“Lo temi, lo sfuggi, il destino arriva ugualmente ed ora eccolo…”

Avengers: Endgame alla fine è arrivato e segna la conclusione di un’era, di un arco narrativo durato undici anni. Da quel lontano “Io sono Iron Man” molte cose sono cambiate, un universo intero ha preso forma, sempre con nuovi volti e storie fresche. La collaborazione tra i Marvel Studios e la Disney ha dato vita a qualcosa di mai visto prima, dando nuova linfa vitale e senso ai supereroi. Che piacciano o meno i cinecomic della casa delle idee hanno formato una generazione e appassionato il pubblico mondiale. Il Marvel Cinematic Universe è entrato a far parte della nostra cultura, del nostro immaginario collettivo; tutti noi siamo gli Avengers.

Robert Downey Jr. è Tony Stark in una scena del film (© Marvel Studios 2019)

Sono proprio queste le corde che toccano i fratelli Russo, quelle del cuore di ogni fan. Dopo gli sconvolgenti eventi di Avengers: Infinity War rivediamo i nostri eroi convivere, e non, con il gesto del folle titano, Thanos. Non più Dei, super soldati o eroi ma esseri umani. Assistiamo alla fragilità dell’animo, ai sogni e alle speranze che vivono sotto la maschera. Endgame è il film che punta più alla scrittura, al dialogo più che all’azione, questo per almeno due terzi della storia. È un film che ne racchiude tre, ognuno con la sua ragion d’essere. Tutto viene curato nei minimi dettagli, con l’amore e la dedizione di un genitore.

Un’epopea che nelle sue tre ore riesce a racchiudere con somma eleganza una decade. Nessuna pomposità, nessun arzigogolo forzato. L’epica che aveva contraddistinto il film precedente viene destrutturata, adattata al cambiamento e alla chiusura. Endgame è una lenta marcia che ripercorre i suoi passi, una giostra di emozioni che commuove, diverte ed emoziona un’ultima volta. La Marvel si autocita, ma diciamocelo, se lo può anche permettere e lo fa con classe. I registi non hanno paura di muoversi su un nuovo terreno, presentandoci così i nostri eroi come non li avevamo mai visti. La loro lotta li ha cambiati, alcuni molto più di altri, e li ha portati a un punto che non è quello più quell’inizio. Del resto niente rimane immutato, neanche i supereroi.

Natasha Romanoff (Scarlet Johansson) e Steve Rogers (Chris Evans) in una scena del film (© Marvel Studios 2019)

La mano che tiene stretto il bracciolo della poltrona, lo sguardo fisso sullo schermo, la lacrima che scende dall’occhio commosso, il corpo e la voce che si agitano davanti all’esaltazione del momento. Tutto questo è Avengers: Endgame. I vendicatori originali uniti un’ultima volta contro la loro nemesi, aiutati in quest’epica battaglia dalle nuove aggiunte, come Captain Marvel, i guardiani della galassia e Ant-Man. Il film è anche il più vicino ai fumetti nella sua rappresentazione corale dei personaggi, delle loro interazioni e battaglie.

Endgame è pura esaltazione cinematografica, figlio di quel cinema mainstream da cui si è emancipato e ha creato una nuova definizione. Ma come sempre la fine di qualcosa vuol dire l’inizio di qualcos’altro e infatti il film getta le fondamenta per un nuovo futuro. La genesi dei supereroi è compiuta, tutto un nuovo mondo attende di esser scoperto. Incerto è se avrà lo stesso impatto di questa Infinity saga.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Fonte delle immagini: © Marvel Studios 2019