Con un ritardo di due anni rispetto alla concorrente DC e al suo Wonder Woman e undici anni rispetto all’esordio del Marvel Cinematic Universe con l’Iron Man di John Favreau, la Marvel ha finalmente portato in sala Captain Marvel, primo stand-alone ad avere una protagonista femminile. Il film di Anna Boden e Ryan Fleck si fa anche carico di essere un preludio ad Avengers: Endgame (in uscita ad aprile), come un gruppo spalla ad un grande concerto. Forse questo ha pesato non poco sulla pellicola che ha dovuto sottostare ad un progetto più ampio senza poter viaggiare liberamente. Detto questo, Captain Marvel è comunque un buon film: adrenalinico e divertente.

Brie Larson nei panni di Carol Danvers

Ambientata negli anni ’90 la storia vede la protagonista vivere in mezzo ai Kree, un popolo alieno in lotta con i mutaforma Skrull. Carol Danvers, interpretata da Brie Larson, non ha ricordi del suo passato e di come abbia acquistato realmente i suoi poteri. Sotto la guida di Yon-Rogg (Jude Law) viene addestrata alla guerra e dopo una missione fallita insieme alla Starforce si ritrova sulla terra, dove incontra un giovane Nick Fury. Insieme, i due cercheranno di ostacolare i piani degli Skrull sulla terra e di scoprire la verità dietro il passato della futura Captain Marvel.

Gli sceneggiatori hanno svolto un ottimo lavoro nel riscrivere le origini del personaggio, troppo simili al Green Lantern della DC. Inoltre, gli anni ’90 permeano l’intera pellicola, nel bene e nel male. Alieni, eroi venuti dallo spazio e agenti governativi sono lo starter pack della fantascienza anni ’80 e ’90. Il contesto è credibile e attualizzato, ma alcune scene musicali sembrano essere più una forzatura che una scelta estetica.

A Brie Larson sembra calzare a pennello il costume della supereroina, è a suo agio nei panni di Carol Danvers. La sua Captain Marvel è un personaggio credibile, umano ma potentissimo. Proprio la ricerca di questa sua umanità le consentirà di maneggiare appieno i propri poteri. La sicurezza della Larson e la comicità del giovane Nick Fury di Samuel L. Jackson dà vita a dei simpatici siparietti, c’è una bella chimica tra i due. Senza contare la presenza del gatto Goose che chiama a gran voce una sua nuova comparsa. Jude Law dal canto suo fa il suo lavoro, rilegato in un ruolo fin troppo stretto.

Captain Marvel in azione in una scena del film

La CGI non raggiunge gli standard a cui la Disney ci ha abituati, ma questo sembra non precludere la riuscita di un film intenso, ben scritto e con un’ottima fotografia che dà una ventata d’aria fresca al Cinematic Universe. Non è il film migliore della Marvel e non ha la portata della “politica” di Black Panther ma è uno dei più riusciti. Captain Marvel ha vinto la sfida: portare sullo schermo una supereroina credibile e con una sua profondità. Un nuovo volto che si contrapponga al machismo di un Thor o di un Captain America. All’uscita dalla sala, il film lascia piacevolmente divertiti.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊,5/10