Spesso sentimenti, gesti e parole hanno il potere di sfidare il tempo, prolungando la propria eco oltre la contingenza della loro origine, aleggiando nello spazio come una presenza invisibile che stringe tuttavia stretti legami col mondo visibile. E così anche l’amore, che nel divampare muove la sua energia, perpetua il proprio diritto ad esserci stato nel ricordo, si sfibra nell’immensità dello spazio quando viene del tutto dimenticato, continuando a sorvolare i misteriosi sentieri del tempo.

Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi” scrisse David Foster Wallace. Fantasmi che guardano silenziosi e malinconici la propria storia, che scrutano sé stessi tra le pieghe infinite dello spazio e del tempo, che attendono, che cercano, che affermano l’eterna presenza dell’assenza dove essi un giorno furono, saranno, e svaniranno. È tutto questo A Ghost Story (2017) di David Lowery, film indipendente statunitense del tutto passato nel dimenticatoio in Italia, paese dove il mercato distributivo ha spesso lasciato i nostri cinema privi dei prodotti della migliore cultura cinematografica straniera. A sopperire a questa mancanza, ci viene incontro il DVD ufficiale dell’opera – acquistabile qui -, distribuito in Italia a partire dal 18 aprile.

Fonte: wheresthejump.com

È la storia di C., un musicista in crisi di ispirazione, che vive insieme alla sua ragazza M. Si amano, e l’affetto travolge la dolcezza dei loro sguardi. Lei vuole cambiare casa, ma lui non è d’accordo, perché è attaccato ai ricordi. Un giorno, C. muore per un incidente stradale. Ma nel letto dell’obitorio si sveglia dalla morte e comincia a camminare avvolto da un candido lenzuolo con due buchi per gli occhi, come un fantasma della nostra infanzia. Il suo cammino si arresta proprio nella sua dimora, e da qui non si muoverà più. Egli assiste implacabile, oscuro e misterioso al lutto della propria amante, al silenzioso lamento del suo cuore. Si ritrova dunque sospeso nella vita terrena, alla ricerca di qualcosa, o semplicemente esistente e vivo come lo è l’invisibile dolore della sua amata. Egli è l’amore, che ancora tenacemente permea la casa, i ricordi della donna, e che reclama il suo diritto all’esistenza.

Il tempo così passa, ed M., sconfitto lentamente il peso del lutto, conosce un nuovo ragazzo e lo porta a casa. Il fantasma di C., adirato dal cambiamento, crea trambusto nella dimora grazie ai suoi poteri soprannaturali. M. decide dunque di trasferirsi, come già da tempo desiderava fare, ma non prima di aver lasciato un bigliettino in una crepa. C. tenta di prenderlo per leggerlo, ma non ci riesce. Nel frattempo il tempo fluisce secondo sbalzi caotici e repentini: ci troviamo catapultati in un futuro prossimo, dove la casa viene affittata ad altre persone. È durante una festa che uno sconosciuto declama un discorso che acquisterà notevole importanza per la comprensione del film: la memoria, così come i ricordi, è soggetta alle intemperie del tempo, ed un giorno, in concomitanza con la fine del pianeta Terra, svanirà del tutto, per sempre. C. nuovamente farà fuggire tutti, dichiarando i sentimenti di quell’amore che rappresenta ancora vita, continuando a sperare in una riappacificazione.

Fonte: cinefatti.com

Lowery insegue il suo fantasma attraverso sinuosi e flessibili piano sequenza che restituiscono l’idea di una macchina da presa che, proprio come un’entità, ha il dono di volteggiare in uno spazio e in un tempo ormai privi di coordinate, risucchiati in un vortice che decreta la fallibilità empirica che l’uomo ha su di essi, e dove passato, presente e futuro divengono intrecciati in una loro eterna co-esistenza. Il regista per di più restringe l’inquadratura in 4:3, chiudendo il suo racconto come in una sorta di passato prossimo che riverbera la sua nostalgia oltre la cogenza dell’esserci stato.

Il fantasma dunque riesce a visitare il passato, a rivedere attimi del suo rapporto con M., addirittura a rivivere l’originaria costruzione della dimora. Ma ecco di nuovo il presente: la casa viene demolita, essa è destinata a sparire per sempre, e con lei tutto ciò che ha visto nascere e crescere. Il cambiamento erompe assordante come una ruspa, rivelandosi come il ritmo unificatore che soggiace al caotico fluire delle cose. Anche la memoria non sfugge agli accecanti gradini dell’evoluzione, ed i ricordi con essa divengono le fugaci impronte lasciate sulla strada del progresso. Forse, anche il fantasma di C., conclusa la sua permanenza tra le memorie del cuore, svanirà lasciando cadere il lenzuolo per terra, ed il suo amore si dissolverà per sempre nell’aria, chissà dove.

Fonte: bustle.com

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