di Emma Maria Dinuzzi

Dopo una lunga attesa (e tanto gossip), ieri notte a partire dalle 23.40, fino alle 5.30 (ora italiana), sul canale 304 di Sky e in chiaro su TV8, è andata in onda la 91° notte degli Oscar.

La cerimonia si è tenuta, come sempre, al Dolby Theatre di Los Angeles e gli Oscar sono stati consegnati dall’Academy of Motion Picture of Arts and Sciences. Quest’anno ben  24 categorie sono state premiate e, diversamente da quanto annunciato inizialmente dalla stessa Academy, tutte le premiazioni si sono tenute in diretta. La scelta, annunciata tempo addietro, di consegnare alcuni premi durante le pause pubblicitarie non fu particolarmente gradita, né dagli attori, né dal pubblico, costringendo ad un brusco dietro-front l’Academy. “Non ci saranno premi durante la pubblicità ma ci saranno le pubblicità durante i premi” ha ironizzato qualcuno, pochi minuti dopo l’inizio della cerimonia.

Nei giorni appena trascorsi, inoltre, molte sono state le ipotesi su chi avrebbe potuto condurre la cerimonia dopo la marcia indietro di Kevin Hart – in seguito a tweet omofobi – pensando ad una piacevole sorpresa. E, di fatti, gli organizzatori della cerimonia hanno stupito un po’ tutti affidando la premiazione delle 24 categorie a diversi personaggi famosi (da Michael Keaton a Emilia Clarke e Jennifer Lopez, Javier Bardem, Barbra Streisand e tanti altri) senza, tuttavia, un conduttore e/o conduttrice ufficiale.

Fonte: youtube.com

Dopo ore di vestiti scintillanti su un lunghissimo e rossissimo Red Carpet, verso le 2.00 (ora italiana), la cerimonia si è aperta con un omaggio a Freddy Mercury: un’esibizione dei Queen con Adam Lambert, ormai già da anni frontman del gruppo, che sembra preannunciare il trionfo di Bohemian Rhapsody. Il film, su cinque nomination, riesce a portare a casa ben 4 statuette tra cui quella al miglior attore protagonista a Rami Malek. Inaspettatamente, e senza nessun pronostico, Black Panther riesce a conquistare ben 3 statuette (miglior scenografia, miglior costumi e miglior colonna sonora originale), su sei nomination.

Delusione per due dei film favoriti per questa edizione: Vice – l’uomo nell’ombra su otto nomination porta a casa 1 sola statuetta come miglior trucco e acconciature mentre su ben 10 nomination de La Favorita (Yorgos Lanthimos) è solamente Olivia Colman a vincere come migliore attrice protagonista. Un sorpasso al foto-finish contro la straordinaria Glenn Close, alla sua settima candidatura, che anche quest’anno rimane a bocca asciutta. Ottimo traguardo (che noi di Artwave avevamo previsto) è, invece, quello di Green Book che, su cinque nomination, conquista 3 statuette, come miglior film, miglior sceneggiatura originale e, meritatissimo, miglior attore non protagonista a Mahershala Ali. Aria di delusione anche per Roma di Alfonso Cuaròn che, su 10 nomination, porta a casa solo 3 Oscar.

Fonte: discorsivo.it

Una sola statuetta anche per BlacKkKlansman di Spike Lee, con un Oscar come miglior sceneggiatura non originale a cui ha fatto da contorno il discorso emozionante e (molto) politico del regista, sulle discriminazioni razziali ancora troppo frequenti. Spike Lee si è, inoltre, infuriato per la vittoria di Green Book come miglior film (ricordiamo che anche il suo BlacKkKlansman era in lizza per quella categoria): ha tentato di abbandonare la sala durante la premiazione per poi polemizzare con i giornalisti nel backstage dicendo che “ogni volta che c’è qualcuno che guida, io perdo” – in riferimento all’Oscar mancato per Fa’ la cosa giusta nel 1990 vinto invece da A spasso con Daisy.

Non sono mancati, tuttavia, siparietti comico-satirici (anti-Trump e pro-Messico), momenti emozionanti nel ricordo degli “scomparsi” (tra cui Bertolucci e Stan Lee) ed esibizioni musicali, tra le quali spicca senza ombra di dubbio quella di Lady Gaga e Bradley Cooper, con Shallow, vincitrice dell’Oscar come miglior canzone (A star is born, la sorpresa dell’anno appena passato, riesce a conquistare solo questa vittoria su otto nomination).

Fonte: foxnews.com

Anche l’Italia, pur senza nessun film in gara, può vantare una statuetta con la vittoria del film di animazione Spider-man: Into Spide-Verse di cui Sara Pichelli, fumettista marchigiana, è la creatrice grafica.

