matter, Londra, Hyde Park 2020.

“Le vite dei neri hanno sempre contato, siamo sempre stati importanti. Abbiamo sempre significato qualcosa. Siamo sempre riusciti a farcela nonostante tutto. Adesso è il momento. Io non aspetto più”

L’attore nel 2017 fu tra i protagonisti del film di Kathryn Bigelow Detroit, sugli scontri avvenuti tra il 23 e il 27 luglio del 1967 nella città americana, che evidenzia proprio la durezza immotivata della polizia contro la popolazione afroamericana.

“Ho bisogno che capiate quanto sia dolorosa questa m***a. Ho bisogno che capiate quanto sia doloroso ricordare ogni giorno che la tua razza non significa nulla. E questo non dovrà più accadere”

Boyega conclude la sua arringa affermando: “Sentite, non so neanche se avrò ancora una carriera dopo tutto questo. Ma vaff****lo alla carriera!”

Dopo il suo intervento, tante sono state le star che hanno mostrato il loro supporto all’attore. In primis la Lucas Film che considera Boyega un eroe, ma anche Mark Hamill (Luke Skywalker in Star Wars) ha twittato “Mai stato più orgoglioso di te!”. Tra gli altri anche Jordan Peele (Get Out), Olivia Wilde e J.J.Abrams.

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