Il cinema italiano torna “dal vivo” con la premiazione ai Nastri d’Argennto 2020. In diretta dal Museo Maxxi a Roma nella serata di Rai Movie condotta da Anna Ferzetti.

Un viaggio nel cinema – macchiato dalla perdita del maestro Ennio Morricone  – che riapre i grandi eventi dal vivo nell’augurio di una rinascita per tutto il settore. Un momento di grande cinema la serata dei Nastri 74, per la prima volta in diretta su Rai Movie, come sempre realizzata con il sostegno del Mibact – Dg Cinema, main sponsor BNL Gruppo Bnp Paribas.

“Una scommessa interessante che i premi servono a sottolineare perché sono il solo modo, a volte, di fronte alla crisi degli spettatori, per aiutare il pubblico a scegliere e a riscoprire il piacere del cinema in sala.  Un dovere farlo quest’anno, con il parterre dei nostri candidati e vincitori, nella speranza che il cinema italiano continui a puntare soprattutto sulla qualità e sulla sorpresa”

Queste le parole, a nome del Direttivo Nazionale, della Presidente Laura Delli Colli.

Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo è la sorpresa di quest’edizione dei Nastri d’Argento, miglior film della stagione, che vince 5 Nastri su 9 candidature ed è premiato dai Giornalisti Cinematografici. “Felicissimi, onorati, sudati, sorpresi, ubriachi. Oggi siamo molto felici di essere qui con un film molto complicato che è Favolacce. Un film che riceve il premio più importante, che premia anche il pensiero” ha dichiarato Fabio D’Innocenzo.

E Damiano D’Innocenzo: “Il nostro film è una mosca bianca nel panorama del cinema italiano. Noi siamo felici di aver trovato il modo di metterlo in scena. Abbiamo conosciuto gli attori giusti e ritrovato la nostra infanzia e fratellanza”.

Nastri D'Argento 2020

Favolacce (2020) di Fabio e Damiano D’Innocenzo © Pepitoproduzioni © Visiondistribution

Sei Nastri e una menzione speciale vanno a Pinocchio, il film più votato, che vince anche per la regia di Matteo Garrone e per lo straordinario Geppetto di Roberto Benigni, per la scenografia (Dimitri Capuani), il montaggio (Marco Spoletini), il sonoro (Maricetta Lombardo) e i costumi di Massimo Cantini Parrini che riceve il premio anche per Favolacce.

Il film scritto e diretto dai fratelli D’Innocenzo, rivelazione dell’anno premiato a Berlino con l’Orso d’Argento, ottiene 5 Nastri, oltre al miglior film, anche per la sceneggiatura, degli stessi D’Innocenzo, per il produttore (Pepito con Rai Cinema, premiati anche per Hammamet), la fotografia (Paolo Carnera), e come già detto, per i costumi di Cantini Parrini.

Fa il bis Pierfrancesco Favino. Per il secondo anno consecutivo, dopo Il Traditore nel 2019, ritira il Nastro come miglior attore protagonista per Hammamet. Nel ruolo di Craxi sfodera, ancora una volta, la sua straordinarie capacità mimetiche e interpretative.

Nastri D'Argento 2020

Hammamet (2020) di Gianni Amelio ©Pepitoproduzioni

Il voto dei Giornalisti Cinematografici ha poi premiato il talento di Jasmine Trinca, migliore attrice protagonista (La Dea Fortuna di Ferzan Özpetek che ha ottenuto 3 Nastri ed è anche premiato per il cameo dell’anno a Barbara Alberti) e di Valeria Golino migliore attrice non protagonista (5 è il numero perfetto film d’esordio di Igort e Ritratto della giovane in fiamme di Cèline Sciamma).

Oltre alla miglior attrice protagonista, La Dea Fortuna conquista anche i premi per la musica, con il Nastro a Pasquale Catalano per la miglior colonna sonora, in cui spunta anche la voce di Mina, (ex-aequo con Brunori Sas per Odio L’Estate) e per la miglior canzone con Che vita meravigliosa scritta e interpretata da Diodato che prosegue una stagione trionfale, dopo la vittoria al Festival di Sanremo e un anno pieno di successi.

Nell’ambito della commedia è Figli di Giuseppe Bonito il film dell’anno che ha ottenuto riconoscimenti anche per i protagonisti: Paola Cortellesi (miglior attrice di commedia) al suo terzo Nastro consecutivo – dopo Come un gatto in tangenziale nel 2018 e Ma cosa ci dice il cervello nel 2019 –  e Valerio Mastandrea (miglior attore di commedia). Un tris di premi nel ricordo del grande talento dello sceneggiatore Mattia Torre, autore del monologo da cui è tratto il film.

