Ebbene sì, Parasite di Bong Joon-ho è il vincitore incontrastato di questa notte degli Oscar. Il regista sudcoreano e il suo film si portano a casa, contro ogni previsione, ben quattro statuette: miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior film internazionale. In definitiva, la parte più grossa della torta.

Parasite - Oscar 2020

“Parasite” di Bong Joo-ho, vincitore di quattro premi Oscar

Abbiamo affermato più volte essere il film migliore dell’anno, e veramente lo è, ma un successo così eclatante era fuori dalla portata di qualsiasi bookmakers. In maggior luogo in quella Hollywood conservazionista che tanto tiene alla produzione nostrana.  Bong Joo-ho afferma infatti che “nessuno in America conosceva i miei film, devo ringraziare mister Tarantino (candidato per C’era una volta a…Hollywood) per avermi inserito ogni volta nella sua lista dei film più apprezzati”.

Nessuno, quindi, aveva ancora riconosciuto il talento tutto sudcoreano. È dovuto arrivare il successo internazionale affinché questo accadesse, e come ogni azione americana, o la si fa in grande o non la si fa per niente. E allora l’Academy premia e loda il proprio ospite d’oltreoceano. Un riconoscimento senza ombra di dubbio giustificato e dovuto, certo, ma qual è il problema, o meglio, la domanda che dobbiamo porci?

1917 - Oscar 2020

George MacKay è Schofield in una scena tratta dal film (Photo by Francois Duhamel/Universal Pictures – © Universal Studios)

Si tratta di puro apprezzamento o semplice moda annuale? Questo è un grande dilemma quando si parla degli Oscar.

Stagionalmente ci si concentra su una “minoranza”, dimenticandosi ogni anno di quella precedente. Ci sono stati gli anni della rappresentazione di genere, gli anni della questione razziale (dopo la contestazione di Spike Lee) e infine l’anno della qualità artistica sudcoreana.

A ragione di ciò, Chris Rock a inizio serata ha sottolineato come ci fossero pochi candidati di colore e Natalie Portman si è fatta realizzare su misura un abito con incisi i nomi delle registe scartate dall’Academy. Per quanto, molte donne siano state premiate durante gli Oscar. Insomma, non sono mancate delle polemiche, per quanto molto velate e politicamente corrette.

Tarantino - Oscar 2020

“C’era una volta…a Hollywood”. © Andrew Cooper/Sony Pictures Entertainment

Un successo meritato, dicevamo, quello di Parasite che sorpassa il nostro (quanto quello di molti) candidato al miglior film: 1917. Si dovrà attendere il prossimo anno per scoprire quanto l’Academy abbia imparato in questi anni, e se la sua non sia pura infatuazione modaiola.

Proseguendo nella lunghissima cerimonia degli Oscar, un Brad Pitt freschissimo di rehab ritira il premio come miglior attore non protagonista e un sempre più impegnato Joaquin Phoenix quello come miglior attor protagonista per Joker. Renée Zellweger e Laura Dern rispettivamente quelli come miglior attrice protagonista e non protagonista. Quattro candidature scontate, e già annunciate dalle cerimonie precedenti.

La serata scorre fiacca, sotto tono, solo Eminem con la sua Lose Yourself riesce a rianimare il pubblico sonnolento e a lasciare basito Martin Scorsese. Tutto fila liscio e piatto, senza nessuna Jennifer Lawrence che inciampa o un La La Land vincitore per sbaglio.

Toy Story 4 - Oscar 2020

“Toy Story 4”, vincitore del premio come Miglior film d’animazione

Fa storcere però il naso il premio come miglior film d’animazione a Toy Story 4 quando in gara erano presenti Klaus, Missing Link e Dov’è il mio corpo?. Quest’ultimi hanno avuto il merito di aver portato una ventata d’aria fresca nel mondo dell’animazione, e ci si aspettava un riconoscimento a un film che non fosse prodotto dalla Disney/Pixar. Ahimè i tempi non sono ancora maturi, quindi, o Parasite vincitore o nuove produzioni d’animazione, tutte e due insieme non era possibile per la notte degli Oscar.

Un altro aspetto di questi Oscar 2020 ha destato interesse: il reverenziale senso di colpa del pubblico nei confronti di Scorsese. Per un motivo o per un altro tutti/e hanno ringraziato il maestro, quasi a scusarsi, come se avessero rubato qualcosa al buon vecchio Martin, che non ha ritirato neanche una statuetta.

