di Axel Caponio
Nel Nebraska, tra Lincoln e Falls City, si sviluppano le tragiche vicende di Brandon Teena, giovane affascinante e generoso costretto per sopravvivere a nascondere la sua vera identità, quella di transgender, di donna decisa a diventare uomo. È una America conservatrice e vendicativa, che non perdona il desiderio di libertà, quella raccontata da Boys don’t cry, pellicola del 1999 diretta da Kimberly Pierce che valse ad una giovanissima Hilary Swank il Golden Globe e l’Oscar nel 2000 come miglior attrice protagonista.
Boys don't cry. © Imdb

Hilary Swank in una scena del film. © Imdb

La Falls City del 1993 è una triste cittadina nota per numerosi episodi di razzismo e cronaca nera, dove regna la noia. Tutto, da generazioni, sembra scorrere secondo un ordine prestabilito. È un deserto dove non c’è spazio per il sogno di libertà e diversità di Brandon. E’ uno scontro dicotomico tra la purezza del giovane, destinata al sacrificio, e lo squallore dei personaggi che gli muovono attorno. E’ luce che rischiara il buio, un bagliore inaccettabile in un luogo oscuro e in un tempo dove tutto deve rimanere immutato.
La prima parte del film, che è preparatoria, racconta dell’amicizia tra Brandon e la timida Candace con i loschi John Lotter e Tom Nissen. Brandon trova un lavoro e si innamora di Lana Tisdale (Clöe Sevigny), ex di Lotter, alla quale riserva una devozione fuori dal comune. Lei ricambia con trasporto e senza preclusioni alcune, perfino dinnanzi alla confessione di Brandon Teena di essere una donna e di chiamarsi Teena Brandon.
Boys don't cry. © Imdb

Clöe Sevigny e Hilary Swank. © Imdb

Nella seconda parte la tensione sale e gli eventi lentamente portano ad una progressiva degenerazione come un arresto della polizia e la detenzione in un carcere per donne fanno emergere il passato difficile di Brandon e soprattutto la sua vera identità femminile. E’ un arresto che non passa inosservato a Falls City, arrivando alle orecchie di John e Tom. L’ atmosfera si fa sempre più cupa e culmina con il sequestro di Brandon ed il suo brutale stupro.
L’epilogo è senza pietà e dopo una inutile denuncia allo sceriffo, il tentativo di fuga verso una nuova vita di Brandon e Lana è interrotto dal sanguinario e inevitabile omicidio per mano di John e Tom. A nulla può valere sapere della fuga di Lana verso un nuovo mondo e dell’arresto dei due assassini.
boy's don't cry
Basato su una storia vera, Boys don’t cry è un film controverso e sorprendente sulla paura del diverso e sull’ignoranza. Sfugge  a ogni categoria, colpisce l’attenzione dello spettatore e lo conduce con decisione nella sofferenza di chi è in lotta con la propria identità sessuale.
Dover essere ciò che il mondo si aspetta da noi. Nascondere la nostra reale natura, agli altri e a sé stessi.
Questo è il più lacerante conflitto.
Immagine di copertina: ©Letterboxd,
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