Il mondo del cinema si interroga ormai da qualche mese su come rispondere concretamente e positivamente al blocco delle attività. L’uscita in sala dei film rimane la priorità ma attualmente c’è la necessità di creare alternative ed è proprio qui che si inserisce la nuova iniziativa di Rai Cinema in accordo con RaiPlay.

Per la prima volta quattro film destinati alle sale cinematografiche avranno RaiPlay come prima piattaforma di lancio, mentre altri quattro film arriveranno dopo una proiezione tradizionale. #IlCinemaNonSiFerma, questo l’hashtag utilizzato per la nuova proposta. I titoli, diversi per contenuti, linguaggio e genere, sono in grado di rispondere alle esigenze di un pubblico variegato e vasto ma sempre interessato a contenuti di qualità.

Ginevra Elkann, Alba Rohrwacher e Riccardo Scamarcio sul set di “Magari”. © Francesca Fago

Si parte allora oggi 21 maggio con Magari, esordio alla regia di Ginevra Elkann per proseguire con un’uscita ogni settimana per i prossimi due mesi. Gli altri titoli inediti saranno Bar Giuseppe di Giulio Base, La rivincita di Leo Muscato e Abbi fede di Giorgio Pasotti. I direct to RaiPlay, invece, saranno Lontano lontano (ultima apparizione di Ennio Fantastichini), Ötzi e il mistero del tempo, Dafne e Un giorno all’improvviso.

Magari – sinossi

Alma, Jean e Sebastiano da Parigi si ritrovano scaraventati nelle braccia di Carlo (Riccardo Scamarcio), padre italiano, assente e anticonformista. Completamente al verde, Carlo non ha alcuna idea di come badare a sé stesso, figuriamoci ai figli. Durante una vacanza di Natale passata in una casa al mare insieme a Carlo e alla sua collaboratrice Benedetta (Alba Rohrwacher), in un momento di sospensione dalle loro vite vere, i nodi delle tensioni di famiglia vengono al pettine.

Carlo scopre degli aspetti oscuri della sua ex moglie e dimostra ai suoi figli di essere un padre inaffidabile, ma incredibilmente carismatico. Nonostante le sfide e le tensioni quotidiane, la piccola Alma continua a credere fermamente che un giorno, Magari, la sua famiglia potrà tornare a unirsi come un tempo.

L’ideale della famiglia o la famiglia ideale?

L’esordio alla regia di Ginevra Elkann – una coproduzione Rai Cinema, Wildside, Tribus P Films e Iconoclast – è un racconto raffinato ed elegantemente autentico sulla famiglia. O meglio, sull’idea di famiglia, su quello che tutti noi, da bambini, abbiamo sognato, immaginato e infine sperato che fosse la nostra. In una parola: perfetta. Ma la perfezione non esiste, e la Elkann – che di famiglia ne ha una bella ingombrante alle spalle – lo sa.

Magari è, allora, un film nostalgico che prende spunto da un elemento autobiografico per poi seguire la sua strada. Si evolve lungo il viale dei ricordi che appartengono più o meno a tutti quelli nati negli anni ’80 o ’90. Parla di adulti imperfetti che cercano di fare del proprio meglio, barcamenandosi tra la vita e i sentimenti. Questi adulti sono visti con gli occhi di tre fratelli con personalità molto diverse tra loro, che cercano di vegliare gli uni sugli altri.

“Per me era molto importante parlare di emozioni, di quelle piccole cose dell’infanzia che sembrano piccole ma che ci rendono gli adulti che siamo.” – Ginevra Elkann

La famiglia dipinta nel film è disfunzionale come tante altre e per questo riesce a toccare le corde intime di ognuno di noi. L’idea della storia nasce da una conversazione tra la regista e la sceneggiatrice Chiara Barzini, dalla loro volontà di raccontare il modo di vedere i genitori da parte di quella generazione pre-digitale degli anni ’90.

“Volevamo raccontare sia l’essere genitori, sia l’essere figli senza dare nessun giudizio.” – Chiara Barzini

Se Riccardo Scamarcio veste i panni di un padre sconclusionato ma con un certo fascino, Alba Rohrwacher ha sicuramente il personaggio più ricco di sfumature. La sua Benedetta è esterna alla famiglia, inizialmente esclusa. Piano piano, però, si lascerà coinvolgere completamente, capendo il sentimento reale che la lega a Carlo ma soprattutto quanto è disposta ad accettare.

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