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Il giovane Roman Griffin Davis e Taika Waititi interpretano Jojo Betzler e il suo Hitler immaginario

Dal canto suo un “delicatissimo” Elton John ritira commosso, insieme a Bernie Taupin, il premio per la miglior canzone originale per (I’m Gonna) Love Me Again del film Rocketman. Jojo Rabbit, invece, si aggiudica il premio come Miglior sceneggiatura non originale. Un successo quello di Taika Waititi da non sottovalutare, perché il regista neozelandese è riuscito ad arrivare al cuore con la tenerezza dei suoi personaggi e la sua vittoria non era così scontata. Rimossa qualche chicca della serata, i restanti premi tecnici sono stati assegnati in modo coscienzioso, rientrando così in qualsiasi pronostico.

Ma bando alle ciance, di seguito ecco tutti i vincitori di questi Oscar 2020:

Miglior film
1917
The Irishman
Piccole donne
Jojo Rabbit
Joker
Storia di un matrimonio
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Le Mans 66 – La grande sfida

Miglior regia
Martin Scorsese per The Irishman
Sam Mendes per 1917
Quentin Tarantino per C’era una volta… a Hollywood
Bon Joon-ho per Parasite
Todd Phillips per Joker

Miglior attore protagonista
Joaquin Phoenix per Joker
Adam Driver per Storia di un matrimonio
Leonardo DiCaprio per C’era una volta… a Hollywood
Jonathan Pryce per I due papi
Antonio Banderas per Dolor y Gloria

Miglior attrice protagonista
Scarlett Johansson per Storia di un matrimonio
Saorsie Ronan per Piccole donne
Charlize Theron per Bombshell
Renée Zellweger per Judy
Cynthia Erivo per Harriett

Miglior attore non protagonista
Tom Hanks per Un amico straordinario
Anthony Hopkins per I due papi
Al Pacino per The Irishman
Joe Pesci per The Irishman
Brad Pitt per C’era una volta… a Hollywood

Miglior attrice non protagonista
Laura Dern per Storia di un matrimonio
Scarlett Johansson per Jojo Rabbit
Margot Robbie per Bombshell
Kathy Bates per Richard Jewell
Florence Pugh per Piccole donne

Miglior sceneggiatura originale
C’era una volta… a Hollywood
Storia di un matrimonio
Parasite
Cena con delitto – Knives Out
1917

Miglior sceneggiatura non originale
Jojo Rabbit
Joker
Piccole donne
The Irishman
I due papi

Miglior film di animazione
Dov’è il mio corpo?
Klaus
Dragon Trainer – Il mondo nascosto
Toy Story 4
Missing Link

Migliore film internazionale
Les Misérables (Francia)
Honeyland (Macedonia del Nord)
Corpus Christi (Polonia)
Parasite (Corea del Sud)
Dolor y Gloria (Spagna)

Miglior documentario
American Factory
The Cave
The Edge of Democracy
For Sama
Honeyland

Miglior cortometraggio documentario
In the Absence
Learning to Skateboard in a Warzone (Id You’re a Girl)
Life Overtakes Me
St. Louis Superman
Walk Run Cha-Cha

Miglior cortometraggio
Brotherhood
Nefta Football Club
The Neighbor’s Widow
Saria
A Sister

Miglior cortometraggio animato
Dcera
Hair Love
Kitbull
Memorable
Sister

Migliore colonna sonora
Joker
Piccole Donne
Storia di un matrimonio
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliore canzone originale
“I’m Standing With You” da Atto di fede
“Into the Unknown” da Frozen II – Il segreto di Arendelle
“Stand Up” da Harriet
“(I’m Gonna) Love Me Again” da Rocketman

“I Can’t Let You Throw Yourself Away” da Toy Story 4

Miglior fotografia
1917
C’era una volta… a Hollywood
Joker
The Irishman
The Lighthouse

Migliori effetti speciali (“visual effects”)
Avengers: Endgame
The Irishman
Il re leone
1917
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Migliori trucco e acconciature
Bombshell
Joker
Judy
Maleficent – Signora del Male
1917

Migliore scenografia
The Irishman
1917
C’era una volta… a Hollywood
Parasite
Jojo Rabbit

Migliori costumi
Joker
Piccole donne
C’era una volta… a Hollywood
The Irishman
Jojo Rabbit

Miglior montaggio
Le Mans 66 – La grande sfida
The Irishman
Parasite
Jojo Rabbit
Joker

Miglior sonoro (“sound editing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Miglior montaggio sonoro (“sound mixing”)
1917
Le Mans 66 – La grande sfida
Joker
C’era una volta… a Hollywood
Ad Astra

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