Al Beverly Hilton Hotel di Beverly Hills si è tenuta la 77esima edizione dei Golden Globe Awards. Ricky Gervais, conduttore della premiazione, ha dato il via alla serata senza peli sulla lingua, parlando di razzismo e discriminazione (razziale quanto di genere), di ignoranza e soprattutto della morte del cinema: “Alle persone non gliene frega niente del cinema, le persone non vanno più in sala. Tutti guardano Netflix, questa cerimonia avrebbe più senso se venissi qui semplicemente a dire Brava Netflix, hai vinto tutto.”

“1917” di Sam Mendes, Golden Blobe come miglior film drammatico e miglior regia (Photo by Francois Duhamel / Universal Pic – © 2019 Universal Pictures and Storyteller Distribution Co.)

Nessuno sembra salvarsi dal sarcasmo del comico, neanche Martin Scorsese che torna a casa a mani vuote, senza alcuna statuetta. Non solo, Gervais estende il suo monologo al tema delle molestie sessuali, al caso Epstein, allo scorso successo di Cats, all’ISIS e al suo servizio streaming.

Punta il dito contro la Apple, affermando che: “Apple si è messa in gioco con le serie tv con The Morning Show, un drama superbo sull’importanza della dignità e del fare la cosa giusta, realizzato da una compagnia che manda avanti delle sweatshop in Cina. Le compagnie per cui lavorate, è incredibile. Apple, Amazon, Disney. Se l’ISIS lanciasse il suo servizio streaming, contattereste subito il vostro agente, vero?”. Insomma, un mattatore senza freni che avverte i colleghi seduti ai tavoli di non fare discorsi politici e “lezioncine al pubblico”: “non sapete nulla del mondo reale.”

“C’era una volta a…Hollywood” di Quentin Tarantino, Golden Globe come Miglior film commedia o musicale(©Andrew Cooper/Sony Pictures Entertainment)

Ma, al di là dello scherno di Gervais, la premiazione fila liscia come l’olio, e in un certo qual senso anche in modo eterogeneo. Stupiscono i due Golden Globe a 1917 di Sam Mendes, quello come miglior film drammatico e miglior regia. Assegnazioni che ci si aspettava finissero nelle mani di Scorsese con il suo The Irishman. Il regista, quanto Robert De Niro, Joe Pesci e Al Pacino, vengono omaggiati da tutti i presenti in sala, ma eclissati dalla Hollywood Foreign Press Association che sembra denigrare la produzione Netflix (salvo il premio come miglior attrice non protagonista a Laura Dern per Storia di un matrimonio). Nessuno stupore, invece, per l’anno statuetta a Parasite come miglior film straniero: non poteva essere diversamente per il capolavoro di Bong Joon-ho.

Dal canto suo Quentin Tarantino porta a casa ben tre premi: Miglior film commedia o musicale, Migliore attore non protagonista a Brad Pitt e miglior sceneggiatura. Joaquin Phoenix batte il sorprendente Adam Driver di Storia di un matrimonio e vince come Miglior attore in un film drammatico per Joker di Todd Phillips.

Due i premi onorari alla carriera, quello a Tom Hanks e a Ellen Degeneres. La conduttrice televisiva parla dell’importanza del mezzo televisivo, e dell’impatto che ha avuto il suo programma sulla vita si molte persone.

Succession”, Golden Globe come Miglior serie drammatica.

Patricia Arquette, sul palco per ritirare il premio come Miglior attrice non protagonista in una mini-serie o film per la televisione, denuncia la politica del presidente americano Donald Trump e del suo portare un paese sull’orlo della guerra. Tutto questo mentre l’Australia affronta un disastro ambientale epocale.

Succesion, Fleabag e Chernobyl vincono rispettivamente come Miglior serie drammatica, Miglior serie comedy e miglior mini-serie; un’assegnazione a nostro avviso meritata. Tre serie che hanno dimostrato la potenza espressiva del mezzo televisivo, con la loro semplicità o la loro eleganza.

“Fleabag”, Golden Globe come miglior serie commedia o musicale.

Dopo le parole di Gervais la serata sembra andare avanti senza emozioni e con poche lacrime, dove piccoli colpi di scena e improbabili assegnazioni passano quasi in sordina.

 

Ecco tutti i vincitori della 77esima edizione dei Golden Globe Awards:

CINEMA

Miglior film drammatico: 1917

Miglior film commedia o musicale: C’era una volta a… Hollywood

Miglior regista: Sam Mendes (1917)

Miglior attore in un film drammatico: Joaquin Phoenix (Joker)

Migliore attrice in un film drammatico: Renée Zellweger (Judy)

Miglior attore in un film commedia o musicale: Taron Egerton (Rocketman)

Migliore attrice in un film commedia o musicale: Awkwafina (The Farewell – Una bugia buona)

Migliore attore non protagonista: Brad Pitt (C’era una volta a… Hollywood)

Migliore attrice non protagonista: Laura Dern (Storia di un Matrimonio)

Migliore sceneggiatura: Quentin Tarantino (C’era una volta a… Hollywood)

Migliore colonna sonora originale: Hildur Gudnadottir (Joker)

Migliore canzone originale: I’m gonna love me again (Rocketman)

Miglior film straniero: Parasite

Miglior film d’animazione: Missing Link

TELEVISIONE

Miglior serie drammatica: Succession (HBO)

Miglior serie commedia o musicale: Fleabag (BBC, Amazon Studios)

Miglior mini-serie o film per la televisione: Chernobyl (HBO)

Miglior attore in una serie drammatica: Brian Cox (Succession)

Miglior attrice in una serie drammatica: Olivia Colman (The Crown)

Miglior attore in una serie commedia o musicale: Rami Youssef (Ramy)

Miglior attrice in una serie commedia o musicale: Phoebe Waller-Bridge (Fleabag)

Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione: Russel Crowe (The Loudest Voice – Sesso e potere)

Miglior attore non protagonista in una mini-serie o film per la televisione: Stellan Skarsgård (Chernobyl)

Miglior attrice non protagonista in una mini-serie o film per la televisione: Patricia Arquette (The Act)

Miglior attrice in una mini-serie o film per la televisione: Michelle Williams (Fosse/Verdon)

PREMI ONORARI ALLA CARRIERA

Golden Globe alla carriera (Cecil B. DeMille Award): Tom Hanks

Golden Globe alla carriera televisiva (Carol Burnett Award): Ellen Degeneres

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