Elegante, curiosa, ironica. Sicuramente più rilassata. Cosa sarà mai un tour promozionale per un libro, quando hai condiviso la campagna elettorale di tuo marito – primo Presidente degli Stati Uniti afroamericano della storia – contribuendo alla sua vittoria? Michelle Obama è completamente a suo agio, se la gode, si percepisce. Riesce a trasmetterlo agli spettatori di Becoming, il documentario incentrato sul tour del suo omonimo memoir.

Nadia Hallgren l’ha seguita in tutte le tappe del tour in 34 città americane, in occasione dell’uscita del libro nel 2018. Il risultato è racchiuso in questi 90 minuti in cui possiamo sbirciare nella giornata tipo dell’ex First Lady, divenuta ormai un’icona pop.

 “Alla base del tour c’è un’idea precisa. Voglio trovare il tempo per riflettere. Voglio capire cosa mi è successo. Sfidare quella sensazione di panico che ti assale quando ti mostri per la prima volta dopo tanto tempo.”

Becoming

Michelle Obama incontra due piccole fan. Fonte: Michelle Obama Official Facebook Page

Non si può tornare alla vita di prima, questo è evidente. Lo dice lei stessa. Lo conferma il titolo della sua opera. La vita è una continua trasformazione. Naturalmente, non bisogna mai dimenticare le proprie origini.

La tradizione americana ce lo ribadisce da tempo: dove si va è importante quanto da dove si viene. Michelle Obama non l’ha mai nascosto: anzi, ne ha fatto il suo punto di forza. E prova a raccontarcelo, anche attraverso Becoming. Infatti, il tema del documentario (e del libro) è l’importanza e la forza della propria storia. Ripercorriamo la vita di questa donna coraggiosa, che fin da piccola ha sempre voluto prendere le sue decisioni, senza mai farsi imporre nulla dagli altri.

Il documentario

Becoming diventa così una biografia intima, una storia raccontata come se si fosse seduti insieme intorno a un tavolo, condividendo il proprio vissuto. Scoprendo pensieri in comune in esperienze diversissime.

Nata a Chicago e cresciuta nella zona del South Side, Michelle Robinson mostra sin da piccola la sua forte personalità. Traccia i contorni della figura fondamentale del padre, scomparso a causa della sclerosi multipla. La mamma Marian e il fratello Craig sono le altre solide fondamenta su cui Michelle impara a costruire. Compaiono a più riprese nel documentario, accanto ad amici, collaboratori, alle figlie Malia e Sasha.

Becoming

Oprah Winfrey è una delle intervistatrici in una tappa del tour. Fonte: Michelle Obama Official Facebook Page

Parallelamente alle immagini del tour, ai botta e risposta con gli intervistatori, alle inquadrature in macchina, a una breve apparizione del marito, alle file di fan emozionati, si susseguono i ricordi della sua vita.

Le lezioni di piano della zia Robbie, l’impegno e l’entusiasmo che ha sempre dimostrato per lo studio, il ruolo che ha assunto per otto anni. Ammette di aver seguito una strada, le “caselle da spuntare”, per cercare di compiacere le persone che aveva intorno e per dimostrare a sé stessa il suo valore.
L’intelligenza dell’ex avvocato fa sembrare tutto molto semplice: le lauree in due università della Ivy League (Princeton e Harvard), il lavoro presso il prestigioso studio legale Sidley & Austin, dove poi conoscerà Barack.
Ma sono le sue parole a trasmettere fiducia, speranza, incoraggiamento: quando parla alle folle urlanti e incredule che riempiono gli stadi, o quando si siede insieme alle persone venute per conoscerla e che a loro volta condividono i propri vissuti.

Raccontare la sua storia vuol dire anche parlare dei pregiudizi e delle discriminazioni che ha subito per essere una persona nera. “Lavorare il doppio per ottenere la metà” è un’espressione ricorrente nella sua vita. Una ragazza nera che proviene da una zona disagiata: come ha potuto non sentirsi invisibile?

Un gruppo di giovani radunati per uno degli incontri faccia a faccia con l’autrice, ammette che fatica a trovare coraggio nell’era Trump. L’ex First Lady annuisce, solidale. Fa riferimento e ringrazia la sua famiglia e alcune persone che sono state come dei mentori. Sentirsi ascoltata, motivata a spingersi oltre, supportata, non l’ha mai fatta sentire invisibile, nonostante la società ignori e discrimini le minoranze.

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Fonte: Michelle Obama Official Facebook Page

L’invito dunque è a reagire, usare la propria voce, studiare, porre domande, farsi spazio, aiutarsi l’un l’altro. È creare un senso di comunità, perché, spiega, non sarà un presidente nero a smantellare definitivamente un sistema in vigore da secoli e che continuiamo ad alimentare.

Il documentario non promette grandi rivelazioni:è come un’eco che riflette una storia che avevamo imparato ad apprezzare.
Becoming conferma ed esalta la personalità di una donna che è riuscita a condurre e gestire situazioni che sembravano più grandi di lei, mettendosi sempre in discussione. E per Michelle Obama è probabilmente una molla per lanciarsi verso nuovi progetti, per trasformarsi di nuovo, per divenire.

 

Fonte immagini: Michelle Obama Official Facebook Page
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