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I fratelli D’Innocenzo in una foto dal carpet (@Rai Cinema Channel)

I premi del Sindacato dei Giornalisti Cinematografici, nati nel 1946, ancora una volta e mai come quest’anno, sono dalla parte di chi lavora anche dietro le quinte, di quei professionisti, a volte “invisibili” ma fondamentali nella creazione di quel miracolo sempre nuovo che è un film. Ed è anche questo con questo spirito e la voglia di sottolineare la coralità di questo lavoro, il Nastro dell’Anno per Volevo nascondermi di Giorgio Diritti, che premia il regista, il protagonista Elio Germano, i produttori e tutto il cast tecnico del film. Nel palmarès anche il Nastro d’Oro a Vittorio Storaro e il Nastro alla carriera a Toni Servillo.

A Claudio Santamaria quest’anno il Premio Nino Manfredi, fortemente voluto da Erminia Manfredi e dalla città di Taormina che l’ha sempre ospitato e che ha inviato direttamente a Claudio Santamaria, stasera assente, il trofeo realizzato come ogni anno dai maestri orafi de Le Colonne, Alvaro e Correnti. Un riconoscimento cui il SNGCI è particolarmente legato nel ricordo del grande Nino. I Giornalisti Cinematografici celebrano quest’anno il grande, amatissimo Pedro Almodòvar con il “Nastro d’Argento europeo” per Dolor y Gloria, il suo ultimo film candidato a due Oscar (per il Miglior film internazionale e il Miglior attore). Il sesto Nastro è un ulteriore segno di stima e affetto che lega il SNGCI al regista spagnolo.

Come sempre accanto ai grandi nomi, particolare attenzione per i giovani con il Premio Guglielmo Biraghi che va quest’anno a Giulio Pranno, bravissimo protagonista di Tutto il mio folle amore con una menzione speciale al piccolo Federico Ielapi, che ha affrontato con grande talento un ruolo iconico come quello di Pinocchio.

Giulio Pranno in Tutto il mio folle amore di Gabriele Salvatores ©01Distribution

Proprio per il suo talento speciale questo premio è sostenuto anche dalla Fondazione Claudio Nobis che affianca il Sindacato e i Nastri nella promozione dei giovani e che promette sin d’ora supporto alla sua carriera, se continuerà professionalmente, con un’iniziativa di sostegno per la sua formazione. Ancora, per i giovani talenti, il Premio Graziella Bonacchi che quest’anno è attribuito a Barbara Chichiarelli  (Favolacce, La Dea Fortuna), nel ricordo di Graziella Bonacchi: un premio ad un talento emergente nel nome dell’agente che più ha sostenuto i giovani con affetto, competenza e amicizia.

Il Premio Nastri d’Argento SIAE per la sceneggiatura è andato a Emanuela Rossi (Buio). Invece, il Nuovo Imaie Nastri d’Argento per il doppiaggio è andato a Stefano De Sando, da oltre trent’anni voce di Robert De Niro. Il premio è andato anche a Claudia Catani ed Emanuela Rossi per Maleficent, protagonisti dietro le quinte di restituire con grande talento tutte le emozioni di un racconto cinematografico.

E ancora il Nastro della Legalità: in collaborazione con Trame Festival dei libri sulle mafie diretto da Gaetano Savatteri va ad un film cui i Giornalisti Cinematografici attribuiscono un valore per impegno sociale e che quest’anno va ad Aspromonte La terra degli ultimi di Mimmo Calopresti che racconta un mondo a tratti nascosto, a molti sconosciuto, e la voglia di riscatto di un popolo. Premio speciale anche a Lorenzo Mattotti per La famosa invasione degli orsi in Sicilia e ai suoi produttori italiani, con Rai Cinema e Indigo Film che lo ha reso protagonista di un’importante campagna di promozione educational nelle scuole.

A parte i premi speciali, i Nastri d’Argento, come sempre, sono stati votati via mail e scrutinati dal notaio Alessandra Temperini. Le “cinquine” dei candidati, anche su segnalazione degli iscritti al SNGCI, sono state scelte quest’anno, come i premi speciali, dal Direttivo presieduto da Laura Delli Colli e composto da: Fulvia Caprara (vicepresidente), Oscar Cosulich, Paolo Sommaruga, Stefania Ulivi, Romano Milani (Segretario generale) e Franco Mariotti (Sindaco).

Li affiancano nel Consiglio Nazionale Titta Fiore e Maurizio Turrioni (rispettivamente delegati per l’area Sud e Nord del Sngci), Maurizio Di Rienzo, delegato per documentari e cortometraggi, Fabio Falzone e Susanna Rotunno (tv) e Miriam Mauti (web).

Del Consiglio fanno parte l’ex presidente Mario Di Francesco e una rappresentanza della FNSI. Oltre 100 i giornalisti che hanno votato.

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