Non chiamatelo solo un giallo, perché non lo è. Il nuovo film di Rian Johnson (Looper, Star Wars: Gli Ultimi Jedi) spazia di genere in genere per trovare la propria identità e la propria forma. Passa dalla parodia all’omaggio e poi torna su sé stesso, in un ciclo in cui il tutto è diverso dalla somma delle sue parti; un qualcosa di nuovo insomma.

Daniel Craig è Benoît Blanc in una scena del film (Photo by Claire Folger – © 2018 MRC II Distribution Company L.P.)

Ciò che conta per Johnson è la risata, una pura e autentica risata. Il regista decostruisce lo stereotipo, ma non rimane fermo alla parodia. Anzi, struttura una commedia del tutto nuova, passando velocemente laddove altri sono già stati. Possiamo citare la Signora in giallo, La pantera rosa e il suo Jacques Clouseau e infine quel Invito a cena con delitto di Robert Moore a cui il titolo italiano cerca di fare riferimento. Inoltre, non sembra essere un caso che il detective protagonista sia proprio Daniel Craig, attore che interpreta la spia più famosa del mondo.

Craig, che interpreta Benoît Blanc, cercherà di far luce sulla morte misteriosa del famoso romanziere Harlan Thrombey (Christopher Plummer). I possibili sospettati si trovavano tutti all’interno della proprietà del defunto, accorsi per il suo 85esimo compleanno. La famiglia Thrombey al completo viene passata al vaglio dal carismatico ed eccentrico investigatore: l’innocente infermiera (Ana De Armas), la figlia maggiore (Jamie Lee Curtis) e suo marito (Don Johnson), il figlio più piccolo (Michael Shannon) e il resto dei nipoti (da Chris Evans a Katherine Langford).

Ana de Armas è Marta Cabrera in una scena del film (Photo by Claire Folger – © 2018 MRC II Distribution Company L.P.)

Una famiglia numerosa, un omicidio e un’arma del delitto, “sembra la casa del Cluedo”. Un mondo e una storia già visti, ma il film è imprevedibile e prende pieghe narrative inconsuete e sorprendenti. Laddove il caso pian piano sembra esser risolto, lo sono meno le conseguenze delle azioni dei personaggi; da quelli innocenti a quelli che potrebbero diventare colpevoli. La regia segue sapientemente i vari ed eccentrici personaggi, ne riprende i tic e le smorfie e ne dilata l’emozioni nei momenti di tensione.

La suspense viene tenuta alta, soprattutto da un ottimo comparto recitativo che ci tiene incollati allo schermo.  Nessuno dei variegati personaggi è stato lasciato indietro senza una ragion d’essere, ognuno trova la propria collocazione all’interno della storia e dell’immagine.

Il variegato cast di “Cena con delitto – Knives Out” in una scena tratta dal film (Photo by Claire Folger – © 2018 MRC II Distribution Company L.P.)

Johnson si dimostra un’abile regista, capace di lavorare con un cast cospicuo e di una certa leva. Non solo, uno splendido sceneggiatore in grado di dare forma ad una storia del tutto moderna e innovativa, senza ricercare virtuosismi tecnici e forzati temi contemporanei. La comicità trova luogo in semplici scene, da cinema delle attrazioni, ma ben contestualizzate all’interno di una struttura più complessa e ben costruita. Un’alternanza di serietà e leggerezza che veste il film di un’aura propria e sfuggente.

E quindi si, Cena con delitto – Knives Out può esser definito una commedia, e anche una delle migliori dell’anno.

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Immagini di copertina: Photo by Claire Folger – © 2018 MRC II Distribution Company L.P.
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