Non privo di colpi di scena (l’Oscar – meritatissimo – come migliore attrice alla straordinaria Olivia Coleman, con la superba Glenn Close che sfoggia un grosso e beffardo sorriso) questa cerimonia non nasconde il suo interesse politico (palesemente anti-Trump) e si schiera a favore delle minoranze, contro muri, confini e discriminazioni di qualsiasi tipo esse siano.

Qui tutte le nomination e i vincitori dell’Oscar 2019: 

 

– Miglior Film:

A Star is Born

BlacKkKlansman

Black Panther

Bohemian Rhapsody

La Favorita

Green Book

Roma

Vice

 

– Miglior Regia:

Adam McKay, Vice

Alfonso Cuaron, Roma

Pawel Pawlikowski, Cold War

Spike Lee, BlacKkKlansman

Yorgos Lanthimos, La Favorita

 

– Miglior Attore Protagonista:

Bradley Cooper, A star is Born

Christian Bale, Vice

Rami Malek, Bohemian Rhapsody

Viggo Mortensen, Green Book

Willem Defoe, Sulla soglia dell’eternità

 

– Miglior Attrice Protagonista:

Glenn Close, The Wife

Lady Gaga, A star is born

Melissa McCarthy, Can you ever forgive me?

Olivia Coleman, La Favorita

Yalitza Aparicio, Roma

 

– Miglior Film di Animazione:

Gli Incredibili 2

L’Isola dei cani

Mirai

Ralph Spacca Internet

Spider-man: Into the Spider-verse

 

– Miglior Documentario:

Free Solo

Hale Country this morning, this evening

Minding the gap

Of fathers and sons

RBG

 

– Miglior Film Straniero:

Germania, Never Look Away

Giappone, Shoplifters

Libano, Capernaum

Messico, Roma

Polonia, Cold War

 

– Miglior Sceneggiatura originale:

First Reformed

Green Book

La Favorita

Roma

Vice

 

– Miglior cortometraggio documentario:

Black Sheep

End Game

Lifeboat

A night at the garden

Period. End of sentence

 

– Miglior Canzone:

“All the stars”, Black Panther

“I’ll Fight”, RBG

“Shallow”, A star is born

“The place where lost things go”, Il ritorno di Mary Poppins

“When a cowboy trades his spurs for wings”, La balata di Buster Scruggs

 

– Miglior Sceneggiatura NON originale:

Spike Lee, BlacKkKlansman

Joel and Ethan Coen, La balata di Buster Scruggs

Nicole Holofcener e Jeff Witty, Can you ever forgive me?

Barry Jenkins, Se la strada potesse parlare

Eric Roth, Bradley Cooper, Will Fetters – A star is born

 

– Miglior Trucco e Acconciatura:

Border

Maria Regina di Scozia

Vice

 

– Miglior Scenografia:

Black Panther

La Favorita

First Man

Il ritorno di Mary Poppins

Roma

 

– Miglior Effetti Speciali (visual effects):

Avengers: Infinity War

Cristopher Robin

First Man

Ready Player One

Solo: A Star Wars story

 

– Miglior Fotografia:

Cold War

La Favorita

Never Look Away

Roma

A stari is born

 

– Miglior Attore NON protagonista:

Adam Driver, BlacKkKlansman

Mahershala Ali, Green Book

Richard E. Grant, Can you ever forgive me?

Sam Rockwell, Vice

 

– Migliore Attrice NON protagonista:

Amy Adams, Vice

Emma Stone, La Favorita

Regina King, Se la strada potesse parlare

Rachel Weisz, La Favorita

Marina De Tavira, Roma

 

– Miglior Costumi:

La ballata di Buster Scruggs

Black Panther

La Favorita

Il ritorno di Mary Poppins

Maria Regina di Scozia

 

– Miglior Montaggio:

BlacKkKlansman

Bohemian Rhapsody

Green Book

La Favorita

Vice

 

– Miglior Colonna Sonora Originale:

Black Panther

BlaKkKlansman

Se la strada potesse parlare

L’isola dei cani

Il ritorno di Mary Poppins

 

– Miglior Cortometraggio di animazione:

Animal Behaviour

Bao

Late Afternoon

One small step

Weekends

 

– Miglior Cortometraggio:

Detainment

Fauve

Mother

Marguerite

Skin

 

– Miglior Sonoro (sound editing):

Black Panther

Bohemian Rhapsody

First Man

A quiet place

Roma

A star is born

 

– Miglior Montaggio Sonoro (sound mixing):

Black Panther

A star is born

Bohemian Rhapsody

First Man

Roma