È destinato a proseguire il suo fecondo giro d’Italia durante tutta l’estate Mondovisioni, il progetto di CineAgenzia in collaborazione con Internazionale. La rassegna documentaristica, che si prefigge l’obiettivo di raccontare, attraverso la stimolante unione tra gli schemi tipici dell’inchiesta giornalistica e filtri propri del linguaggio filmico, storie, paradossi e sfide intinte d’attualità.

In ognuno degli otto docu-film selezionati per Mondovisioni vi è infatti una prospettiva sempre diversa e originale sull’oggi, ciascuna volta a rappresentare all’interno del presente quelle zone d’ombra il cui superamento può costituire l’unica arma possibile per garantirci un domani migliore.

Otto film che significano anche otto luoghi diversi del mondo da cui far partire la propria osservazione, il proprio lavoro di documentazione di un immaginario a volte sconvolgente, a volte inquietante, a volte fornitore di speranza. Ma sempre e comunque dotato di elementi stimolanti e utili alla costruzione di riflessioni di qualità. E così grazie a Mondovisioni possiamo finire in Brasile, dove con “Entre os Homens de bem” veniamo a conoscenza, attraverso le battaglie del giovane parlamentare omosessuale Jean Wyllys, della deriva evangelica sempre più radicale ed allarmante della politica nazionale. Oppure in Finlandia, luogo di ebollizione di “Boiling Point”, che, grazie ad una storia quantomai attuale anche nel nostro paese, ci conduce in un percorso di mancata integrazione, intolleranza e paura del diverso, partendo proprio da uno dei territori più aperti all’accoglienza dei profughi.

Boiling Point.

Siamo a giugno inoltrato ed è tempo di Mondiali di calcio in Russia, aspettando fra quattro anni quelli assai discussi in Qatar. “The Workers Cup ci conduce dritti nella pancia dei preparativi al mondiale con meno tutele per i lavoratori della storia: lì un esercito di immigrati giunti dall’Asia orientale è costretto a lavorare per salari minimi e ad orari massacranti, schiaffandoci in faccia il lato più desolante dello spettacolo più atteso di tutti gli amanti del pallone. Si torna in Europa con “Brexitannia”: viaggio nelle motivazioni e nelle contraddizioni di una Gran Bretagna post-referendum, insofferente e sempre più distaccata dall’identità europea ed alle prese oggi con le incognite di un futuro ancora tutto da scrivere.

The Workers Cup.

Scorrendo la lista dei docu-film contenuti in Mondovisioni si conferma assolutamente preponderante il tema dell’emigrazione, tema centrale del dibattito storico, politico e sociale dei nostri tempi. Ce ne dà ulteriore conferma “Stranger in Paradise”, dove un’aula scolastica in Sicilia accoglie, miscelando realtà e finzione scenica, uno scenario che coglie tutti i paradossi dell’accoglienza dei richiedenti asilo appena sbarcati, che, assieme alle loro speranze, vengono trattati dalla coscienza europea in modo scostante e senza un progetto di accoglienza credibile e coerente sul lungo termine. Con “Free Lunch Society”, invece, si analizza un altro tema particolarmente caldo nel dibattito politico, nostrano e non solo: attraverso storie, esperienze e pareri vengono passate al setaccio potenziali pro e contro del famigerato reddito di cittadinanza, e di come questo possa costituire il futuro del sostentamento dell’essere umano in una società sempre più automatizzata e meno bisognosa di manodopera non specializzata.

Stranger in Paradise.

Per concludere il viaggio ci si affaccia di nuovo fuori dai confini europei e più precisamente in India, dove “An Insignificant Man” ci fa scoprire la straripante ascesa del “Partito dell’Uomo Comune”, nato a Nuova Delhi come punto finale di sommosse anti-corruzione contro la scena politica locale. Munendosi anche dello sguardo del leader del movimento Arvind Kejriwal, il film svela punti di forza e debolezze di un partito che, comunque la si pensi, non potrà non ricordare, nelle sue peculiarità, il corrispettivo italiano del Movimento 5 Stelle. Infine uno sguardo in Africa, dove, grazie a “Jaha’s Promise”, viene doverosamente fatta luce su uno dei temi più agghiaccianti di un certo tipo di inaccettabile “tradizione” locale: quello delle mutilazioni genitali femminili, assieme, però, a storie di speranza possibili grazie ad attiviste provviste di una formidabile voglia di invertire un trend tanto triste.

An Insignificant Man.

L’edizione 2017-2018 della rassegna, dopo aver debuttato a Ferrara in occasione del Festival di Internazionale alla fine dello scorso settembre, inizia a vedere avvicinarsi la fine del suo ciclo di proiezioni itinerante, consapevole però di poter continuare a lasciare il segno nei suoi spettatori ancora attraverso un buon numero di appuntamenti estivi in giro per l’Italia, la cui lista completa potete trovare qui, e di cui si segnalano in particolare i sette giorni in cui essa sarà visibile a Palazzo Merulana a Roma, dall’1 al 6 agosto. Appuntamento, questo, che coinciderà anche con l’epilogo del tour annuale, nell’impaziente attesa dell’inizio del girovagare della nuova selezione di storie e prospettive, prevista per il prossimo ottobre.

Che dire, gli elementi per stimolare quell’occhio critico, sempre più necessario, sul mondo sembrerebbero esserci tutti. Manca solo il trailer, che potete trovare di seguito.

in copertina: immagine tratta da “Free Lunch Society”.

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