Il nuovo film di Francesco Amato, 18 regali, racconta sul grande schermo la storia vera di Elisa Girotto. Ammalatasi gravemente, poco prima di morire prepara e impacchetta 18 regali. Il padre Alessio ha il compito di consegnare un regalo ogni anno alla figlia Anna, così da tenere vivo il ricordo della madre.

Il film si apre in medias res al 18esimo compleanno di Anna, interpretata da Benedetta Porcaroli. Fuggita dalla festa di compleanno organizzata dal padre (Edoardo Leo) per la consegna dell’ultimo regalo, vaga da sola per strada, afflitta dal costante pensiero della madre. La mancanza della figura materna e la sua ribellione adolescenziale creano un forte rapporto conflittuale con il padre e con il mondo intero. Tra dolore e rabbia, Anna cerca in ogni modo di colmare quel vuoto dentro di sé.

Edoardo Leo nel ruolo di Alessio. Credit: Lucky Red©

L’ultimo lungometraggio del regista si regge su una sceneggiatura scricchiolante, in perenne bilico, sorretta unicamente da qualche momento di reale emozione. 18 regali ricorre all’espediente di un costante uso patetico di emozioni per mascherare i numerosi difetti.

Nell’interpretazione della madre Elisa, Vittoria Puccini non sorprende per la bravura, nonostante il pathos delle sue parole sia ben percepibile. Sfortunatamente è Edoardo Leo a uscirne sconfitto. Messo in secondo piano nel ruolo di padre, si fa travolgere e sottomettere dalla pellicola. La delusione è grande, soprattutto dopo la sua fantastica presenza in La dea fortuna di Ozpetek.

L’unica vincitrice di 18 regali è Benedetta Porcaroli, già protagonista della serie di Netflix Baby. Il film la proietta in un orizzonte drammatico, importante per una futura carriera cinematografica. Nonostante questo, nel ruolo di Anna appare impostata, bloccata in un tecnicismo che la priva di fluidità e credibilità.

Benedetta Porcaroli nel ruolo di Anna. Credit: Lucky Red©

18 regali dà l’impressione di essere un film di contorno, quasi abbozzato e prodotto giusto per il gusto di farlo. Ostentate, usate e portate all’eccesso, le emozioni che vengono elevate a protagoniste appaiono fittizie, creando una pateticità che a lungo indebolisce la pellicola.

Francesco Amato ha tentato di raffigurare una storia vera, toccante e alquanto insolita. Però in 18 regali la distorce totalmente, cancellando quel tratto di realtà e di aderenza alla vita che la rendeva così potente.

Voto: 🌊🌊🌊🌊/10

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